Le due monete di Berlusca, le due balle del cavolo

di GIULIO ARRIGHINICONSIGLIO DEI MINISTRI SU CRISI ECONOMICA E SISTEMA BANCARIO

Parlando a Milano sabato scorso, Berlusconi ha aperto alla possibilità di avere due monete, conservare cioè l’euro ma battere anche una valuta che abbia un corso di legalità in Italia, sganciandoci in modo morbido dall’euro. L’altro giorno all’Università di Roma 3, il governatore della Bce Draghi, il cui nome esce ogni tanto tra i candidati al Quirinale, che “Non si tratta di perdere sovranità nazionale – in riferimento alle politiche monetarie e fiscali, ndr -: quella i paesi con alto debito l’hanno persa. Ma si tratta di riacquistare sovranità nazionale e non più soltanto nazionale ma a un livello più alto, condividendola con gli altri… La nostra esperienza mostra che la condivisione della sovranità nazionale è condivisione necessaria per una fiducia duratura nel disegno del nostro viaggio comune europeo”.

Ma la sovranità non apparteneva al popolo? L’articolo 1 è stato cancellato e non ce l’hanno detto? C’è qualche passaggio nella Costituzione in cui si parla di cessione della sovranità? Da nessuna parte.

E allora, come mai i costituzionalisti, Giuliano Amato in testa, non dicono niente? E pensare che proprio lui è il candidato preferito dal Cavaliere che annuncia anche la possibilità di avere ora due monete in mano. Ma quante balle ci racconta?

La Gran Bretagna è nella Bce ma ha conservato la propria moneta e continua a batterne per salvare la propria economia. Noi, gentile Cav, da quale parte dobbiamo iniziare, essendo che Forza Italia ha votato il fiscal compact, ha sostenuto il governo Monti e poi quello Renzi, prendendo solo ora le distanze? Insomma, due monete, due palle.

In un editoriale, Giovanni Passali, su Sussidiario.net, nell’analizzare gli ultimi accadimenti finanziari, dall’Olanda che fa tornare in patria l’oro, alla Germania che c’ha provato però senza riuscirci, alla Russia che sta convertendo i titoli di Stato Usa per acquistare oro… prefigura correttamente un imminente crollo dei mercati finanziari. Intanto noi abbiamo perso la sovranità attraverso il debito e non per una scelta del Parlamento, con votazione palese.

Dove stiamo andando a sbattere? Quando imploderà l’euro e quando noi diverremo definitivamente colonia di quelli come Draghi? Anzi, di quelli a cui Draghi risponde.

“Sebbene innumerevoli siano i mali da cui solitamente sono indeboliti regni, principati e repubbliche, i principali sono quattro: discordia, mortalità, sterilità delle terre e svalutazione della moneta. I primi tre sono tanto palesi che nessuno li ignora; ma il quarto, attinente alla moneta, è considerato solo da pochi e solo dai più attenti, perché manda in rovina gli stati non d’un sol colpo, ma gradualmente e nascostamente”. (Monetae cudendae ratio, 1526).

Detto questo, non dimentichiamoci che proprio Berlusconi indicò Mario Draghi come possibile premier nel 2012, dopo la rovinosa caduta. Ha già cambiato idea sull’uomo e sulla politica che lo infervora? Insomma, come possiamo credere ad Arcore, che propone tutto e il contrario di tutto, pensando che la gente abbia dimenticato il passato prossimo? Il guaio è proprio che la gente dimentica, imbesuita com’è dalla tv dei giochi, delle competizioni dei format e stanca, affamata. Il primo che alza la voce e dice qualcosa di apparente buon senso è scambiato per Dio.

Segretario nazionale Indipendenza Lombarda

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3 Comments

  1. marco says:

    Quella di Berlusconi in realtà è una genialata!
    In passato anche il terzo reich introdusse una doppia moneta che permise alla allora Germania nazista di allora di uscire velocemente dalla forte crisi economica in cui era finita dopo la prima guerra mondiale.
    La storia insegna!

  2. Davide Poloni says:

    Credo che la proposta del Sig. Berlusconi, sia impraticabile e caotica.
    La soluzione più semplice e che si inviti la Germania ad uscire dall’euro e riprenda il suo vecchio marco.

    Faccio riferimento ad un mio articolo che “l’indipendenza” mi ha dato la possibilità di pubblicare il 13 maggio 2014.

    Il titolo era “RESTARE NELL’EURO E’ INDISPENSABILE. E’ LA GERMANIA CHE DOVREBBE USCIRNE”.

    Grazie dell’attenzione Davide Poloni.

  3. gl lombardi-cerri says:

    Vale la pena di riassumere un po di “storia patria” .
    Per anni chi ci ha governato ha utilizzato la svalutazione a due cifre per non fare drastici interventi sull’organizzazione e sulla spesa pubblica.
    Arrivati in un vincolo chiuso hanno tirato fuori la storia dell’ingresso nell’area euro, nella non segreta speranza che l’Europa ci pagasse una parte del debito pubblico.
    L’Italia è entrata accentando un cambio strozzinesco e voci credibili asseriscono che eravamo pronti ad accettarne uno anche peggiore.
    Sin dalle prime battute il passaggio si è dimostrato disastroso ( come era nelle previsioni), ma i sinistri si sono affrettati a dare la colpa a B. ( che non è intervenuto con misure efficaci ) e ai cittadini “che non si sono rapidamente abituati (sic!)
    Gli europei, che non sono scemi , ci hanno imposto regole durissime per rispettare le quali , non c’è santi, si deve radicalmente cambiare la struttura di questo Stato delle banane.
    Ecco quindi un’idea brillante : dovremmo ritornare ad essere padroni della nostra moneta !
    Per tornare a svalutarla periodicamente a due cifre.
    Chi pagherebbe questo processo ? Semplice ! I pensionati, con le pensioni a cifra costante , ma a valore variabile (in negativo ).
    Chi ci guadagnerebbe ? Altrettanto semplice ! Chi , in termine borsistico , ha intenzione di giocare al ribasso.

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