LE “CINQUE GIORNATE” DELLA SICILIA E I FORCONI

di REDAZIONE

E’ cominciato ieri sera a mezzanotte il blocco totale della Sicilia. Un’occupazione pacifica di tutti i principali porti, raffinerie e snodi viari dell’Isola. Tutti i punti di snodo sono presidiati dai protagonisti dei movimenti che, da oggi fino a venerdì 20 gennaio, daranno vita a quella che è già stata ”battezzata’ le “Cinque giornate della Sicilia”.

Una battaglia culturale e sociale portava avanti da imprenditori che operano in tutti i settori dell’economia isolana. Dai trasportatori agli agricoltori, dai commercianti ai piccoli industriali. Tutti uniti nella lotta per una Sicilia migliore. E, soprattutto, non vessata dal caro-prezzi.

Da stamattina – anzi, in alcuni casi da ieri sera dopo la mezzanotte – i Tir, da quelli che trasportano benzina a quelli che trasportano prodotti agricoli e altri prodotti ancora, hanno spento i motori. Tutto fermo. Tutto bloccato. Come già accennato, una “Rivoluzione”. Pacifica, ma più che mai determinata. Anzi, determinatissima.

“La rivoluzione parte dalla Sicilia”, si legge nei manifesti “non una guerra tra poveri, ma una guerra insieme contro questa classe dirigente che ancora una volta vuole farci pagare il conto. Vogliamo scrivere una pagina di storia e la scriveremo. Siamo siciliani veri ed invendibili. Ora il gioco comincia a farsi duro”.

FONTE: LINKSICILIA.IT

FORCONE IN MANO E VOGLIA DI RIBELLIONE

L’APPELLO DA ASCOLTARE

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3 Comments

  1. Trasea Peto says:

    E’ una protesta contro la politica attuale italiana, non contro lo Stato italia e né per l’indipendenza della Sicilia, ma per lo Stato italia e per continuare che la Sicilia continui a far parte dello Stato talian, quindi NON MI INTERESSA, li considero affari esteri.
    Comunque la critica ai politici vassalli siciliani è sacrosanta.

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