Le colpe della Lega sono mille, ma noi siamo una barca de cuiuni

di GIANFRANCESCO RUGGERI

Da un lato leggo gli articoli di Facco, Marchi e Oneto, chi più, chi meno critici sull’attuale azione politica della Lega e più in generale sulle prospettive del mondo autonomista, dall’altra parte proprio oggi il parlamento catalano ha votato la “declaración sopranista” con 85 si, 41 no e 2 astenuti. Hanno votato a favore CiU, Erc e ICV-EUiA, ovviamente contrari i popolari, Ciudadans e i socialisti, il cui fronte però si è incrinato, perché 5 deputati su 20 hanno deciso di non partecipare al voto.

Sembrano due mondi differenti, il bianco e il nero, i catalani sulla giusta strada ad un passo dalla meta e i padani persi in un labirinto italico senza avere la benchè minima idea di cosa fare per uscirne. Non so se è veramente così, non so se veramente la Catalogna sarà il prossimo stato europeo come gridano a Barcellona, certo lo auguro loro di tutto cuore, sperando anche che facciano alla svelta, così che liberino la casella di “prossimo stato europeo” e lascino quel posto ad altri, magari a noi. Allo stesso modo non so se veramente noi siamo in una situazione così disperata come l’ha descritta Marchi, riuscirci ora o tacere per sempre, anche perché la storia spesso ha corsi e ricorsi talvolta imprevedibili.

Ovviamente il comportamento politico della Lega presta il fianco a critiche, che in genere si appuntano soprattutto sulle alleanze e su certi uomini che rappresentano il partito. Non sarò io a difendere alleanze e uomini, non voglio certo assumermi la responsabilità di scelte che non ho fatto, anzi semmai aggiungo una ulteriore critica indicando quella che considero la vera colpa della Lega. Infatti non mi stupisco, come fanno molti, perché questo o quello ha rubacchiato o si è avvinghiato alla poltrona, alla mia età mi sono reso conto della natura degli uomini e so anche che uno su 12 tradì Nostro Signore, né mi straccio le vesti per i giornalisti che la Lega ha mandato in Rai, cosa doveva fare lasciar tutto lo spazio disponibile ai Floris, ai Santoro, alle Annunziata? Riesco persino a non far caso con chi si allea a Roma, quindi il motivo per cui la critico è un altro: la critico per aver accantonato gli aspetti identitari.

Padania risulta spesso un nome vuoto, perché la Lega l’ha proposto, l’ha ripetuto, l’ha urlato, ma non l’ha mai spiegato, non gli ha mai dato dei contenuti, contenuti che pure esistono e che, solidi ed evidenti, sono sotto gli occhi di tutti, basta saperli cogliere, contenuti che Oneto sparge a piene mani ovunque gli diano spazio e che pur tuttavia pochi padanisti conoscono. Politicamente potevo accettare tutto, a condizione che a livello locale si tenesse per lo meno il piede sull’acceleratore della riscoperta identitaria. Dobbiamo subirci una marea di porcate politiche in quel di Roma? Dobbiamo tollerare che qualcuno dei nostri si venda e si faccia corrompere dal fascino del potere? Va bene, va bene tutto, però a Marostica, Bottanuco, Fontanellato, Bergeggi e nei mille borghi di Padania, porcaccia maiala, alla nostra gente spieghiamo chi è, torniamo ad usare le nostre bellissime maderlèngue, ad insegnarle ai bambini, facciamo dei Tg in maderlèngua, recuperiamo la nostra storia, le nostre tradizioni, studiamo e conosciamo il nostro territorio, ecc, ecc. Il problema non è quindi la qualità dell’azione politica della Lega, su cui ognuno di noi la può pensare come vuole, il problema è che ha completamente abdicato dallo svolgere la sua funzione identitaria. A Roma poteva fare quello che voleva, ma sul territorio doveva far maturare nella gente la stessa autocoscienza che c’è in Catalogna, in Sud Tirolo o in Ladinia. Finchè i nostri vicini di casa pensano di essere italiani o al massimo italiani del nord non andiamo lontani, anzi continueremo a prenderla in saccoccia.

Detto quello che dovevo dire sulla Lega, credo di avere maturato l’autorevolezza per aprire un secondo fronte su cui mi pare si parli poco e si rifletta ancor meno. Tornando alla Catalogna è vero che tutto brilla e luccica, ma nessuno ricorda che i sobranisti hanno la maggioranza dei seggi, perché i catalani hanno dato loro la maggioranza dei voti. Mettiamolo il dito nella piaga, dopo aver riempito di critiche la Lega, Bossi e Maroni, mettiamolo il dito nella piaga e diciamo che la colpa è anche e forse soprattutto nostra, perché siamo abituati a tacere, subire e pagare. La Lega avrà mille colpe, ma i padani ne hanno un miliardo, perchè la Lega non ha mai avuto neppure la metà dei voti di cui oggi godono i catalanisti sobranisti, neppure nel suo momento migliore quando alla metà degli anni ’90 era dichiaratamente secessionista, priva di alleati scomodi e di tutto il resto. Questo è un fatto ed è colpa dei padani che hanno continuato a votare per partiti italianisti, perché “senò come fai con la nazionale di calcio se fai la secessione?” I catalani prima di votare, sanno già chi sono: noi no! A parte forse una parte dei lettori dell’Indipendenza…

Diciamocelo francamente, la massa dei nostri concittadini si lamenta e si lamenta, ma alla fine della fiera gli va bene così. Le nostre maderlèngue? Troppa fatica trasmetterle ai figli e allora le lasciamo morire. Le nostre tradizioni? Uff, chissenefrega ormai il mondo è globale. La nostra storia? Che palle, sono già andato a scuola tanti anni fa e ora basta, non fa niente se a scuola sono hanno imbottito di stronzate italiche. In politica poi non ne parliamo, si vota sull’onda dell’emozione, inseguendo chi la spara più grossa, chi è più simpatico, chi ha lo slogan giusto o più semplicemente chi sta all’opposizione, giusto per cambiare, perché quello che governa non va mai bene e allora ecco spiegato, perché ad ogni elezione si cambia governo e si passa da destra a sinistra e viceversa. Tutti privi di una visione che vada oltre la punta del naso e oltre la scadenza elettorale immediata, tutti privi di un coscienza identitaria… a parte forse una parte dei lettori dell’Indipendenza.

Quindi volete criticare la Lega? Bene, fatelo, poi però critichiamo anche tutti i nostri confratelli, non per niente definiti da tempo una barca de cuiuni, e troviamo il modo per dar loro una bella sveglia, senò forse non taceremo per sempre come paventa Marchi, ma di sicuro resteremo in pochi a urlare. Credo sia opportuno chiudere con le parole di Thomas Sankara, uomo politico burkinabé, secondo cui lo schiavo che non organizza la sua ribellione, non merita compassione per la sua sorte.

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67 Comments

  1. GIORGIO MASOCCO says:

    Signor Ruggeri, grazie. (oltre che a Facco, Marchi e Oneto).
    Le dico il perchè.
    Sono giorni, se non settimane che sostengo che a 30gg. dalla vittoria lombarda, o padana, bisognaandare una volta la settimana in Regione in folto gruppo di almeno cento persone per ricordare agli ELETTI, che sono lì per il 75%.
    Dato che vivo nella Brianza produttiva, le dico la risposta degli artigiani, che poi sono i più vessati :
    ‘Giorgio và giò ti perchè me gu mia temp’.
    Più o meno questa è la risposta, questo è ciò che Lei dice.
    Per cui, dato che sono tentato di votaare, solo alle politiche, l’Unione Padana, perchè non organizzare, da queste colonne, una volta la settimana un ritrovo fuori dalla Regione per ricordare ciò che Lei, Facco, Marchi, Oneto, e molti altri ‘cujuni’ diversi come me ribadiscono : I SACRSANTI DIRITTI DEI PADANI’ oppure pulenta e pes. Io ci sarò. Giorgio, un Leone di San Marco, mai domo.

  2. Veritas says:

    “Bisogna coltivare il proprio giardino”, frase di Voltaire, ha piu di un significato……
    Il fatto è che c’è in giro molta ignoranza, e la maggior parte della gente non sa neanche il significato della parola “cultura”. Le scuole italiche certo non sono state d’aiuto…Pensare che sta alla base di tutto.
    E sono totalmente d’accordo col Dr. Ruggeri al quale faccio sinceri complimenti.

  3. Giovanni S. says:

    Per il Signor Busin, per Giacomo, per nomenade. Gentili Signori, si sa che per “organizzare” il futuro dei popoli bisogna conoscere bene il loro passato. Secondo la vulgata indipendentista , le Regioni del Nord Italia ed in particolare le città di Venezia e Milano, prima dell’unità, erano ricche ed industrializzate. Al contrario, il Meridione era poverissimo, privo di industrie e , quindi, finanziariamente inconsistente. E sempre secondo questo racconto, l’Unità ha permesso, per 150 anni,ai meridionali di farsi mantenere ed ai settentrionali di farsi depredare. Ma gli storici e gli economisti cosa hanno scritto in merito ? Quali documenti hanno trovato ? Quali dati statistici inoppugnabili hanno evidenziato ? Cominciamo da VENEZIA. Come viveva la popolazione della Serenissima prima di perdere l’indipendenza (a causa dell’invasione francese) ? “Verso la fine del secolo (il 700), su una popolazione di 135.000 abitanti, si contavano oltre 23.000 mendicanti .. 13.000 servi…4.000 gondolieri. ..E’ chiaro che tutto questo proletariato formava, con le famiglie, almeno i quattro quinti della cittadinanza. Ecco a quale mummificazione della società aveva condotto il regime oligarchico( pag 239)..a Venezia non arrivano-scrive Montesquieu- che una ventina di vascelli francesi..Questo è pressapoco tutto il commercio che vi si fa(pag. 232-233)…quel po’ di borghesia che si era formata , era composta quasi esclusivamente da “STATALI”, legatissimi alla classe dominante , di cui copiavano i costumi e gli atteggiamenti.(pag.238)..l’altra borghesia, quella del commercio e delle professioni liberali , composta in buona parte da ebrei, era scaduta di numero (pag.239)…il patriziato veneziano si era accaparrato il 50% della proprietà di terraferma..una miscela di proprietari assenteisti, di fittavoli rapaci e di braccianti sfruttati(pag.236). (INDRO MONTANELLI-L’ITALIA DEL SETTECENTO, 1978- RIZZOLI). E come si viveva a MILANO , prima dell’Unità d’Italia ? Nella città, “secondo il Cantù, intorno al 1840, 137.580 residenti..il Salari dà come viventi 3.408 nobili(pag.47-48)…A Milano la ricchezza nobiliare era basata sulla rendita fondiaria a spese, diciamolo pure, dei contadini…miseria, analfabetismo, tubercolosi, tifo, pellagra e altre malattie da sottoalimentazione erano talmente diffuse da parere connaturate alla vita stessa , alla condizione del contadino (pag. 46-47)..tenendo fuori dal conto i bambini di meno di otto anni, i vecchi, e parecchie donne [in città vivevano] 11.000 servitori privati e 45.000 addetti al commercio, cioè nella turba dei sottopagati, lasciando spazio anche ad un considerevole numero di disoccupati, non occupati, accattoni, miserabili in genere (pag.80)..negli anni 30 del XIX sec. erano assistite ogni settimana con elargizioni circa 5.000 famiglie milanesi…se per difetto, fissiamo a quattro il numero dei componenti di una famiglia , giungiamo a non meno di 20.000 persone aiutate se non mantenute dalla pubblica assistenza..nell’insieme non è difficile ritenere che oltre la META’, FORSE I TRE QUARTI , DEGLI ABITANTI DI MILANO VIVESSERO IN CONDIZIONI DI..INDIGENZA(pag. 147)….in quel tempo a Milano di industrie se ne vedevano poche e quelle poche erano piccole(pag.75)..il paesaggio industriale inglese descritto da Engels, a MILANO, IN QUEL TEMPIO ERA IMPENSABILE E TALE SAREBBE RIMASTO A LUNGO(pag.77)..I GRANDI CAMBIAMENTI [nell’industria] SI AVRANNO SOPRATTUTTO DOPO L’UNITA’ E SOPRATTUTTO DOPO IL 1870(pag.45). (GUIDO BEZZOLA-LA VITA QUOTIDIANA A MILANO AI TEMPI DI STENDHAL-FABBRI ED.1991 su concess. Rizzoli). Quali erano le RISERVE AUREE E LA CORRISPETTIVA CIRCOLAZIONE MONETARIA NEGLI STATI ITALIANI NEL 1861, al momento dell’Unità ? Considerata 1 Lira pari ad attuali 4,5 euro, secondo lo storico piemontese Lorenzo del Boca, il Regno delle Due Sicilie contribuiva con “443,2 milioni di Lire, il Regno di Sardegna 27, la Lombardia con 8,1, la Toscana con 8,5, il Veneto [1866] con 12,7…il Meridione, da solo, ..col doppio di tutti gli altri. E QUESTO PATRIMONIO VENNE TUTTO SPERPERATO [nella nuova capitale, Torino] (LORENZO DEL BOCA-MALEDETTI SAVOIA-2001 PIEMME POCKET).Tralascio, per motivi di tempo e di spazio, di indicare la consistenza dell’apparato industriale meridionale , prima dell’Unità, e l’enorme numero di emigranti meridionali dopo l’Unità. Domanda conclusiva ovvia : chi si è arricchito con l’Unità d’Italia ? Chi è stato oppresso economicamente dal 1861 ?

    • elio says:

      ma te pensa come era messo il nord!!! e allora se il sud era messo anche peggio doveva essere un inferno

      a parte gli scherzi

      per certi versi lo è ancora oggi

      • Nicola Busin says:

        Qui non so tratta di discutere la storia passata in cui è evedente come la povertà fosse dilagante in tutti gli stati del mondo. Io ho molti amici del sud Italia, di Roma ecc.. e sono bravissime persone. Hanno sicuramente una situazione sociale diversa da quella veneta, più criminalità, più stato che aiuta e questo è un male perchè abitua la gente ad essere passiva. Il mio discorso è un altro. Parlo della mia terra perchè la amo con passione e vorrei mantenere, magari anche migliorare, il nostro stile di vita soprattutto per i nostri figli. I veneti non sono razzisti, non odiano le genti italiche, ma si sono resi conto che uno stato matrigno che prende troppo e ritorna poco diventa come un cancro. Possiamo donare sangue ma se ne prelevano troppo va a finire che si muore. La nostra richiesta d’indipendenza sta diventando un urlo per la sopravvivenza. E non sto scherzando. WSM

      • Giovanni S. says:

        Legga i commenti dei viaggiatori stranieri , per es. su Napoli. Legga le osservazioni di De Brosses sulle principali città italiane e faccia i paragoni. La campagna di diffamazione scatenata dagli invasori ” nordisti”, che dovevano giustificare i massacri , i saccheggi e le enormi rapine compiute nel Meridione , sono comparabili alla propaganda leghista scatenata dall’elettromedico , ladro e pregiudicato, di Gemonio.

  4. Castagno12 says:

    I residenti nel Nord italia, o se preferite, in Padania, almeno negli ultimi venti anni hanno fatto di tutto per non farsi rispettare dai politici, che ne hanno approfittato.
    Quindi il popolo si merita l’attuale trattamento, l’attuale crisi e quello che sta arrivando.

    Quando è comparsa sulla scena politica la Lega Nord, o meglio, è stato reso noto il Progetto di Gianfranco Miglio, la stragrande maggioranza dell’elettorato avrebbe dovuto votarla, indipendentemente dalle “caratteristiche” dei suoi esponenti.
    invece anche tante donne democristiane facevano considerazioni assurde tipo “Bossi è brutto”.
    A queste rispondevo “Già, perchè Andreotti è bello”.
    Tutti elettori con la lungimiranza azzerata, incapaci di prevedere ciò che sarebbe inevitabilmente arrivato a causa del comportamento dei “politici”, del costante aumento del debito pubblico e quindi delle tasse.

    Se la Lega avesse raccolto IN TEMPI BREVI un largo consenso elettorale, si sarebbee presentata a Roma per trattare, per ottenere,
    Invece ha potuto andare a Roma solo con la scusa di riformare e di governare il Paese, ben sapendo che questi traguardi erano irragiungibili.
    Così la Lega ha solo ottenuto la sua squallida ed indecorosa sopravvivenza quando invece l’elettorato le avrebbe dovuto consentire la realizzazione del Progetto Miglio.
    Quindi a Roma la Lega, non avendo le spalle sufficientemente larghe, ha fatto evaporare i suoi propositi, ha fallito e si è adeguata al Sistema.

    Il limitato consenso alla Lega è stato anche influenzato da due fattori:
    1) Il continuo acquisto di consensi elettorali, con i soldi dei contribuenti, da parte dei vari partiti (pensioni e posti di lavoro fasulli, consulenze inutili, ecc.)
    2) L’atteggiamento di molti meridionali, venuti al Nord, che non hanno capito le nostre esigenze di sopravvivenza, le realtà delle Regioni nelle quali si erano trasferiti e nelle quali lavoravano.

    Ora si deve tassativamente escludere che la nostra salvezza possa arrivare dai “politici”, dai tecnici.
    Il “Nuovo”, IGNORANDO I PROBLEMI FONDAMENTALI che tengono in vita l’attuale crisi, si identifica con tutto il Vecchio.
    Noi abbiamo anche Maroni, obbligatoriamente alleato di Berlusconi, Mondialista DOC.
    Mai sentito Berlusconi o Alfano parlare di Macroregione del Nord che non può arrivare solo perchè la si desidera, la si sogna.

    E’ il popolo che si deve muovere, nel rispetto della legalità, non fornendo alcun aiuto, alcun riconoscimento a tutta la classe politica e dintorni.
    Ho già ripetuto, fino alla noia, ciò che dovrebbe e non dovrebbe fare, anche nel quotidiano, per non aiutare il Sistema.
    I Mondialisti, pur procedendo, hanno alcune difficoltà.
    Viene tanta rabbia nel vedere che il popolo non fa niente, proprio niente, niente di niente per contrastarli, per non aiutarli.

    Su scala nazionale, ben il 60% degli italiani vive di Stato. Nel Nord, questa percentuale è un poco più bassa, ma è sempre in grado di impedire un consenso pebliscitario che ci porti alla salvezza.
    Quindi, se questi “statali” non arriveranno a capire che anche per loro il “carnevale” è finito, manterremo una situazione molto lontana da quella della Catalonia: “Siamo del gatto”.
    ——————————–
    A beneficio degli sprovveduti, dei disinformati suggerisco di cercare su Internet il significato di Mondialismo e di Comunismo: troveranno che i due progetti si identificano, hanno lo stesso obiettivo.
    Ma chi non vuole fare niente, si accontenta del solo voto elettorale che è tutto a favore di chi ci procura danni, di chi ci tiene sottomessi al Governo Mondiale.

  5. Nicola Busin says:

    Cè un aspetto fondamentale dell’articolo che nasce viziato dall’origine: LA PADANIA COME ENTITA’ POLITICA NON E’ MAI ESISTITA! Non lo dico io (ultimo degli ultimi), lo dicono la storia, la cultura, la lingua. Da Montanelli a Parise a molti altri, ricordo che in Piemonte c’erano i Savoia che con gli eserciti e la violenza hanno creato questo puzzle di nome Italia. A Milano c’erano gli Sforza, anche loro con manie espansionistiche nella italica penisola. Le Venezie sono un caso a parte, unico nella penisola geografica, con migliaia di anni di storia che le unisce sia politicamente sia culturalmente sia con la lingua. Il Veneto e le Venezie meritano le loro indipendenza. Smettiamola con questa Padiania, solo i CUJUNI possono credere a questa assurdità. Per fortuna la consapevolezza del Popolo Veneto avanza. WSM

    • anthony says:

      Vi e’ stato un momento storico tra il 1400 e il 1500 che venezia avrebbe potuto unire tutto la pianura padana e tutto il nord……. sotto di se…….senza dimenticare che poi fu venezia a creare e fare dell’italia una potenza,,,,,, genova firenza il regno di napoli e le banche di quegli stati sono stati messi in piedi dai veneziani………allora l’italia era una potenza,,,,,,,,, gli stati italiani prestavano soldi a re e imperatori………controllavano il commercio internazionale……….ed erano cosi ricchi che poterono spendere e investire nelle arti……….quel patrimonio artistico di eccellenza…… ci e’ stato lasciato da quel tipo di Italia.

      dire che una entita politica non e’ mai esistita……. e un grave errore…….. allora anche gli stati uniti non esistevano prima del 1776…………allora anche il kossovo non esisteva fino a qualche anno fa………

      anche il sud sudan non era mia esistito prima…………

      e se per questo anche l’unione europea non e’ esistita precedentemente……….

      se la maggioranza di una popolazione decide di creare una sua comunita’, una sua entita’……..se ne ha coscienza e capacita. ha il sacrosanto diritto di farlo……..se non ci riesce………. le motivazioni sono tantissime incluse che forse non ne ha capacita’.

      la lega non ha dato al suo progetto dei contenuti fattibili……..un gran calderone……….e si sono persi in altri interessi………..il progetto delle tre macroregioni di miglio e’ il progetto giusto………e ha anche riscontri positivi al sud.

      allora agli amici veneti chiedo…………. siete in grado intanto di proporre la fusione di veneto e friuli. ridurre i cons regionali di meta, estendere lo statuto friulano al veneto…

      I miei avi che lasciarono venezia e il friuli dopo napoleone………provenivano dalle tre venezie…….. e hanno sempre riferito con quel nome a quelle terre.

      invece voi veneti fi siete fatti fregare e dividere………

      appoggiate anche voi la macroregione,,, lasciate stare se vi stanno sulle palle gli omini verdi……….intanto cominciate a unire friuli e veneto….. vediamo se le cose migliorano poi magari fondete anche il trentino alto adige…….
      sono aperto a discussioni programmatiche su questo…..

      voi veneti che sbandierate una indipendenza , ragionate bene anche se e’ fattibile, specie con un veneto che risulta non unito piu come tre venezie, siete sicuri che una mozioncina regionale basti? siete sicuro che l’unione europea vi avvalli? catalogna e’ una situazione diversa, e la scozia ancora di piu ( se pensate che la scozia diventi indipendete…. sogni……. il progetto li e un altra cosa…….. sono pronto ad illustrarvi tutti, lo stesso snp sotto banco offre una corona a carlo….. nel caso britannico si tratta di un riassetto in chiave federale di quello stato……… per gestirlo meglio e tagliare lo stato…. tanto che il vero problema e’ la mancanza di un parlamento inglese……. ma possiamo discutere di questo dopo….. vi siete dimenticati che la banca di scozia e’ stata salvata dalla banca d’inghilterra………).

      allora i veneti e i friulani……. una proposta fattibile ed efficace ( unione fa forza), unire veneto e friuli come regione? siete in grado di portare avanti un progetto come questo piu semplcie e piu fattibile?

      attendo risposte

      • Gian says:

        aggiungerei anche che chi non vuol capire (mi riferisco a Busin) non capisce e non capirà mai. La Padania esiste ed esiste da tempo, solo aveva altri nomi, e ne ho già lungamente parlato in un mio precedente articolo, proprio su questo giornale,

        http://www.lindipendenzanuova.com/la-padania-ecco-cosa-e-e-
        cosa-non-e/

        però chi non vuol capire fa di tutto per non capire.

        • Nicola Busin says:

          Spero solo che i mistificatori della storia e della realtà abbiano l’umiltà di studiare, di approfondire, di analizzare prima di dire assurdità. Tra l’altro se il Veneto riuscirà ad ottenere la propria indipendenza sarà lo Stato che potrà dar aiuto al resto del nord. E smettiamola una volta per tutte con questa Padania che solo una minoranza dei residenti desidera. Tutti i sondaggi dimostrano sig. Gian (forse hai un nome e un cognome o in padania si usa così, cioè non si mostra la faccia ?) che in Lombardia e tantomeno in Piemonte ci sia una maggioranza indipendentista. L’unica area è il Veneto ed è inutile spiegare a chi non vuol capire il perchè. Mone sì, cojuni no. WSM

        • Nicola Busin says:

          Ad Antony (ma anche tu hai un nome e cognome? la faccia è importante, altrimenti mi sembra di interloquire con il nulla), ad Antony vorrei dire che l’indipendenza del Veneto sarà una risorsa per tutto il nord. E allora smettiamola con queste discussioni inutili del Veneto che (intanto, dico io per perdere tempo) deve unire Friuli e Trentino. Ma lo sa Antony cosa prende il Trentino da Roma per restare tranquillo?: Circa 10.000 euri pro capite; e il Friuli?: circa 7.550 euri a testa. Il Veneto è fermo a 3.150. Divide et impera, sono passati 2.000 anni ma Roma non perde il vizio, anzi supera se stessa. Mone sì, cojuni mai. La consapevolezza avanza come le scimmie giapponesi con le patate. WSM

        • Nicola Busin says:

          Al bravo Gianfranco Ruggeri (scusa se non ho letto con attenzione il tuo intervento ma forse è meglio scrivere sempre il proprio nome e cognome, anche per chi ci legge) devo dire che le argomentazioni scritte a favore della Padania (anche se indicate con bravura, ampia preparazione culturale e passione) sono poca cosa se paragonate a più di mille anni di storia veneta e di lingua veneta ancora ampiamente parlata a tutti i livelli sociali. E’ inutile spiegare, dovresti vivere in Veneto per capire. Pensa che da noi i lavoratori che arrivano da altri paesi imparano prima la lingua veneta e poi un po’ di italiano. Ad ogni modo complimenti per i tuoi articoli che leggo con molto interesse.

          • Albert says:

            Per favore quando parli di “venezie” (termine creato dal nazionalista ebreo-friulano Ascoli per italianizzare i friulani di lingua slovena) lasci stare il Friuli che al Veneto ha già dato, anche troppo.

    • Dan says:

      Francamente: chi se ne frega della storia. Se una cosa ieri non esisteva non vuole che non può esistere da domani. Basta volerlo.

  6. macallo says:

    Padani protestate con Maroni e Salvini hanno tolto dalle liste il Trota, il meno peggio della Lega …
    Il trota era il più simpatico e il più bravo di tutti….
    Intelligente come e più del padre Bossi,
    donnaiolo,spendaccione, generoso,colto, laureato all’estero..
    Aveva tante di quelle doti e qualità che non si capisce questa esclusione..dealle liste.
    Maroni e Salvini lo hanno tolto perchè li avrebbe oscuraticon la sua presenza
    Padani senza il Trota non si va da nessuna parte, non si può realizzare la Macroregione e raggiungere l’indipendenza.senza di lui…
    .

  7. Johann G. says:

    Lega o non Lega, al Nord del Paese manca un Partito a forte radicazione territoriale che ne rappresenti e ne tuteli gli interessi economici, sul modello della SVP altoatesina.
    Purtroppo lombardi, piemontesi e veneti e Friulani non hanno ancora chiara la propria identità di gruppo etnico o almeno di cofederazione di interessi economici.
    Dove la Lega e Bossi sbagliarono fu nell’accettare il rifiuto dell’allora Presidente Scalfaro di nominare Gianfranco Miglio quale Ministro delle riforme accettando di sostituirlo con Francesco Speroni. Fuß lì che la Lega si arrese al Sistema Romano.
    Lì molti italiani capirono che nella Lega non vi era una guida politica coerente.
    Per non parlare delle Leggi sul Federalismo Fiscale che hanno proposto solo una sommatoria di nuove tasse e addizionali senza affrontare la diminuzione della Spesa Pubblica. Ora la Lega è fiaccata e i vari Maroniani non sono altro che dei pseudo Democristiani amanti degli introiti fiscali Regionali.

  8. drago says:

    Ivana, lo vuoi un consiglio spassionato,
    non parlare di politica perchè non capisci un c….o.
    La Lega è tutto il contrario di quello che dici tu.
    E’ diventata statalista, attaccata alle poltrone di Roma, è stata coperta da scandali 8rimborsi gonfiati, investimenti in diamanti ecc.Ha eletto personaggi squallidi, ha fallito per 20 lunghi anni senza ottenere nulla.
    Vogliamo parlare di Bossi e del suo cerchio magico?
    Meglio di no !! Meglio stendere un velo pietoso.
    Vogliamo parlare del Trota!!
    Ci hanno preso per il culo tutta Italia..
    Vogliamo parlare di federalismo, di leggi ad personam, di olgettine, d, i Ruby Di aumento delle tasse nazionali e locali anche senza governo tecnico di Monti.
    Perciò taci che è meglio te lo dice un padano come te
    profondamente deluso da questi quaquaraqua..
    Il Prof.Miglio se vedesse oggi come è ridotta la Lega si rivolterebbe nella tomba.
    Ivana svegliati questi non merit5ano più nulla.
    Scusami dello sfogo.

    • GIORGIO MASOCCO says:

      Drago, in questo momento la Lega è il grimaldello per’acceder’ al sistema per gli altri movimenti, autonomisti, secessionmisti, federalisti, e quanto altro. E’ fuor di dubbio che dobbiamo riappropriarci delle piazze, sia io con la Lega, che tutti coloro che vogliono il Nord, La Padania, i campanili liberi di scegliere.
      Giorgio

  9. ivana says:

    Padani votate Lega e non fatevi ingannare.
    con Maroni si otterremo la macroregione e tratterremo tutti i nostri soldi.
    Bersani e Vendola ci vogliono far impoverire a ncora di più.
    Il comunismo non passerà nella Padania mettetevelo bene in testa.
    Elio per favore intervieni anche tu.
    Abbasso il comunismo, viva la Padania libera e indipendente.
    Viva Maroni, Tosi e Salvini.

    • nomenade says:

      ti sei dimenticata W fratelli d´Itaglia.
      La Beccalossi che ha preso a sputi in faccia i contadini Lombardi dando ragione all´UE sulle quote latte…
      E si…siamo una barca de cuiuni…

    • sciadurel says:

      ma basta con questa storia dei comunisti e altre cagate leghiste …
      PdL, PD, SEL, FLI, UDC, MpA, centristi, leghisti, ecc…. SONO TUTTI UGUALI

    • Silvano says:

      Cara Ivana,
      bisognerebbe che, se il 75% delle Tasse andasse in porto, lo applicassero solo a quelli che hanno contribuito a ottenerlo,

      Con la seconda battaglia scommetti che avremmo l’80%.

      Siamo proprio na massa de cuiuni.

      • Domenico Galluzzo says:

        Bisognerebbe smetterla di raccontare la fola dell’asino. Solo con l’indipendenza e quindi la secessione da merditalia si può trattenere non il 75, ma il 100% delle tasse sul territorio. Altrimenti è una presa per il culo. E di palle leghiste siamo tutti un po’ stufi tutti. Ma in caso di indipendenza si potranno ridurre e di molto le tasse… Perchè nessuno ne parla? Perchè i beoti mardani si bevono tranquillamente la panzana del 75%?

  10. Dan says:

    I padani sanno benissimo cosa va fatto ma aspettano che lo faccia qualcun altro

  11. RAS says:

    Sono d’accordo al 100% con l’articolista…. purtroppo abbiamo ciò che ci meritiamo…. purtroppo anche coloro che non se lo meritano, e questa è la cosa più grave !

  12. Arturo says:

    Bravo Gianfrancesco. Ottimo articolo, hai perfettamente ragione, infatti la Lega probabilmente non vincerà grazie alla gente del nord che preferisce che la sinistra faccia diventare cittadini italiani tuuti gli invasori ed i ,loro figli, facendoli poi votare contro di noi,mantenendoci schiavi,Lo saremo sempre perchè divisi su tutto,perfino sulla richiesta di libertà.Sempre pronti a criticare chi cerca di fare qualcosa,anche sbagliando,ma sempre più di chi mbrontola ma non fa nulla.Sempre meglio di chi non combatte il nemico comune,ma il vicino di casa.

  13. Trasea Peto says:

    come si fa a votare un partito che si dichiara secessionista-federalista-autonomista-etc… quando vedi un Luca Zaia impegnato per avere miss italia a Jesolo o a difendere il Mcitaly, quando vedi un Gentilini, Tosi e altri con la catena al collo(fascia tricolore) e simpatizzare per i partiti nazional-socialisti italiani?

  14. Luca says:

    Purtroppo condivido l’articolo. Per qualche motivo, la nostra gente sembra incapace di far valere i propri diritti. Non riesce proprio a concepire l’idea. Ognuno a guardare il suo orticello, senza rendersi conto che si tratta di un orticello all’interno di una prigione. E se qualcuno glielo fa notare magari si prende pure del matto. Bho, speriamo che questa cosa cambi adesso che rischiamo seriamente di fare la fame, altrimenti temo non cambierà mai.

  15. Silvano says:

    Non è vero che la Lega non ha fatto niente.

    Ha provato con la secessione, e ha trovato:

    scalfaro. L’italia e una e indivisibile (solo sulla carta).

    I sinistri che ci vogliono tutti uguali (lavoratori e delinquenti scansafatiche hanno tutti uguali diritti)

    I meridionalisti e non scrivo altro.

    Ha costretto Berlusconi fini e casini a a far passare la Devolution nonostante napolitano, e cosa ha fatto metà
    polpolo del NORD: l’ha bocciata col referendum.

    Ha costretto Berlusconi a cacciare fini e approvare il federalismo fiscale LEGGE DELLO STATO.
    Chissà come mai dopo l’approvazione, sono arrivati tutti i mali per l’italia e la sinistra con re giorgio ha messo monti,
    per non fare applicare i decreti ad esempio dei costi standard (erano pronti)

    CHE CAZZO SI DEVE FARE SE ABBIAMO TUTTI CONTRO????????????????

    QUI’ STAVOLTA DOBBIAMO TENERCI I SOLDI NELLE REGIONI E PREPARARE I FORCONI PER DIFENDERLI.

    Se qualsiasi altro ha una soluzione migliore, si faccia avanti……..,

    Non tiri fuori la cagata dell’evasione fiscale, perchè con dichiarazione dei redditi degli ultimi anni in mano
    lo soffoco QUI SIAMO IN VENETO!!!!!!!!!!!

    • pippovic54 says:

      Scusa Silvano, ma bel mona te si!!! Te ghe credi ancora a sti pandoli ke te conta la storia de l’orso? Se te vòi seguitare a essare mona, caxxi toi, senò, vardate intorno e ghe xe jente pì seria de cuei ke te ghe credi ti.
      Te saludo, vecio.
      WSM

      • Silvano says:

        Dime ti chi che i xè, mi no vedo nissun,

        dìme na roba che gà fato quei che te disi ti.

        Tutti quei che xe ndà fora daea Lega no gà
        combinà gnente,
        vol dire che no i vaeva gnente anca quando che i gera dentro.

        Grassie pal mona, el xe un termine che purtroppo no sento pi in giro, go 47 anni te me ghe fato tornare co
        gero bocia.

        • Tere says:

          io sono d’accordo con il tuo ragionamento
          chi ha seguito la storia della Lega sa che le ha provate tutte … ma sempre ha trovato tutti contro.

          • gianluca says:

            questa è la scusa di comodo: nel 93 quando aveva centinaia di sindaci al nord a cominciare da MIlano lo Stato era in ginocchio, ma si preferì fare l’ennesima giravolta

            • elio says:

              balle, fecero cadere il governo berlusconi proprio perchè fini non voleva il federalismo dopo di chè cominciò il calvario fino ad arrivare al 3% poi ricominciando a crescere con la nuova alleanza con berlusca , comincia a prenderterla con il tuo popolo che alla fine alla propria indipendenza preferisce i radiacali di turno, dalla bonino ai grillini ai gianino, buon ultimo.

              siamo seri dai

      • piùingenua says:

        Scusa Pippovic54 ma Silvano ha ragione !

    • GIORGIO MASOCCO says:

      Anche a Cantù, si soffoca.
      Un Leone di San Marco Canturino.
      (bisogna coalizzarci tutti per ottenere ciò, per cui io sono Lega, ma tutti i movimenti, Bossi e Salvadori insegnano, devono ricordarsi che l’unione fa la forza, perchè in guwerra tutti uniti si vince, e lo Stato Italiota ci fotte tenendoci sparpagliati)

      Giorgio

  16. nomenade says:

    Paragonare la Cutalunya e a Padania é fuoriluogo.
    Hanno in comune solo la richiesta di indipendenza.
    La catalunya puó essere solo paragonata alla Lombardia,al Veneto…hanno 7,3 milioni di Persone…la padania sarebbe un altro carrozzone.
    La lingua?Indubbio sia esistita una Koiné Padana…ma salviamo quelle rimaste prima.
    Non ho mai sentito parlare un politico Leghista di Rapporto 4745 del Consiglio d’Europa,del Red Book of endengered languages…non ho li mai sentiti nemmeno parlare (a parte Zaia…) pubblicamente in lingua minoritaria.
    Come puó un politico richiedere uno status linguistico diverso per il suo popolo,se si esprime nella lingua dell´invasore in maniera impeccabile?
    La battaglia (sacrosanta!) della toponomastica bilingue é stata talmente gestita e spiegata male che é passata per razzismo…
    Possiamo recriminare una storia diversa si…ma non comune come Padani…l´unica forse é quella dal 43 al 45…a Nord la battaglia per la liberazione a sud qualcos´altro (invasi,liberati,codardi,furbi…?)
    Rivendicare forse che il 25 aprile il NORD ha voluto liberarsi da se?o é argomento troppo di “sinistra”?
    Gli eroici alpini della Campagna di Russia che non hanno voluto tornare a combattere per la RSI?Quelli si erano tutti Padani (leggetevi i nomi dei gruppi…).

    No Ruggeri io non sono un asino…sono un animale strano…non sono di destra…non sono di sinistra…non sono razzista…non ho religione…alzo gli occhi e amo il cielo di Lombardia…issé bèl quan´ke l´è bèl…
    Nato Lombardo creperó Lombardo.
    Voteró alle regionali e basta.

    • Massimo vaj says:

      Una qualche ragione perché io sia nato in Lombardia ci deve essere senz’altro stata, ma qualsiasi essa sia non mi fa sentire migliore di coloro che sono nati sotto altri cieli. Anch’io amo il tetto azzurro dipinto di nuvole che ho sulla testa, ma se mi trovo altrove, in altre regioni diverse dalla mia o in altre nazioni, quel tetto mi regala le stesse emozioni e le sue nuvole non compongono alcuna scritta di razze né nomi di partiti, e sono nuvole che piangono o ridono per il calori di un sole che inonda tutti dei suoi amorevoli raggi. I confini portano divisione e disgrazie ovunque siano messi e i cuori che ne hanno bisogno sono cuori timorosi di perdere ciò che non hanno mai guadagnato: l’amore.

      • A.z. Bg says:

        Allora elimina anche i confini italianicinesi o usa.Fammi sapere cosa ti diranno cinesi e americani.

      • nomenade says:

        Ciao Massimo,hai perfettamente colto nel segno il grande problema che ha innescato la Lega:far pensare che chi vuole essere indipendentista si considera “migliore” di qualcun´altro nato sotto un altro cielo.
        Ho forse detto che i Lombardi sono migliori?
        Adoro il cielo della Baviera,della Bretagna e della Dalmazia…non solo il mio solito.
        I confini portano disgrazie in quegli stati come l´Italia,dove sono stati uniti con la forza e l´ipocrisia popoli le cui culture vengono pestate…tanto da generare odio nei piú stupidi e disarmo nei piú pacati.
        Poi ci sono i ciechi e i sordi…quelli cioé che sono stati indottrinati di retoriche storiografiche di destra e sinistra italiane…e se le sono bevute.
        Quelli che non si rendono conto che il Vaticano é tra gli impedimenti di una separazione dello stato.
        Quelli che affermano che il 25 aprile é una festa di sinistra e la festeggiano anche a Roma.
        Quelli che dicono che L´Europa sta unendosi ed é pazzesco che qualcuno voglia dividere l´Italia…
        Questi riceveranno dai loro nipoti le stesse domande che ho fatto io ai miei genitori:
        “PER 40 ANNI AVETE VOTATO DC???MA NON VI SIETE ACCORTI DI NIENTE CAXXO??????”

        • Gian says:

          mai sostenuto di essere migliore, solo di essere altro e lo sostengo con quanti ritengono che io sia uguale a tanti con cui invece non ho nulla a che spartire, nonostante ci abbiano dato la stessa cittadinanza.

  17. Brus says:

    autonomia della Padania dalla padella alla Brace, dai politici avidi e corrotti di roma a sottostare ai politici avidi corrotti e provinciali della Padania.
    Neil centralismo , ne l autonomia sono soluzioni, sono due facce della stessa medaglia, cosa cambia passare da padroni romani che vi schiavizzano a padroni provinciali che vi schiavizzano.
    Se non cambiano le coscienze degli uomini, o vivere in un regno o vivere in un ducato, sempre schiavo rimani.

    • Gian says:

      però se sono ladri fai meno strada per andare a prendere i politici padani, sono più a tiro…

    • Aquele Abraço says:

      I teoria, più ristretto è l’ambito amministrativo, più facile è distinguere i buoni dai cattivi, ma un detto popolare dice persino in famiglia il marito cornuto è l’ultimo a saperlo.
      Per cui vigilate e prevenite ed è più facile controllare un amministratore del tuo paese che a Roma.

  18. Massimo vaj says:

    Interessante questo paragonare una lega razzista, che dà del ladro agli altri mentre i suoi capi rubano, a Gesù tradito da Giuda. Bossi è analogo a Gesù, ed è lui che ha tradito gli ideali (si dice tanto per dire)… non so se ridere o piangere, ma certamente chi vota lega dovrebbe incavolarsi tanto. Qui non si è trattato di alcuni individui i quali, assecondando la “naturale propensione implicita alla natura umana” hanno “rubacchiato”. Chi ha scritto questo articolo è un vero leghista, disposto alle menzogne più spudorate, ed è per questo essere “veri leghisti” che la lega lascerà un ricordo di sé che farà vergognare le future generazioni del nord. Rimpastando bugie si potrà convincere qualcuno, ma chi si lascia convincere così sono i meno dotati intellettualmente e, alla fine, la lega sarà composta solo da questi minorati creduloni. Questo è quello che inevitabilmente accadrà negando la verità dei fatti.

    • Aquele Abraço says:

      Lega o non Lega, Padania o no, la questione settentrionale non si risolve negandola o facendone sommariamente una questione di “pancia” da parte di persone egoiste e intellettualmente limitate, specialmente quando i sermoni arrivano da predicatori boriosi e partoriti da chissà quale centro sociale comunista o da quale figlia della Lupa fascista. Infatti, tanto gli uni che gli altri sono statalisti, centralisti e nazionalisti.
      Chi non si sente italiano, lotta per la sua identità e libertà.
      Fattene una ragione.

  19. Vincenzo says:

    fai veramente pena a scrivere queste cose…non posso credere che ci sia gente come te che ancora parla di secessione, cos’è? hai la speranza che qualcuno ti dia ascolto e approvi ciò che dici? Vergognati questa è l’Italia e anche quella che tu chiami Padania è terra italiana dove c’è morta gente italiana dunque se non ti piace puoi tranquillamente andartene in catalogna

    • Salice triestino says:

      Non puoi crederlo? Come mai?
      In molti son morti (quasi sempre non per eroismo) per paesi che non esistono più, e sarà così anche per l’Italia.

    • Pierluigi says:

      Migliaia di soldati sono morti in Veneto e Lombardia grazie all’esercito francese alleato dei savoia.Erano tutti
      Lombardi e Veneti nell’esercito austoiungarico e furono uccisi per lo schifo italiano attuale.L’italia è una finzione politica costruita da massoni inglesi per demolire gli spagnoli del sud e il papato del centro(loro sono anglicani e anticattolici, come si è visto bene in Irlanda),più l’impero austriaco che dava fastidio alle loro mire espansionistiche.Hanno trovato un reuccio da quattro soldi come il savoiardo e l’hanno piazzato a fare il fantoccio nel nuovo stato peninsulare che,da allora in poi non ha mai saputo con chi stare.Infatti si è alleato con tutti,cambiando alleanze ad ogni soffio di vento.ricordo che la Serenissima Repubblica di Venezia è vissuta 1.100 anni,non i 150 dell’italia,ed arrivava ad ovest fino all’Adda,comprendendo le province di Brescia, Bergamo e Cremona.Quindi se mai è l’italia fuori poisto qui, non gli altri.

      • caterina says:

        Pierluigi, hai fatto bene a ripassargliela al suddetto Vincenzo com’è andata la storia… forse lui si è piazzato in un buon posto fra gli statali, magari con un bel concorso, e gli sta ovviamente bene così. Per tanti è impossibile essere obiettivi, purtroppo, e tirano fuori per copririrsi le centinaia di migliaia dei morti delle guerre nelle quali ci hanno portato i Savoia, che del popolo non gliene è mai fregato niente….carne da macello!…

    • Gian says:

      boh, che dirti, cambia giornale, perchè qui sono forse tra i più moderati, ci sono articoli ben più cattivi e pesanti del mio… non leggerli, cambia giornale e rimani pure nel tuo dorato italico incubo!

      dimenticavo… SECESSIONE!!!!!!

  20. malafrena says:

    non è che non esiste la padania e men che meno i padani?
    non è che il padanismo è solo uno slogan inventato dalla lega, senza alcun fondamento storico/sociale, messo li solo per catalizzare qualche mal di pancia?
    non sarebbe meglio far valere i propri diritti senza inventarci un eden geografico di la da venire? che bisogno abbiamo di un altro soggetto (la lega) che vaneggia di paradisi (fiscali)

    • Gian says:

      tu sei il perfetto esempio di quanto ho descritto, del soggetto cui va bene così, che ha a cuore solo il problema fiscale, che paga troppe tasse, ma che se avesse un’aliquota più bassa non avrebbe di che lamentarsi.

      e la padania è tutto fuorchè un paradiso fiscale, tu vivi nel grigio mondo dell’economia, la padania non è solo economia e i nostri diritti, quelli che tu dici dobbiamo far valere, sono prima di tutto identitari e poi economici.

      se anche l’italia fosse un paradiso non solo fiscale, io non smetterei di chiedere la secessione perchè io NON sono italiano, io sono e resto altro!!!!!!

    • Aquele Abraço says:

      I veneti facevano squadra per i propri diritti al tempo della mitica DC, ma quei tempi sono finiti e chi (ci) comanda ora abita da Roma in giù (sanno fare squadra molto meglio di noi e non sarà affatto facile come pensi scalzarli dal potere).
      Tu ti ritieni italiano, ma loro si ritengono più italiani di te.
      Padania o no, apri gli occhi e medita.

  21. Alberto Pento says:

    Ke oror de articolo!
    Co sta Lega de ladri taliani, ke skifo!
    No ghe entra gnente el voto, ghe entra la pasta omana e coela de li leghisti al comando la jera na pasta de ladri, de farabuti, de filibustieri, de parasidi, de xentaja pedho de coela mafioxa ke la ga pì senso de l’onor.
    Ki ke stà davanti el ga da dar el bon somexo e se nol lo dà el va butà sol luamaro.
    Ke skifo me se revolta le buole, le me se entorcola come on frumo de vermi.
    Mi, veneto, no ghe darò pì el me voto e la me delega en blanco a gnaon fanfaron, finake no morarò e po adio Nineta.
    Ladri de sogni, ladri de speransa, ladri de suor, ladri de degnetà, ladri de diman, ladri de veretà, ladri de coultura, ladri de democrasia, ladri, ladràsi e xlandroni, laidi e ludroni!
    Làdri, peste omana!

    • Gian says:

      Alberto, non lo perdi mai il brutto vizio, vero? alla prima parola che ti urta (lega) parti con il “commento-insulto a
      valanga”, fa niente se il senso dell’articolo non l’hai capito…

      per te chiunque pronuncia o scrive la parola lega fa un oror de articolo, anche quando la critica… complimenti!

  22. lucky says:

    Non condivido l’articolo per il semplice fatto che non è vero che la lega non si sia occupata di trasmettere una certa cultura territoriale, anzi, ci ha provato fin troppo. Nessuno si ricorda più di tutte quelle associazioni da Padania bella, agli alpini padani ecc..ecc.., Tutte associazioni che purtroppo non hanno fatto altro che dividere le forze dei militanti in mille rivoli sempre più secchi, e perchè sempre più secchi? perchè alla gente non fregavano un cazzo, perchè agli intellettuali non fregavano un cazzo, perchè con la padanità non si fanno carriere universitarie e pubbliche, perchè chi si sbilancia in favore della padanità nelle università o nei posti di lavoro viene emarginato come un appestato, perchè l’unico giornalista culturale che agli occhi della gente aveva un certo seguito divenne famoso per aver eliminato dal vocabolario il termine “tre venezie” per inventarsi un generico “nordest”.

    Ci sono intellettuali padani che sparando senza vergogna alcuna sulla loro stessa gente hanno ottenuto riconoscimenti nazionali, hanno ottenuto posti di rilievo, cattedre a Perugia, acculturati da salotti per cui “gli albanesi siamo noi”, e tutti a battersi il capo sul muro del pianto! No, il merito del fallimento è da attribuire ai nostri intellettuali che, dolenti o volenti, si sono schierati con Roma o a sinistra, comunque contro il concetto indipendentistico lasciando il leghismo fine a se stesso, sempre più stanco e sempre più debole. E che dire degli industriali che sono arrivati a comprare intere TV per togliere visibilità alla lega, qualcuno se lo ricorda più. E che dire di quei pochissimi coraggiosi intellettuali rimasti fedeli alla tradiazione indipendentista anzichè contrastare i succitati colleghi non trovano di meglio che massacrare anche loro la lega?

    Buona giornata!

    • gianluca says:

      Ma scusi Lei credeva veramente che fossero cose serie gli orsetti padani e tutte quelle puttanate lì? Ma mica si fa cultura con quella robaccia, mi faccia il piacere…

      • Lucky says:

        Sugli orsetti ha ragione ma le iniziative erano le più svariate, ma lei non è obiettivo, senza il consenso popolare non si può far di meglio, mi faccia il piacere Lei, sia più obiettivo e sopratutto eserciti più intelligentemente l’arte dell’umlità, ne gudagnerebbe la sua presunta intellettualità.

        • gianluca says:

          ah si erano fondamentali gli alpini padani, o le coop padane che sappiamo tutti come sono finite. Per non parlare della banca: un capolavoro

      • Pierluigi says:

        Neanche col niente proposto oggi dagli indipendentisti da scrivania. Sarei orgoglioso di partecipare ad prganizzazioni che si battono per l’indipendenza.

    • Gian says:

      a parte il fatto che io sono assistente universitario e tengo una lezione di toponomastica maderlèngua della mia città all’università, a parte il mio caso, chissenfrega degli intellettuali!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      per fare identità basta che non ti vergogni di parlar la tua maderlegnua, Artur Mas parla regolarmente in catalano, anche alla televisione spagnola che lo sottotitola in castigliano e manda il sonoro originale.

      Io voglio un politico della lega che faccia la stessa cosa, che si allei pure con il Berlusca ma che me lo spieghi in maderlengua su Rai 1!!!!!

      per fare identità non servono gli intellettuali, vai a girare le valli ladine, intellettuali non ce ne sono, basta il tassista, il cameriere, l’albergatore, il contadino che parlano regolarmente ladino, che vestono alla tirolese, che ostentano le loro tradizioni e ti dicono chiaro che la loro una lingua non un dialetto!

      chissenefrega degli intellettuali, la riscoperta identitaria la devi fare tu, tirati su le maniche e datti da fare, invece di aspettare gli intellettuali e le carriere universitarie…

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