“Le decisioni si prendono a Zurigo, non in Ticino”

di GIUSEPPE REGUZZONI

Zurigo, Paradeplatz, giusto il tempo di un caffè e di un gipfeli (il croissant elvetico) con K.H., già collaboratore del Consiglio Nazionale per il gruppo parlamentare della SPS, il partito socialdemocratico svizzero, che ora ha un ruolo dirigenziale presso un’importante società  elvetica di assicurazioni.  Non è un incontro casuale, ma non è stato facile ottenerlo.

Un paio di domande, cui l’interlocutore risponde con precisione, brevità e gentilezza, chiedendo, però l’anonimato: «Sa, qui nella Svizzera Tedesca non amiamo mettere troppo in vista le appartenenze politiche, soprattutto quando si è nel mondo della finanza». Già, il mondo della finanza, e proprio a Zurigo, la capitale finanziaria della Confederazione …

«La Svizzera entrerà nell’Euro?». Una risata sonora è la migliore risposta che avrei dovuto aspettarmi a una domanda simile, ma, poi, cortesemente, segue la spiegazione: «Si figuri! Saremmo obbligati a mettere l’olio di palma nel cioccolato, che da noi è vietato! Il cioccolato svizzero non sarebbe più il cioccolato svizzero!» E giù un’altra risata. Poi si fa serio e precisa: «No, non è possibile, non a breve o medio termine. La Svizzera sarebbe finita».

Cerco di punzecchiarlo: «Parla delle banche e del segreto bancario, ovviamente». «No, nient’affatto. È un problema di storia, di cultura, di sensibilità. Penso che l’Unione Europea dovrebbe imparare da noi a tenere insieme le diversità, linguistiche e culturali. Noi siamo stati insieme quando protestanti e cattolici si odiavano. La Confederazione riconosce quattro lingue e tre grandi confessioni. Altrove si sarebbero già separati, ma non qui».

Insisto: «Davvero le banche non c’entrano nulla?». Stavolta risponde nel merito: «Senta, è indiscutibile che le banche qui contano, ma è troppo semplice ridurre tutto alla questione del segreto bancario. È una legge degli anni Trenta del Novecento, che, propriamente parlando, difende la segretezza dei clienti. Le banche funzionavano ottimamente anche prima e funzioneranno anche dopo».

«Come “dopo”? Lei dà per scontata la fine del segreto bancario?». «Così come ne parlate in Italia, sì, certamente. La Svizzera non è solo terziario, è anche un’importante realtà industriale e tecnologica. Dobbiamo tutelare la nostra immagine e anche le nostre esportazioni. Nessuno qui vuole fare la guerra per il segreto bancario, neanche la SVP (il partito svizzero antieuropeo per eccellenza). Sono solo alcune realtà marginali, come il Ticino e poche altre, a voler difendere a oltranza un modello superato».

«Beh, giù in Ticino non la prenderanno bene …». «è una vecchia storia, soprattutto per voi Italiani, ma il Canton Ticino, che vive dei suoi rapporti con l’Italia è solo una piccola parte della Confederazione». «Come dire, le decisioni che contano vengono prese altrove …». Giù un’altra risata omerica, e poi un commento: «L’ha detto Lei, non io». Gli scappa un incompiuto: «Unsere Sonnenstube …». Fa finta di non averlo detto, ma registro la battuta, peraltro ben diffusa a nord del Gottardo. La Stube nella Svizzera tedesca, come in Tirolo, è quella bella stanza, perlinata, accogliente, dove bere una birra o un calice di vino in compagnia. Sonnenstube, l’angolino del Sole. Capisco che a Zurigo e Berna l’irritazione per l’italianità della politica finanziaria ticinese sta crescendo. Non insisto.

Mi dice qualcosa sul boom di azioni tecnologiche svizzere come la Kudelski. Gli confesso di capirne poco, ma che ne riparleremo. Poi si alza, mi stringe la mano e, sorridendo, si scusa: «Sa, la nostra pausa caffè è già finita». Lo accompagno alla fermata di un puntualissimo tram  blu, sui cui sale, direzione Bahnhofstrasse, la via delle banche e delle assicurazioni, di cui si dice che nasconda, nel proprio sottosuolo, la terza riserva aurea del mondo. Si dice.  «Sa, sono tante le leggende sulla Svizzera».

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4 Comments

  1. Stefano Gamberoni says:

    Ma un ragionamento serio, con interlocutori seri di un lombardo veneto converderato con la svizzera, non si può intavolarlo?
    Non è solo una battuta, l’economia deve dare risposte a come potrebbe essere la società se cambiassero alcune variabili, non descrivere lo status quo, come invece accade puntualmente alla totalità dei commentatori economici e dei politici.
    Grüezi!

  2. Filippo83 says:

    Se mi cambiano Roma con Zurigo (Berna), io accetto volentieri qualunque diktat sul segreto bancario in Veneto!
    Scherzi a parte, e’ ovvio che se si convive in ambito (con)federale, non tutte le decisioni potranno essere prese a livello locale: la Svizzera e’ sicuramente un ottimo esempio di come tale potere venga usato con parsimonia, nei modi corretti, e non abusato.

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