TUTTO QUELLO CHE IL GOVERNO TOCCA SI TRASFORMA IN… CACCA

di ROBERTO PORCU’

Sono nato e cresciuto alla periferia di Mestre tra campi che un po’ alla volta passavano dal mais all’abbandono e così a nostra disposizione per giocare, sino poi ad essere occupati da imprese per la costruzione dei condominii del boom edilizio. Un giorno, con il mio amichetto del tempo che sarebbe divenuto poi il mio compagno di banco alle elementari, passammo vicino ad una di quelle grandi buche che allora i muratori facevano senza darsi pena di recintare il cantiere. Sul fondo c’era dell’acqua e lui mi rivelò di aver saputo dalla sorella che se si scava, poi sotto si trova l’acqua. Sorrisi, gli ricordai che il giorno prima aveva piovuto, e lo contestai, i sassi e la terra non possono stare sull’acqua, vanno a fondo, ed a riprova gettai un sasso nella buca. Lui insistette aggiungendo che se si scava ancor di più, sotto si trova il fuoco. Con altre risate, gli ricordai che quando i più grandi buttano la terra sul fuoco che talvolta accendono per gioco, il fuoco si spegne. Lui insisteva ed io a fargli notare l’assurdo di un fuoco acceso con sopra l’acqua e noi più su a fare da maccheroni.

Un giorno poi la maestra mi fece capire che lui aveva ragione. L’acqua non era un immenso lago con la terra che galleggiava ed il fuoco era ben diverso da quello che i grandi accendevano per gioco o mia madre usava per cucinare. Ma scavando, sicuramente sotto si trovava l’acqua e poi anche il fuoco. Avanti con gli anni scoprii che in Italia, ovunque si scava si trova la cacca, che non è quella a cui si potrebbe pensare, ma sempre di cacca si tratta, e dove non appare è solo perché lì alcuno ha mai provato a scavare. Quelli poi che la cacca producono e nascondono, pongono molta attenzione a piantarvi sopra dei fiori, qualcosa di bello, la gente guarda, ammira e beata non sente il bisogno di guardare cosa c’è sotto. Di bei fiori ce ne sono un’infinità, i Servizi Pubblici, la Sanità, le Onlus, l’Istruzione, le Sacre Istituzioni tutte, la Costituzione… e, non per ultimo l’Ambiente.

In nome di quest’ultimo avviene di tutto, e, del resto, chi vorrebbe mai lasciarlo degradato ai propri figli giacché da esso potrebbero contrarre le peggiori malattie! Appunto, fiori sopra… e cacca sotto.

Mi occupo di riciclaggio da sempre e sono attento all’evoluzione di esso leggendo anche riviste tecniche. Molti anni fa, mi pare in Danimarca, scoprirono che una lattina di alluminio valeva, dico a caso, 2 lire per il metallo e questo non compensava la fatica di chinarsi per raccoglierne una per strada. Le tassarono dal produttore di 100 lire, tutte le bevande in lattina aumentarono il loro prezzo di 100 lire e raccoglierle fruttava 102 lire. Il sistema pareva funzionasse bene: disoccupati, emarginati, barboni e quant’altro, si organizzarono per una efficiente raccolta di lattine nel loro circondario. Lessi che il sistema era stato adottato in alcune città degli Usa, ma poi la notizia sparì da ogni nostra pubblicazione e di essa ne serbai solo il ricordo.

Nel numero di febbraio di Focus trovo casualmente: “…A Göteborg (Svezia) dove sono stato di recente, su ogni lattina o bottiglia di plastica è applicato un bollino da 1 SEK (poco più di 10 cent). I centri di raccolta sono nei supermercati: portandovi gli oggetti, un operatore paga subito l’importo dovuto. Questo metodo si è rivelato efficace per gli svedesi, ma anche per i clochard i quali oltre ad elemosinare in maniera classica, chiedono ai passanti di dar loro le bottiglie vuote: così, quando raggiungono un certo numero di oggetti, si recano al supermercato dove ottengono denaro o buoni per comprarsi cibo. Un modo per fare al tempo stesso beneficenza e riciclaggio”.

Confrontiamo con la situazione italiana, dove ciò che si pensa diventi un giorno rifiuto, è gravato da una addizionale, un’altra Iva. Che sia la batteria di un auto o la lattina di alluminio… poi i rifiuti, di qualsiasi genere non possono avere acquirenti, non valgono nulla. Il Cittadino “deve” conferirli tutti ordinatamente ad un apposito consorzio che ottiene il rimborso pubblico della addizionale e vende la materia prima. Ma non gli basta, percepisce dai Cittadini anche una tassa in relazione alla superficie.  I conti di questi consorzi pubblici a conduzione politica non sono verificabili ed il Cittadino deve solo pagare a pie’ di lista l’importo delle bollette. Mi chiedo: ma lo sentite anche voi l’olezzo della cacca?

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