Lavoro nero in crescita: il record al Molise. Bolzano la più virtuosa

di REDAZIONE

Il lavoro sommerso torna a salire: nel 2012 segna un aumento, seppur leggero, rispetto al 2011, raggiungendo quota 12,1% (dal 12,0%). Dopo due anni in calo il fenomeno si fa quindi risentire, soprattutto al Sud, dove è al 20,9% con picchi in Calabria (30,9%).

E’ quanto emerge dall’aggiornamento Istat sugli indicatori politiche di sviluppo. L’Istat precisa che sono definite non regolari le prestazioni lavorative svolte senza il rispetto della normativa vigente in materia fiscale-contributiva, quindi non osservabili direttamente presso le imprese, le istituzioni e le fonti amministrative. Molise e Sardegna le regioni più colpite, Bolzano la città più vistuosa Tra le regioni con il più alto rapporto (unità di lavoro irregolari sul totale) si piazza il Molise (24,6%), seguito dalla Sardegna (22,9%).

Mentre le percentuali più basse di sommerso di ritrovano nella provincia autonoma di Bolzano, la più virtuosa, (7,0%), che la spunta per un solo decimo sulla Lombardia (7,1%).

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4 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Andiamoci piano con l’attributo di virtuosi.
    La storia è piena di schiavi trattati bene dal loro padrone e pronti a dar la vita per difenderlo e schiavi ribellatisi che il loro padrone hanno ammazzato.
    Forse che i primi erano virtuosi e gli altri no?

  2. giuseppe says:

    Considerate le condizioni privilegiate delle Regioni a statuto speciale, non dovrebbero essere prese in considerazione nella valutazione del benessere sociale in quanto le altre Regioni partono con handicap.

  3. Albert Nextein says:

    Io sono curioso di conoscere l’orientamento politico di chi lavora in nero per scelta.
    Dovessero esser di sinistra , ritengo sarebbero affetti da sdoppiamento della personalità.
    Una nota affezione psichiatrica che colpisce tutta la classe politica, adusa alla sodomia più sfrenata usando il deretano del popolo italiano.

  4. dino says:

    Secondo me l’utilizzo dell’aggettivo “virtuoso” per definire l’area che maggiormente si piega all’oppressione del tirannico leviatano italiano non è in linea con la politica editoriale di questo giornale. Forse è una svista, ma una svista che si insidia e crea nell’onesto cittadino l’idea malsana che sopperire alle richieste assurde dello stato italiano sia una virtù e non costrizione e sfortuna.

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