Le due Costituzioni: l’Italia si piega a Bruxelles, quella tedesca non ci pensa proprio

di CASSANDRAgermania euro

Domanda. La Corte costituzionale ha detto che così come erano le pensioni non aggiornate erano fuorilegge. E la Fornero l’ha presa in quel  posto. Arriveranno i rimborsi. Bene, ma che dirà la Consulta sul blocco degli stipendi nel pubblico impiego? Hanno detto: accontentatevi di non rientrare nel job’s act, e tenetevi stretto lo stipendio. Ma fino a quando quelli che  Cazzullo sul Corriere ha definito  attempati signori di Villa Arzilla, staranno zitti? O dovranno ammettere che per bilancio non si possono spendere altri soldi?

Insomma, la Costituzione è tirata spesso in ballo perché vincola tutte le leggi del Parlamento. Bene. Ma qualcuno ricorda ogni tanto la contraddizione per la quale la Costituzione deve piegarsi all’articolo di se stessa medesima, l’81, sul pareggio di bilancio? In altre parole, è l’Europa che decide che dobbiamo piegare la carta costituzionale agli obblighi derivanti dalla partecipazione alla moneta unica e ai Trattati. In altre parole, deve cedere  la Costituzione.

Così a Roma. Ma a Berlino? La Corte costituzionale tedesca ha affermato dal 2009 a oggi, che i Trattati sono vincolanti, per l’ordinamento tedesco, nella misura in cui siano compatibili con la costituzione federale. Ovvero proprio il contrario. Se non vanno in conflitto ne teniamo contro, altrimenti valgono prima le nostre leggi. Ebbene, Villa Arzilla saprà copiare questa linea di condotta?

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