Le banche europee e il dramma della sottocapitalizzazione

di CHRIS WILTON

Chi ha detto questa frase? <Nella nostra opinione, ci vorrebbe una Fed molto impavida per rimuovere lo stimolo in queste condizioni. Se stanno rimuovendolo per il desiderio di ridurre il rischio di bolle sugli assets hanno tutta la nostra simpatia ma potremmo argomentare il fatto che allora avrebbero dovuto farlo circa quindici anni fa. Cominciare a condurre una politica in questa maniera nel 2013, dopo anni di bolle lasciate gonfiare e un peso del debito a livello globale molto alto, è davvero pericoloso>. Jim Reid, uno dei pezzi da novanta di Deutsche Bank. Insomma, il colosso tedesco scomoda il suo analista di punta per rimproverare, con toni tutt’altro che diplomatici, la Fed per la sua presunta volontà di rallentare le politiche di stimolo.

Il mondo al contrario. No, non proprio. La Germania, come tutto il mondo, sta patendo il dibattito sul cosiddetto “tapering” della Fed attraverso l’aumento dei rendimenti dei suoi titoli di Stato e questo infastidisce non molto il suo sistema bancario. Perché? Semplice, come confermato da Paul Gambles, managing partner della MBMG International, in un’intervista alla CNBC, <Deutsche bank è ultra-esposta alla leva e un incidente sta solo aspettando di succedere. Il sistema bancario tedesco è enorme e orribile. Deutsche Bank ha ancora una leva terribile basata su assets di bassissima qualità. Perché pensate che in Europa abbiamo visto le politiche cui abbiamo assistito dal 2008 ad oggi? Per tenere in vita il sistema bancario tedesco>. Interpellata da CNBC per una replica, Deutsche Bank non è stata immediatamente disponibile per un commento. Anche perché c’è poco da controbattere: stando ad analisi compiute da Morgan Stanley e mai smentita, Deutsche Bank ha una ratio di capitale dell’1,68% – Core Tier1/Asset totali – e una leva implicita del 60 a 1. Per questo, già un anno fa l’ex governatore della Fed di Kansas City, Tom Hoening, disse chiaro e tondo in un’intervista alla Reuters: <Deutsche Bank è orrendamente sottocapitalizzata, non hanno margini di errore. Come hanno potuto alzare la ratio di capitale lo stesso giorno in cui hanno presentato perdite per 2 miliardi di dollari? E’ ridicolo>. Oltretutto, ciò che spaventa è l’esposizione alla leva off-the-charts di Deutsche Bank, qualcosa come 72,8 trilioni di dollari in derivati, 21 volte il Pil della Germania.

E la Francia? Per Goldman Sachs, le banche europee peggio sottocapitalizzate sono Credit Agricole e Natixis, francesi entrambe, con leva attorno al 46 a 1. Certo, differiscono i criteri valutativi dei bilanci delle banche – c’è quello Usa, quello europeo e quello in base a Basilea III – ma sempre numeri da pelle d’oca sono. E guardate ora questo grafico, ci mostra l’andamento del settore bancario italiano atraverso i titoli quotati al Ftse Mib di Piazza Affari nella settimana appena conclusasi. Vi sembra normale un andamento simile? A me no e per esperienza, quando ci sono up-and-down di questo livello, significa che sta per succedere qualcosa. Buona fortuna.

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One Comment

  1. Dan says:

    Non c’è nessun dramma della sottocapitalizzazione.
    Abbiamo piuttosto una serie di criminali paragonabili tranquillamente ai nazisti ovvero le banche che sono abituate a spendere ed a speculare molto aldilà delle loro rispettive possibilità riferite non solo ad una sempre più asfittica economia reale ma addirittura a quella finanziaria, virtualmente infinita.
    Costoro si sono abituate di poter spendere tutto quello che vogliono tanto ci sarà sempre qualcun altro che pagherà al posto loro.
    La soluzione non è creare altre fed, non basterebbero: si deve fare pulizia di un metodo di pensiero che è diventato una vera e propria piaga economica e sociale.

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