L’auto, il bancomat di stato: una pluri-tax solo italiana

di GABRIELE BARELLO

Nella prima parte di questa inchiesta abbiamo visto come l’auto viene trattata dal governo italiano ed alcuni dati pessimi sulle immatricolazioni di alcune tra le case più famose, d’Italia, d’Europa e del mondo. Ora vedremo in questa seconda parte qual è l’impatto fiscale che si ha su di essa in Italia e soprattutto come viene trattata e che impatto fiscale ha in altri paesi, più liberi e civili e molto meno comici del nostro. Oggi si parla molto di “unificazione fiscale” dell’Europa, questa abnorme castroneria, sparata ancora una volta dalle bocche dei governanti sociopatici che ci ritroviamo. In pratica consiste nell’ennesimo tentativo monopolistico centralista del fisco in Europa. Cioè dovunque vai nella UE, paghi le stesse tasse (speriamo non si paghino quelle che si pagano in fallItalia, se no siamo fritti). Inutile quindi emigrare, non ci sarà più libera scelta manco in questo. Un vero delirio.

Detto ciò, diciamo che spero anche che non si paghino le stesse tasse sulle auto che si pagano qua, perché c’è da accapponarsi la pelle, nel vero senso della parola. FallItalia, lo sappiamo, eccelle in tutti i campi in quanto a comicità e pure sull’auto mica scherza. Come già detto, tra accise sui combustibili e tasse varie, ormai l’auto rappresenta per lo stato italiano quasi il 19% del gettito fiscale annuo complessivo (nel 2011 era del 17,5%…). Solo per l’auto, agli italiani va via qualcosa come un quarto di stipendio annuo ogni anno. Ormai l’automobilista è diventata l’ennesima mammella per lo stato gabelliere e sprecone. Solo che ormai quella mammella, è ormai al limite, come la pazienza degli automobilisti stessi, dei distributori di benzina e degli addetti ai lavori nel settore. Ma vediamo più nel dettaglio, così significa oggi possedere un’auto in un paese come l’Italia.

Supponiamo, che vogliamo comprarci un’auto normale da tutti i giorni. Una che ha pure avuto successo ultimamente, come l’Alfa Romeo Giulietta e che francamente pure a noi ci è piaciuta. La pubblicità in tv dice a chiare lettere “Io sono Giulietta e sono fatta della stessa materia di cui sono fatti i sogni…”, eh già meno male… peccato che appena stacchiamo l’assegno per comprarci la nostra bella Giulietta (supponiamo la 2.0 Jtdm da 170 CV, tra le più vendute assieme alla più potente Quadrifoglio Verde da 235 CV), già lo stato gabelliere e mafioso ci sottrae un bel 21% di IVA all’acquisto, ed infrange già di un pezzetto i nostri bei “sogni”. Ma se pensavate di averla finalmente scampata dai viscidi tentacoli del polipo statalista, vi dovrete già ricredere. Ed ecco come per magia apparire un’altra bella tassa, chiamata IPT, Imposta di Trascrizione… che ora è pure variabile e non più fissa come prima (l’importo era di 158,26 euro…). Essa si applica solo sul nuovo, o sulle eventuali auto radiate (ma mi chiedo chi voglia immatricolarne una qui, appunto). Beh, i calcoli ed il relativo divertimento lo lascerò a voi. Vi basti sapere che oltre la soglia di 57 kW, si applica una sovrattassa di 2,32 euro ogni kW eccedente quella soglia (sempre dai 158,26 euro di base, altrimenti dove sta il divertimento?). Folle già di per sé tale limite, perché solo poche auto stanno entro quei limiti, tra cui ci sono la Smart (51 kW…) e poche altre. Parecchie citycar per la cronaca, lo superano e di molto. Furbi i gabellieri. Ora direte… va bene pago pure questa, tanto è finita qui. Sbagliato! Oltre a ciò, dovrete assicurarvi pure l’auto, ovviamente con le tariffe, i privilegi, e gli scandali tutti italiani delle nostre compagnie assicurative. Ecco… auguri. Però ora penserete è davvero finita! Invece… invece… no! Incredibile ma vero lo stato infame, è riuscito ad inventarsi pure una patrimoniale sull’auto, che dovrete pagare naturalmente ogni anno (in modo da foraggiare per bene i parassiti nel tempo, che quasi ci ricomprate un’altra auto). Si chiama bollo auto. Notate che non ho messo manco patrimoniale tra virgolette, volutamente perché tale è. Tale tassa tra l’altro, per chi fosse interessato, rientra al 3° posto tra le tasse più odiate dagli italiani, dopo il canone Rai in pole position (chissà perché…), e l’ICI/IMU (chissà perché anche questo…).

Ebbene anche questo del bollo auto è uno scandalo tutto italiano. Difatti dei 27 stati membri della UE, ben 10 l’hanno già abolita (l’ultima la mia amata Svizzera con referendum come nei paesi seri, civili, liberi e democratici…), nel pieno rispetto dell’articolo 14 della Carta Costituzionale, che vieta la doppia tassazione di un qualunque bene, sia all’interno che all’esterno dei paesi e di altre questioni legislative interne. Difatti da noi lo rispettiamo eccome, si come no. Altri paesi stanno proponendo la sua abolizione, di tasse più o meno simili al nostro bollo. Tutti concordano più o meno sulla sola applicazione della tassa di trascrizione, che ovviamente nei vari paesi UE è un decimo se non di più della nostra. Il bello è che nella nostra Costituzione tanto acclamata, ma poi nei fatti mai rispettata, c’è pure un articolo che comicamente dice “La Repubblica (delle banane…) Italiana tutela il risparmio, favorisce il patrimonio pubblico e privato e la sua durevolità nel tempo ecc…”, ogni volta che lo rileggo scoppio in una risata. E’ più forte di me vi giuro. Come l’altro che recita sempre comicamente “La sovranità appartiene al popolo ecc…” e giù un’altra risata.

Tornando al bollo, direi che anche qui lascio a voi i calcoli… vi basti sapere che oggi si paga il bollo normale sui kW dell’autovettura fino ai 185 kW (circa 250 CV…), oltre c’è il bellissimo superbollo che tanto piace agli invidiosi, ai sinistroidi ed a qualche ignorante cialtrone di varia natura. Esso si paga con il magnifico modello F24 (quello colorato di un fantastico colore azzurro mare, per chi non lo sapesse, fatto apposta così anche in vacanza in spiaggia vi viene in mente che… “le tasse sono una cosa bellissima”, e sappiamo chi la pensava così vero?…) e se prima costava ben 10 euro ogni kW in eccesso, oggi costerà la bellezza di ben 20 euro ogni kW in eccesso (crepi l’avarizia!). Il bollo normale invece si paga fino ai 185 kW (un limite soviet, quasi a dire che da qui in poi sei considerato un ricco malefico, quindi colpevole di sottrazione di denaro pubblico, o un porco evasore da impiccare in pubblica piazza…), in base alla classe d’emissione del veicolo e all’anno di immatricolazione. Ovviamente più l’auto è vecchia più paghi, perché inquina di più ecc… furbi i gabellieri anche qui. Mettono miliardi di parametri diversi così da incassare il massimo possibile ed immaginabile.

Ora direte… ma basta sono stufo! Mi sono rotto di tutte ‘ste tasse! Sarà finita? Ovviamente no! Dato che quando la vostra auto avrà “sete”, dovrete fare benzina… ecco sappiate che mentre crogiolate il prezioso liquido nel vostro serbatoio, state pagando una valanga di accise allo stato (dunque altre tasse…), risalenti a periodi dell’età della pietra tra un po’. Si spazia dalla guerra in Crimea , al terremoto in Irpinia, dove sappiamo che ci sono scandali ed accordi stato-mafia sui soldi, per il loro uso. Ecco foraggiamo dei boss del posto, tanto per capirci. Bella roba. E per concludere con il rinnovo del contratto autoferrotranvieri del 2004 (????), fino alla meravigliosa accisa sugli immigrati della Libia (pure quelli ci paghiamo!), da 0,040 cent al litro. E c’è pure quella sulla cultura! Il colmo! Approposito… proprio quella sugli immigrati da 0,040 cent al litro doveva essere annullata a fine 2011… ma ovviamente promessa non mantenuta. Insomma quando c’è qualcosa da pagare, chiedete pure all’automobilista che è molto generoso. Inoltre ciò dimostra che ogni nuova tassa introdotta non sarà mai più tolta, ci prendono gusto! Sarà finita sta mannaia fiscale? Ora finalmente si… ma che fatica! E pensate tutto ciò se venisse applicato alla FF menzionata prima. Un incubo! (bollo FF in Italia 7743,24 euro, Francia 68,94 euro!) Ecco perché il nostro acquirente è fuggito dalla concessionaria. Ma sarebbe fuggito chiunque. Le uniche che fuggono a tale persecuzione sono le auto d’epoca, quelle con più di 20 anni di vita, o meglio quando la legge te le considera come tali e si è stufato di spolparti di denaro. Per me un’auto è d’epoca già dopo 15 anni che la tieni, ma sono semplici opinioni.

Quindi se l’IPT ha sommerso il nuovo, il bollo e soprattutto il superbollo hanno pensato a fare il resto per l’usato. Anche qui lo scenario è tragico. Basta andare su un qualsiasi sito di auto usate come Autoscout24, per capire la mole di auto sopra i 185 kW che sono ancora in vendita, senza poter trovare un’acquirente. I concessionari o i privati dire che sono disperati è un complimento. Direi che con le braghe calate suoni molto meglio. Anche auto di poco costo come la Mercedes SL, auto di lusso al prezzo di un’utilitaria (ciò a riconferma che la potenza non fa di un’auto un lusso, e nemmeno il suo prezzo…), non trovano nessun compratore, manco se scontate di molto. E la conseguenza di tutto ciò qual è? I concessionari hanno due soluzioni anzi tre. La prima è di rifiutare permute o auto usate con più di 185 kW, la seconda è incoraggiare l’acquirente a radiare l’auto per una possibile vendita all’estero o di tenersela, e terzo sbarazzarsi delle proprie auto in concessionaria nuove o usate oltre i 185 kW, esportandole direttamente dopo aver prima radiato le usate (altri costi ed altre tasse ma a conti fatti, molto più conveniente che tenerle qui ad impolverarsi per anni…), con delle bisarche, ed ovviamente tentarne la vendita, quasi sempre con successo com’è ovvio, anche se con forti sconti naturalmente e relative perdite, ma ripeto a conti fatti ben più conveniente. Di bisarche con auto potenti o di lusso ne vedo parecchie, andare verso Svizzera, Francia o Slovenia… non è una bella cosa, perché tale scenario significa ovviamente perdita di gettito fiscale per fallItalia (ma ci voleva un laureato per capirlo? Mah…). Perdita di gettito fiscale, che specialmente per le auto di lusso, significa gettito IVA di decine di migliaia di euro persi, e tutto ciò che ne consegue, ma si sa i professori hanno studiato economia, loro si che ne capiscono, noi invece siamo dei poveri ignoranti. E’ come se la Francia si fosse messa un bel superbollo sullo champagne. Loro non sono così stupidi, noi a quanto pare… si. Per esempio sapete che per ogni auto di lusso non venduta, si perde un gettito fiscale per 4 auto di piccola taglia? No? Male! Per me va anche bene tutto ciò, così magari un giorno fallirà questo stato ladro e si renderà conto dei suoi errori madornali (semmai se ne renderà conto…).

Tutto ciò avviene assurdamente in Italia patria per di più, di case automobilistiche che tutto il mondo ci invidia, ma all’estero? All’estero la situazione è decisamente molto migliore. Certo non rose e fiori per noi libertari, ma in ogni caso molto più paradisiaca che qua senza dubbio. L’estero fa una concorrenza spietata al nostro paese specialmente in fatto di tasse. Mentre da noi come si sa il gettito fiscale complessivo (Total Tax Rate…) è ormai vicino alla soglia del 70%, all’estero non supera di norma il 30-35% del totale. E già qua abbiamo perso in partenza e di molto. E non parliamo del costo del lavoro ecc… una vera pietà. Manco dal punto di vista del fisco sull’auto fallItalia può vincere… ha perso in partenza pure qua. In Italia come detto è quasi al 19%, in Francia a titolo di esempio è solo del 5-6% scarso. In Germania il 3,5%, Slovenia 4,1%, Romania 5,5%, Bulgaria 8%, Svizzera 9% ecc… Insomma da qualunque parte la si voglia mettere, il nostro 19% è ben lontano di almeno il 10% al confronto con la Svizzera. In alcuni di essi manco esiste il bollo auto (Svizzera, Romania, e Bulgaria tra quelli citati). In Slovenia ad esempio, si paga solo al momento dell’acquisto e di un importo davvero ridicolo (150 euro fissi). Si ma loro non hanno l’IPT però. E non hanno le accise ladre che abbiamo noi. Addirittura a Montecarlo, (dove un mio amico ha registrato un video incredibile di tre giorni nel principato che potete vedere sul mio profilo fb, dove si vedono supercar di ogni tipo sfrecciare sulle strade…), hanno introdotto un incentivo sul lusso! Sembra un paradosso o un sogno! Ma è la realtà! Quelli evidentemente hanno gente che ha studiato economia sul serio, ed hanno capito che se non incentivi quelli che possono spendere, da questa benedetta crisi col cavolo che ci usciamo. Lì evidentemente la legge dell’invidia e del “se sto male io, devi star male pure tu…” non esiste. Immaginate invece da noi, una Camusso o un Bersani correre in parlamento per votare o proporre un “incentivo sul lusso”… ecco lasciamo perdere. Noi difatti ce lo siamo tassati il lusso, da bravi furbi, con tasse sugli yatch, superbolli e quant’altro. Che pietà, che pena. Davvero sembra di vivere su un altro pianeta da noi. Paghiamo e paghiamo manco fossimo vacche da mungere. Peraltro su beni già stratassati in precedenza. Un vera tragedia senza fine, nella quale il cittadino non avrà mai ragione, finché non ci riprenderemo la nostra libertà, che ci spetta di diritto.

Ma oltre a tutta la tragedia fiscale, c’è pure quella ideologica, cioè quello che l’informazione di regime infila nei crani dei suoi sudditi cittadini. E anche qua c’è da accapponarsi la pelle. Quando c’è crisi, far leva sulle paure, sui sentimenti e sui cervelli bacati ed ignoranti del popolame italiota è tanto facile quanto far giocare un bimbo. E i mass media potevano non cogliere la palla al balzo? Ovviamente no! Difatti l’hanno colta decisamente bene, con campagne mediatiche e pubblicitarie da far rivoltare nella tomba, un insulto all’intelligenza umana. Mi viene in mente quella sull’evasione fiscale, degna dell’Oscar per la peggior sceneggiatura e montaggio ma non solo. Mi sembra inutile ripetere che evadere è legittima difesa, ci sono libri ed articoli che spiegano chiaramente il perché. Ciò che mi preme dire è come in Italia la caccia all’evasore si è ripercossa anche sul mondo dell’auto. I messaggi e gli slogan del regime al popolo suddito erano chiari fin dall’inizio, “caccia senza pietà”, “delazione”, “insulto” e “galera per soggetti socialmente pericolosi”. E sembra che tutto ciò stia pure follemente funzionando. Quindi occhio, che se avete auto vistose o potenti, il vostro vicino potrebbe vendersi per 4 denari allo stato estorsore, e denunciarvi per presunta evasione. E poi ci sono tanti luoghi comuni ed “ignoranze di strada”, chiacchiericci da bar ecco. Del tipo “chi ha l’auto potente è un truzzo esibizionista”, oppure “chi ha auto d’epoca, o fa il collezionista ha sicuramente evaso le tasse”, o ancora “chi ha grossi patrimoni ha sicuramente evaso le tasse”, o meglio “le auto potenti sono mezzi inutili che cavolo te ne fai”, oppure “le auto potenti inquinano” ecc… Poi a tutto ciò si sommava anche la persecuzione, che ormai sembra quasi del tutto estinta per fortuna, di prendere di mira chi possedeva gli odiati SUV, che anch’essi diventavano simbolo di evasione o esibizionismo. Insomma per noi poveri automobilisti o appassionati non c’è mai tregua. L’ignoranza crea mostri è proprio vero.

Ma ora dopo tutto ciò la soluzione quale sarebbe (a patto che se ne possa uscire…)? Ne parlerò nella terza ed ultima parte dell’articolo.

(2 – continua)

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16 Comments

  1. Amedeo says:

    Gli italiani, sono un popolo di ladri ed invidiosi.
    Hanno rubato la monarchia al re, ed ora si fanno rubare la repubblica dalle banche. Diventeranno schiavi delle banche che hanno comprato i loro debiti.
    Ben presto, la sovranità, apparterrà alle banche.

  2. Anthony Ceresa says:

    Monti da racazzo si esprimeva come voi. Quando gli hanno messo il potere in mano, si comporta come un selvaggio ingordo. Si parla, si sbattono i pugni al muro e si rischia di farsi male. Putroppo il nostro Paese é destinato a soccombere sotto le infinite divergenze di opinione, mentre dall’alto del potere la fanno da padroni. Quando si va a votare, non si vota per un candidato soggetto al rispetto di un programma, ma si vota per un colore, per un aggettivo, sinistra, destra o per il fondo schiena o posteriore.
    In aggiunta al dissesto creato dall’informazione selvaggia, dobbiamo fare i conti con l’estremismo religioso che ci invita alla preghiera. Pregate fratelli e più soffrite più in alto avrete il posto assicurato nell’aldilà.

  3. Riki says:

    Complimenti per l’articolo.
    Provate ad andare a Londra o Parigi e guardate come sono precisi e capillari i trasporti pubblici !!……. come si fa a dire ad un cittadino italiano lasciate l’auto ed usate i mezzi pubblici ??? ….. e nel caso in cui l’auto la si utilizzi per lavoro, percorrendo decine di migliaia di km. l’anno, bisogna per forza usare una Smart per non essere etichettati evasori?

  4. Laer says:

    solo una cosa:

    “oltre c’è il bellissimo superbollo che tanto piace agli invidiosi, ai SINISTROIDI”

    quindi se io sono di sinistra mi dovrebbe piacere il superbollo?
    ah si?
    incredibile ah ah ah !

    …per il resto un ottimo articolo. Purtroppo.

    • Gabriele Barello says:

      Beh parlano i fati più di tante chiacchiere sai?? Ti devo elencare i voti in parlamento su tale emendamento o ti rassegni?? Per non parlare poi delle numerose affermazioni del gargamella e soci, davvero pietose.

      • Laer says:

        Chiacchiere? e chi chiacchiera? Non ci siamo capiti. I fatti li conosco bene, come conosco bene anche il vecchio superbollo voluto dalla precedente destra e lega per fare un esempio…
        solo mi sembra doveroso almeno precisare che si sta parlando di “politici”.
        “Sinistroidi” è un termine abbastanza vago, sai, SEMBRA quasi usato apposta per fare il classico terrorismo politico.
        Spero NON sia uno di quegli articoli fatti da una fazione che fino a poco tempo fa rubava e tassava tutto (superbollo compreso) e ora magicamente diventa brava e pulita attaccando quello che hanno fatto fino a poco tempo fa !

        I politici possono dire quello che vogliono, ma di cittadini a cui piace il superbollo ne conosco pochi, e come giustamente hai specificato nell’articolo, sono tutti invidiosi ignoranti, MA NON necessariamente di sinistra, e non necessariamente di destra.

        • Gabriele Barello says:

          Allora scusa forse non ho capito io o tu. O mi mi sono espresso male. Ho scritto sinistroidi riferito a certe categorie, di tali personaggi,, mica tutti mi pare ovvio. Poi ci sono i moderati, mi riferivo agli estremisti… ora è forse più chiaro?? Poi il superbollo non piace più o meno a tutti certo hai ragione. Ma a qualcuno cmq piace per questioni ideologiche, e non faccio nomi…

  5. Stefano Nobile says:

    Eeehh! Che esagerati!
    Ma il modo per inchiappettarseli c’è: si chiama affitto a lungo termine da ditta straniera.
    Essendo nell’UE, è possibile per i cittadini italici acquistare beni e servizi in altri stati aderenti all’unione.
    Ora, le P.IVA possono detrarre il costo, i privati no, ma a quanto mi è dato capire si risparmi almeno un 15% sul totale.
    Senza contare che, in caso vi becchino con l’autovelox, il multanova, il tutor, il semaforo “intelligente”, o vi ritroviate una multa per divieto di sosta, è appena evidente che non la pagherete (un mio amico ha la targa estera, e il vizio di correre: alla società come arrivano le multe, se arrivano, le stracciano e se ne fregano).
    Ora, è evidente che non si può esagerare (se andate a fare i pirla a 200 all’ora in autostrada vi fermanoe lì sono cazzi), però in caso di imboscate stronze da parte di vigili e polizia (le multe stradali le prevedo in aumento esponenziale, visto che l’IMU se lo terrà Monti) potete stare tranquilli che non pagherete. Salvo che vi contestino subito (ma è meno “produttivo”, quindi useranno il solito trucco dell’impossibilità per motivi di traffico).
    La prossima auto, potete stare sicuri, la prendo in affitto.

  6. renato says:

    Mah…non son molto daccordo sull’ultima parte in effetti…conclusioni poco obiettive. Chi ha guadagnato grossi patrimoni nell’arco di soli 10/20 anni, è abbastanza palese che qualche magagna ci sia. Per carità magari la legge è anche fatta male…ma c’è.

    • Gabriele Barello says:

      Palese per chi, per te?? Ma fammi il piacere va. Mi sbaglio noto un pizzico d’invidia?? Tipico comportamento all’italiana… vediamo di studiare ed invidiarci un po’ di meno va. Saluti…

  7. luigi bandiera says:

    Auto, TV, PC, CASA… e ecc..

    Le proprieta’ sono oggetto di valore per TASSARE.

    Compri e paghi l’IVA. Non basta… devi continuare a pagare tasse.

    E per far che..??

    PER MANTENERE L’APPARATO AMMINISTRATIVO DI STATO..!!

    LO STATO CI COSTA TROPPO: ABILIAMOLO..!!

    Per mantenersi dunque, questo stato, ne inventa quotidianamente e nonm ne usciremo perche’ i costi aumentano e i loro privilegi (degli statali) non calano.

    Pero’ nessuno ne parla sebbene ci siano super tecnici li’ a fare i conti. Che faranno fare ai soliti impiegati.

    LA ROGNA, LA PESTE SI CHIAMA STATO ITALIA..!!!!!!!!!

    O capirla o continuare la rotta: ALLA VIA COSI’..!

  8. Bacchus says:

    Sarà che in Svizzera la tassa automobilistica si chiama in maniera diversa, sarà che la riscossione avviene a livello cantonale e non federale, ma quella che con il nome di imposta di circolazione assomiglia molto al bollo auto italiano non è per niente stata abolita. Anzi prendiamo il Canton Zurigo come esempio, dove il fine-settimana del 16-17 giugno gli elettori hanno approvato una modifica della formula di calcolo del balzello, basato sul peso e sulla cilindrata, svantaggiando molto di più fiscalmente i veicoli pesanti. L’80% dei proprietari di automobili pagherà un po’ meno o lo stesso importo, mentre il restante 20% dovrà pagare molto di più a partire dal 2014. In questa categoria rientrano autovetture particolari come l’Hummer H2 (Fr. 3’748 al posto di Fr. 1’045) o il Dodge Ram (Fr. 2’968 al posto di Fr. 1’029), però anche veicoli che si vedono molto spesso sulle strade svizzere, come l’Audi Q7 (Fr. 1’738 al posto di Fr. 752) oppure il BMW X5 (Fr. 1’358 al posto di Fr. 785). L’imposta di circolazione per un’automobile di media cilindrata (Golf 1600) rimane sempre sui Fr. 300 all’anno.

  9. Diego Tagliabue says:

    Automobilisti sono la mucca da mungere in tutti i Paesi europei, solo che in FallitaGlia la dimensione della mungitura è a dir poco sproporzionata e, dall’altra parte, verdi e sinistri vari predicano di essere “ecologigi” e di usare infrastrutture che non esistono.
    Prima di inventarsi sempre nuovi balzelli e di riscuoterli tutti in modo decisamente asimmetrico, caro Stato, vogliamo parlare delle tasse pagate (da chi e per chi) e di dove vanno a finire?
    Tu dici/imponi ai cittadini di lasciare a casa l’auto, ma dove sono le tue metropolitane, i tuoi treni, ecc.? Andare al lavoro è come giocare al lotto o intraprendere un viaggio, sperando che non diventi un’odissea.

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