Lav, legislatura di cambiamento anche per gli animali

lav animali

Le elezioni del nuovo Parlamento, il prossimo 4 marzo, saranno l’occasione per verificare i programmi dei candidati premier e delle liste sul tema dei diritti degli animali: per questo la LAV ha diffuso oggi un programma di impegni precisi, per una Legislatura di cambiamento, anche per gli animali.

La presentazione ufficiale delle proposte LAV avverrà simbolicamente a Trento – nel corso di una conferenza stampa LAV,  sabato 20 gennaio alle ore 11.00 presso la Sede LAV Trentino, in Via del Suffragio 15 – provincia teatro dell’uccisione delle orse Daniza e KJ2, che evoca l’inadeguatezza di scelte politiche incapaci di tutelare i diritti fondamentali degli animali e la necessità di un’inversione di rotta, a livello statale e sul territorio.

Si tratta di temi che investono in modo ampio e trasversale la nostra società, registrando tendenze ormai stabili nell’opinione pubblica – sempre più sensibile e contraria alle diverse forme di sfruttamento degli animali – che puntano a maggiori tutele per gli animali, non solo a vantaggio di chi ne ha accolto in casa uno o più, né soltanto per chi si definisce animalista, ma come traguardo di civiltà per tutti i cittadini.

La questione animale ha infatti implicazioni sociali, economiche, politiche, culturali, morali e attiene ai temi centrali della campagna elettorale: sicurezza, lavoro, immigrazione, salute, spesa pubblica, scuola, ricerca, famiglia, legalità.

Per questo LAV fa appello ai candidati premier e alle liste, proponendo un programma di impegni, “in 5 punti” per una Legislatura di cambiamento, anche per gli animali, nell’auspicio che il prossimo Governo e Parlamento sappiano tradurli in azioni concrete, dando compiuta attuazione all’articolo 13 del Trattato Europeo, che riconosce gli animali come esseri senzienti, e prestando la dovuta attenzione alla ricchezza morale e alla concretezza del volontariato.

“Più che un auspicio, il nostro è un appello che avanziamo con forza, anche alla luce delle ‘debolezze’ dell’ultima Legislatura, particolarmente avara di passi in avanti in tema di diritti animali – dichiara Gianluca Felicetti, Presidente LAV, che spiega – negli ultimi 5 anni, in merito a un tema come la questione animale, che è un importante indicatore del  progresso morale e civile di una società, la classe politica si è mostrata in gran parte sorda e non ha tradotto, se non in minimi atti, i suoi impegni”.

 

La vastità dei temi legati agli animali e della loro presenza nelle attività legislative è specchio di una società sempre più attenta ai loro diritti, come confermano le più recenti indagini demografiche, secondo le quali una famiglia su tre vive in casa con un animale (Eurispes 2017) e la maggioranza della popolazione si dichiara contraria a vivisezione, caccia,  pellicce, circhi, zoo e delfinari (Eurispes 2016).

Per dare il giusto peso a queste istanze, LAV chiede ai candidati premier, ai partiti e ai candidati, l’impegno su 5 PUNTI PROGRAMMATICI, ciascuno declinato in cinque azioni concrete (documento integrale in allegato): 1) riconoscimento costituzionale dei diritti degli ANIMALI, “ESSERI SENZIENTI”, NON COSE, in attuazione dell’articolo 13 del Trattato Europeo, con il conseguente rafforzamento della loro tutela, in sede civile e penale, e attraverso attori deputati a questo compito; 2) lotta al RANDAGISMO – anche disincentivando le attività che alimentano traffici e commercio – e incentivi fiscali per chi ha accolto in casa degli animali, parte della famiglia e non “beni di lusso”; 3) tutela degli ANIMALI SELVATICI, attraverso l’abolizione della caccia e la riacquisizione da parte dello Stato delle competenze sulla cura e la salvaguardia degli orsi in natura (“vittime autorevoli” della passata Legislatura!), azioni esclusivamente non cruente per il contenimento delle specie “invasive”, divieto d’importazione, detenzione e commercializzazione di animali esotici; 4) ANIMALI LIBERI dallo sfruttamento negli spettacoli, nell’esibizione, nelle feste popolari (circhi, zoo, acquari e delfinari, palii, eventi, sagre e lotterie) e nel trasporto (carrozzelle); 5) CONTRASTO DELLA CRUDELTÀ sugli animali a fini alimentari (promozione di scelte alimentari vegan, disincentivazione degli allevamenti e dei trasporti di animali per la macellazione…), scientifici (superamento della vivisezione partendo dal sostegno ai metodi sostitutivi), di abbigliamento (divieto di allevamento di animali “da pelliccia”) e anche attraverso una fondamentale azione di sensibilizzazione e di educazione al cambiamento, con l’attivazione dei programmi scolastici per la conoscenza e la tutela degli animali, previsti dalla Legge 189 del 2004.

La presentazione ufficiale delle proposte LAV “per una Legislatura di cambiamento anche per gli animali”, si terrà domani 20 gennaio a Trento alle ore 11.00, nel corso di una conferenza stampa dedicata (c/o Sede LAV Trentino, Via del Suffragio 15 – per accrediti: tel. 331 1507169, e-mail lav.trentino@lav.it), alla presenza del Presidente LAV Gianluca Felicetti, del Responsabile nazionale Area Animali Selvatici, Massimo Vitturi, e del Responsabile LAV Trentino, Simone Stefani. Particolare attenzione sarà dedicata al tema della fauna selvatica, con la richiesta di riacquisizione da parte dello Stato delle competenze sulla cura e la salvaguardia degli orsi in natura.

Le attività LAV in vista delle elezioni politiche 2018 proseguiranno nei giorni e nelle settimane successive con iniziative rivolte ai candidati premier e alle liste, per far sentire forte e chiara la voce degli animali, e ricordare alla Politica che #ANCHEGLIANIMALIVOTANO.

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5 Comments

  1. Rodolfo Piva says:

    Come al solito si evita di promuovere in modo esplicito l’abrogazione della legge che consente la macellazione rituale (halal e kosher) per non disturbare i i proseliti delle religioni che… contano!

  2. Paolo says:

    Spesso diventano una fissazione certi comportamenti di stampa troppo spinti verso gli animali e non sempre va bene. I problemi più importanti per i cittadini sono altri!

    • Stefania says:

      Quanti milioni si risparmierebbero se non ci fossero i canili, frutto del randagismo e del mancato rispetto delle leggi e del controllo del territorio? Pima però bisogna estirpare la cattiva amministrazione e la culturta dell’abbandono. A casa mia, avere randagi per la strada è un problema di pordine pubblico. Dove si amministra male diventa uno spreco di risorse pubbliche. Quindi è un problema che la politica deve affrontare e risolvere, caro Paolo.

      • Paolo says:

        Stefania, tutti i cani dovrebbero avere per legge un collare con un numero di matricola in modo di risalire al proprietario e sopra tutto pagare una tassa annuale, non ci sarebbero così animali randagi in circolazione e non ci sarebbero sprechi di risorse. In un paese dove tutto è affidato al caso e alla furbizia alla fine si ottiene quello che lei dice. Io ho vissuto anche in Canada e per legiferare in maniera normale non occorrono parlamentari con una o più lauree!

        • Stefania says:

          Paolo, al Nord il randagismo non esiste. Al Centro Sud è endemico ed è il frutto di un deficit culturale e di un vuoto politico sanitario e amministrativo che ricade sui cittadini. Il microchip è obbligatorio ma nessuno verifica se i cani padronali siano microchippati. E’ l’Italia, e noi paghiamo.

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