Lav: CARTEGGIO UFFICIALE SMENTISCE L’IPOTESI DELLA PERICOLOSITÀ DELL’ORSO M49

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Sul caso dell’orso M49, LAV rende pubblica la documentazione chiesta e ottenuta dal Ministero dell’Ambiente e, in base all’analisi degli atti, afferma: “sono oramai trascorsi ventidue giorni da quando l’orso ha riguadagnato la libertà senza che siano stati rilevati danni o comportamenti pericolosi a lui imputabili, siano quindi sospese immediatamente le operazioni di ricerca, dando all’animale un’altra possibilità per vivere la sua vita in armonia con l’ambiente che lo ospita”.

L’intenso scambio di informazioni tra Ministero dell’Ambiente e Provincia di Trento, analizzato da LAV in base alla documentazione fornita, risale a molto prima che il 14 luglio scorso l’amministrazione provinciale trentina riuscisse a catturare M49 per trasferirlo nella struttura del Casteller, prima della sua fuga già nelle prime ore del 15 luglio.

Di seguito, le principali evidenze emerse:

Già a inizio anno, il 22 febbraio, il Ministero richiede a ISPRA un parere sull’ipotesi di cattura dell’orso, inviando contestualmente il primo report sui danni prodotti da M49 redatto dal Servizio Foreste della Provincia di Trento. Pochi giorni dopo, il 28 febbraio, ISPRA risponde che i comportamenti descritti nel report, pur avendo arrecato alcuni danni economici, non possono essere ritenuti pericolosi. Viene quindi sottolineata la necessità di mettere in atto tutte le misure di prevenzione possibili. Gli eventi di danno successivi al radiomarcaggio dell’orso, e quindi attribuibili con certezza a M49, non evidenziano “una situazione di particolare criticità, tenuto conto della tipologia e dell’entità del danno”. Quindi il comportamento di M49 viene definito “problematico dannoso con comportamenti che non sembrano comportare rischi per la sicurezza dell’uomo”.

Il 15 aprile il Ministero dell’Ambiente riceve il secondo report integrativo prodotto dal Servizio Foreste e Fauna della Provincia e lo invia a ISPRA chiedendo un secondo parere circa la nuova richiesta di cattura dell’orso avanzata dal Presidente Fugatti. Il documento riporta alcuni episodi accaduti dopo il risveglio dal letargo che si riferiscono a tentativi di ingresso di M49 in strutture frequentate solo stagionalmente. Il successivo 6 maggio ISPRA risponde che i danni prodotti sono modesti e potevano comunque essere prevenuti adottando adeguati sistemi incruenti. Rispetto alla presenza dell’orso in zone frequentate dall’uomo solo per brevi periodi, ISPRA afferma che tale comportamento non rappresenta un fenomeno di “abituazione” in senso stretto, perché se si fosse trattato di vera e propria abituazione, gli interventi di dissuasione, che prevedono l’intercettazione dell’animale, sarebbero stati più efficaci perché sarebbe stato facilitato il contatto con l’orso, cosa che invece non è avvenuta. ISPRA rileva anche che la frequentazione di ambienti edificati si svolge sempre in strutture con assenza di persone: quindi dispone che la Provincia prosegua il monitoraggio e la prevenzione poiché il comportamento non evidenzia particolari rischi per l’uomo.

Il 30 maggio il Ministero dell’Ambiente trasmette a ISPRA, per l’acquisizione del suo parere, un ulteriore report prodotto dalla Provincia di Trento, con il quale avanzata la richiesta di rimozione dell’orso. ISPRA risponde ribadendo che l’elusività dell’orso e la difficoltà di attuare interventi di dissuasione dimostrano l’assenza di abituazione in senso stretto, sottolineando ancora una volta la necessità di promuovere l’utilizzo dei mezzi di prevenzione tra la popolazione locale nonostante comprenda le difficoltà pratiche di attuazione su aree ampie.

Il 16 giugno avviene infine un inaspettato capovolgimento di posizione. In quella data, infatti, ISPRA emette un nuovo parere in cui fa proprie le considerazioni del Presidente della Provincia di Trento Fugatti, dove afferma che l’aumentata frequentazione da parte di turisti e l’avvio della stagione dell’alpeggio, comportano un rilevante incremento della probabilità di incontro di M49 con l’uomo, e conseguentemente di incidenti, con potenziali rischi per la sicurezza dell’uomo.

Dall’analisi della corposa documentazione fornita dal Ministero dell’Ambiente, risulta chiaramente che:

l’orso ha procurato certamente dei danni, ma questi non possono essere utilizzati per sostenere l’ipotetica pericolosità dell’animale, perché possono essere adeguatamente prevenuti;
la frequentazione, da parte di M49, delle zone periodicamente abitate dall’uomo non evidenzia l’insorgenza del fenomeno dell’abituazione. Si parla di abituazione quando un animale per sua natura molto elusivo come l’orso, accresce il suo livello di confidenza con l’uomo anche frequentando zone dove questo risiede stabilmente. Un caso che non può certamente essere imputato a M49, sia perché in tutti i report prodotti dalla Provincia si deduce che l’orso si è sempre guardato dall’avvicinarsi all’uomo, sia perché nell’unico evento in cui è stato sorpreso da un pastore mentre si alimentava all’interno della malga d’Arnò, l’animale si è dato alla fuga a gambe levate senza neppure degnare di attenzione l’uomo.

“Quanto riportato da ISPRA e dal Ministero dell’Ambiente nel loro carteggio con la Provincia di Trento, ribadisce quello che la LAV ha sempre sostenuto – dichiara Massimo Vitturi, responsabile Area Animali Selvatici della LAV – cioè che i danni procurati dall’orso oltre a essere particolarmente esigui possono efficacemente esser prevenuti e soprattutto che questi non possono essere utilizzati a pretesto per definire M49 come un animale pericoloso!”

Per questo motivo la LAV ribadisce la necessità che, ora che M49 ha riguadagnato la sua libertà, sia lasciato in pace, consentendogli di adattarsi al nuovo ambiente dove è stato trasferito a seguito degli interventi della Provincia, realizzando così l’azione i) del PACOBACE, prevista in alternativa sia alla cattura per captivazione permanente, sia all’uccisione.

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One Comment

  1. giancarlo RODEGHER says:

    Non ho parole.
    E, come sempre, si è studiato bene il territorio dove si voleva reintrodurre l’orso ??
    Per chi non lo sapesse anche l’orso mangia per poter vivere.
    Dunque cosa mangia l’orso ?
    Carne di qualsiasi animale, bacche di tutti i tipi, miele, funghi, insetti, peschi, etc… tutte queste cose esistono dove è stato rilasciato questo orso o orsa ?
    Adesso che il bosco è pieno di bacche, funghi, etc… non lo si vede più perché trova da mangiare nel suo ambiente, quando queste finiranno se non ci saranno prede idonee……….torneremo a parlare di uccisione?
    Ma per favore prima bisogna ragionare e poi agire…..come sempre.
    WSM

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