Le bufale che non vi raccontano sull’energia. Il caso fotovoltaico, per non dire dell’eolico…

fotovoltaicodi GIANLUIGI LOMBARDI CERRI – L’Italia è un ameno paese dove, quando si è davanti ad un problema da risolvere, la prima domanda che ci si pone è : “è diponibile un finanziamento pubblico?” Non se convenga o non convenga economicamente una certa soluzione. La “normale” convenienza è a prescindere. Su questo andazzo lo Stato ha finanziato TUTTO, senza neanche controllare I risultati dei finanziamenti.

E poi si meravigliano se le “onorate società” campano e prosperano. Settore di speciali interventi è stato ed è quello energetico.

Dopo aver finanziato la COGENERAZIONE che è conveniente anche senza i finanziamenti statali, e dopo una “intelligentissima“ bocciatura del nucleare ( ci siamo segati il ramo dove eravamo comodamente seduti) ,ecco che lo Stato si è messo a finanziare le fonti rinnovabili e tutto ciò che fa “risparmiare” energia.

Ora se uno non capisce che , ad esempio, farsi un impiantino a pannelli per prodursi l’acqua calda e fare il “cappotto isolante” alla casa sono economicamente conveniente “a prescindere” non capisco proprio perchè lo Stato (ossia noi)  debba regalargli dei soldi e non , al massimo , concedere un  finanziamento a tasso agevolato. Naturalmente da restituire in un ragionevole lasso di tempo.

E così pure per quanto riguarda gli impianti di riscaldamento a pompa di calore ( geotermia a bassa profondità). Ma la cosa più eclatante è stata quella ( e lo è ancora in misura fortunatamente più ridotta) di finanziare gli impianti eolici e fotovoltaici.

Gli impianti eolici convengono soltanto in quelle zone dove è presente un vento a velocità media annua di 10-12 m/sec. Diversamente sono un fallimento. Infatti così è stato. La mafia, sempre pronta a cogliere le occasioni di guadagno senza fare fatica ha prontamente realizzato gli impianti, ha beccato il soldi  e se ne è andata. E il fotovoltaico ? Peggio ancora.Ricevendo un compenso iniziale di 45-46 centesimi al kwh sarebbe stato conveniente produrre energia perfino con un generatore a pedale.

Risultato? I prezzi degli impianti sono robustamente calati, ma il rendimento , in base al costo, è rimasto così basso che senza finanziamenti non convengono neppure ora. Provino a togliere gli incentivi e vedranno che fine fanno gli impianti FV. L’Italia che cosa ha guadagnato ? Niente ! Pannelli e apparati elettrici sono stati acquistati all’estero.

L’unico lavoro  prodotto da tanto baccano è stato quello di costruire i telai di supporto pannelli. Che tecnologia d’avanguardia!

Il settore FV è molto, molto interessante, ma richiede nuove cellule e nuove batterie di accumulo energia.

In Italia si è sviluppato qualche studio al riguardo ? Nemmanco per sogno.  Per cui quando certamente verranno fuori I nuovi impianti che renderanno conveniente la produzione anche senza finanziamenti, dovremo sempre andare all’estero con il cappello in mano.

Ho sempre creduto e credo nell’auto elettrica. L’unico neo attuale è rappresentato dalla mancanza di batterie a basso costo e di grande capacità di carica.

Il mondo scientifico mondiale è alla accanita ricerca di nuove soluzioni.

E l’Italia ? Solo gli ambientalisti si agitano seguitando a blaterare I loro slogan, mentre per il resto silenzio e immobilità.

La Fiat per fare qualcosa ha dovuto trasformarsi e andare all’estero.

Solo gli italiani IN si sono affannati ad acquistare una Tesla per far vedere che loro “sono all’avanguardia”.

Ormai anche nel settore energetico si hanno prove in abbondanza che a chi governa l’Italia, degli italiani importa proprio zero.

E nel settore  energetico  di maggior rilievo, ossia quello della fusione nucleare?

Tutti ci lavorano, mentre in Italia basta sentire nu… che tremano anche I muri.

Se si vuole sviluppare una qualsiasi tecnologia, occorre finanziare la ricerca , con obbiettivi ben precisi e controlli puntuali.

Senza controlli l’unica ricerca che si rischia di finanziare è quella di un posto di lavoro in cui ci sia “abbastanza da guadagnare e poco da lavorare”.

Se per contro si finanziano le applicazioni si agevola solo la speculazione , ossia si invitano I potenziali utenti a non fare conti di convenienza operativa , ma solo conti di incasso immediato.

Purtroppo questa è la costante base  dello sviluppo italico.

Ahi serva Italia di dolore ostello……..!

 

 

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3 Comments

  1. lombardi-cerri says:

    L’Italia è una repubblica fondata sulle tasse.Dirette ed indirette.

  2. caterina says:

    Queste invasioni di pannelli sui tetto o sui declivi soleggiati che fine faranno dopo aver esaurito la loro capacita’ di funzionale che sembra piuttosto breve, forse neppure trent’anni… e non hanno ancora trovato come rigenererli e come smaltirli… sarebbe questo il risparmio? risolvere momentaneamente un problema per create un altro… che trovata intelligenze! a parte la denturpazione del paesaggio….

    I

  3. Riccardo Pozzi says:

    Il Prof. Rubia lo dice da anni ai suoi amici di sinistra:”Questo fotovoltaico non è il nostro futuro”, e infatti si è dedicato al solare a concentrazione da molto tempo. La solfa è sempre la stessa, discontinuità, difficoltà e costi di immagazzinamento dell’energia che il FV concentra fatalmente nelle ore centrali della giornata, bassa efficienza e costi alti delle celle al silicio, bassa frequenza (con i pannelli non vanno le fabbriche) e molto altro.
    Forse qualche risultato potrebbe venire dal FV con accumulo a livello familiare-condominiale.
    Per quanto riguarda le batterie, vero punto cruciale dei limiti del fotovoltaico, quelle più avanzate sono al litio; nella tabella degli elementi più leggero del litio c’è solo l’elio. Significa che la trippa finita, non possiamo ragionevolmente aspettarci novità nel rapporto quantità/peso negli accumulatori di nuova generazione.
    Nel frattempo i costi delle incentivazioni hanno raggiunto valori importanti nelle bollette di tutti e i primi impianti fotovoltaici son già pronti per la sostituzione dei pannelli e quindi vogliono nuove incentivazioni.
    L’Italia è leader mondiale nei pannelli fotovoltaici ma se non comprasse energia prodotta col nucleare dalla Francia e non bruciasse il metano di Putin per far corrente non ce la farebbe.
    Qualcuno un giorno spiegherà, alle anime belle dell’ambientalismo radical chic, che in qualcosa abbiamo sbagliato.

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