LAVITOLA TORNA IN ITALIA E CHIEDE LA DISOCCUPAZIONE

di REDAZIONE

Valter Lavitola pone fine ai suoi quasi otto mesi di latitanza fuori dall’Italia: è arrivato stamattina con un volo Alitalia per Roma, dove ad attenderlo c’erano i giudici ai quali intende costituirsi. «È deluso perchè si è sentito abbandonato da tante persone che riteneva amiche, ma si propone di chiedere confronti a raffica, per scrollarsi di dosso le accuse che gli sono state fatte», ha assicurato chi gli è stato al fianco nei suoi ultimi giorni in Argentina. Le stesse fonti assicurano che il faccendiere non ha intenzione di dire niente contro Berlusconi, che, ha detto Lavitola «rispetto moltissimo perchè è una persona d’onore». Per lui «è come se fosse un padre» aggiunge chi gli è stato vivino in questi mesi. L’ex direttore dell’Avanti è accusato di estorsione in concorso con i coniugi Tarantini ai danni dell’ex premier Silvio Berlusconi, reato derubricato dal Tribunale del Riesame di Napoli a induzione a rendere dichiarazioni false o mendaci nell’inchiesta pugliese sulle escort. Durante la latitanza, Lavitola ha scorazzato senza problemi – non è mai stato emesso un mandato di cattura internazionale nei suoi confronti -, dall’Argentina, al Brasile al Panama. Sia per ‘blindare’ i suoi business itticoli, ma anche per impostare dei nuovi, sempre come ‘broker’ del settore. È infatti convinto che potrà tornare presto in Argentina.

«È un pò giù perchè tanti amici che gli avevano promesso di dargli un mano non si sono più fatti sentire», hanno precisato le fonti, facendo intravvedere che sarebbe questo uno dei motivi per cui non è rientrato prima in Italia.  Lavitola torna in Italia dopo aver ben nascosto un archivio-dossier con cui probabilmente spera di poter ricavare ancora un bel pò di euro dalle persone che rischiano di essere coinvolte: “Le mie disponibilità economiche non mi permetteranno di vivere di rendita, bisogna che mi resti qualcosa per quando questa storia sarà finita” il suo messaggio neanche troppo cifrato agli antichi sodali.

Intanto però non gli manca il senso del grottesco: e così ha inoltrato all’INPGI (la previdenza dei giornalisti) la richiesta di indennità di disoccupazione in qualità di ex-direttore dell’Avanti. L’imbarazzo all’INPGI è stato grande, anche perchè nessun precedente chiariva se un latitante ha diritto all’assegno di disoccupazione! Almeno questo problema da domani dovrebbe essere risolto: Lavitola sarà rintracciabile costantemente al carcere di Bari.

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