L’autonomista Enrico Pruner. Per essere popolari non serve essere populisti

Enrico_Prunerdi NICOLA FIORETTI – In un momento storico caratterizzato dall’incertezza politica, come quello che stiamo vivendo, viene quasi naturale immergersi nelle acque pure e limpide di un galantomismo purtroppo andato. Non tanto per assecondare pulsioni nostalgiche ma piuttosto per ricordare che c’è stato un tempo nel quale la lotta politica era condotta da uomini che, pur avendo diversissime tendenze politiche, erano accomunati da una reale ricerca del bene comune.

Oggi, 8 settembre, è l’anniversario della prematura scomparsa di uno di questi grandi uomini politici: l’autonomista Enrico Pruner.

Originario della Bersntol (o Valle dei Mòcheni), Pruner, è sempre stato dalla parte del popolo. Alla domenica mattina, quand’era consigliere regionale, era solito mettersi al telefono per contattare le persone bisognose incontrate durante i suoi lunghi giri sul territorio. Le sentiva per capire come stavano e verificare se servisse un aiuto di qualche genere.

Questo particolare che esce dalla sua biografia, così come dai racconti degli amici di Enrico,  ci permette di “conoscere” il tratto distintivo dell’uomo e del politico Enrico Pruner.

L’essere “popolare” inteso come rappresentante del popolo e in rapporto continuo con esso è la caratteristica che ha “marchiato a fuoco” il suo agire politico.

Oggi, al “popolarismo”, certa politica preferisce affidarsi al “populismo” attraverso il quale le soluzioni ai temi più complessi diventano quasi scontate. Il binomio populismo-social network ne esalta l’effetto risultando quasi esplosivo. I dibattiti degenerano sistematicamente nei toni con una facilità disarmante e preoccupante.

Ma la politica, quella con la “P” maiuscola, deve trovare il modo di diventare nuovamente popolare. Di capire cioè le esigenze delle persone senza pretendere di rappresentarne gli interessi in via solo teorica. Questo obiettivo appare non più procrastinabile se si dà uno sguardo a ciò che accade attorno a noi. In tutto questo, a distanza di quasi trent’anni, l’esempio di Enrico Pruner risulta ancora attuale e può aiutarci a ritrovare la retta via.

Per questo, mentre l’Italia tutta ricorda l’8 settembre per un altro evento storico, per me questa data  rappresentanta anche l’anniversario della morte di un grande Politico, di un grande uomo e di un grande esempio per tutti noi.

Nicola Fioretti
Presidente OSAR (Osservatorio studi autonomie regionali ed europee)

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