L’assurdo NO al referendum in Crimea

di MAX FERRARI*

Cosa c’è di più democratico di un referendum popolare come quello programmato dalla Crimea per decidere il proprio destino? Nulla: è il massimo della democrazia. Ma alla UE, agli USA e ai nostri giornali non piace e dopo aver saputo che il parlamento di Crimea ha dato parere favorevole ad un ricongiungimento alla Russia e ha stabilito un referendum per il 16 marzo prossimo, l’Occidente ha dato in escandescenze parlando di “illegalità”, di “pratica fuorilegge” e ha minacciato una serie di dure rappresaglie contro la Russia che finiranno per essere un boomerang soprattutto per l’Italia a cominciare dall’ideona di tagliare gli acquisti di gas e renderci del tutto dipendenti dagli arabi.

Eppure dalla Crimea fanno sapere che gli osservatori internazionali saranno i benvenuti e potranno vigilare la regolarità del voto, ma forse proprio questo è il problema: tutti sanno che non ci saranno brogli e che i filorussi stravinceranno senza trucchi mettendo gli ipocriti di Bruxelles nella scomoda condizione di condannare per la seconda volta in poche settimane, dopo il caso Svizzera, un responso referendario popolare.

Per chi tifa contro la Russia sarebbe stato tutto più semplice se Putin avesse usato la forza e difatti i giornali per qualche giorno hanno cercato di raccontarci che i cattivi arrivati da Mosca terrorizzavano la Crimea, ma poi hanno dovuto cedere alla realtà e spiegare che la popolazione fraternizza coi pacifici militari russi e odia il nuovo governo imposto a Kiev. Così diventa difficile continuare a parlare di metodi dittatoriali, e lo sarà ancor di più dopo il libero voto del 16.

Bisogna dunque evitare il voto e inventarsi qualcosa per giustificare questa scelta antidemocratica: ecco allora la barzelletta raccontata dal presidente del Consiglio Europeo e dalla Merkel secondo cui quel tipo di referendum non è previsto dalla costituzione ucraina. Certo, ma la costituzione non prevede neppure che il legittimo presidente della repubblica e il legittimo governo possano essere cacciati da manifestazioni di piazza come è invece avvenuto e quindi pare ridicolo che l’attuale governo, nato in maniera del tutto irregolare, pretenda di dettare le regole del bon ton al governo della Repubblica di Crimea che è invece del tutto legittimo. E se anche fosse vero che il parlamento di Crimea legifera sotto l’influenza della piazza perché mai l’influenza della piazza di Kiev deve essere descritta come pacifica e legittima anche quando non lo è, mentre quella pacifica di Sebastopoli deve essere bollata come “pericolosa”? Tanto più che nessuna chiarezza è stata fatta sull’identità dei cecchini che hanno sparato a Kiev e solo ora la rappresentante della UE pare interessata ad aprire una inchiesta che potrebbe dare sviluppi clamorosi.

Tragicomico, poi, il monito di Obama che afferma che è finita l’epoca in cui le frontiere potevano essere ridisegnate a dispetto dei dirigenti democraticamente eletti. Bene: ma a Kiev quali sarebbero questi dirigenti democraticamente eletti?  Ma, ancora più importante: se le frontiere sono davvero così intoccabili come mai gli stessi americani non più di tardi di tre anni fa hanno promosso la secessione del Kosovo dalla Serbia? Non si trattava di una regione qualsiasi, visto che il Kosovo è per i serbi la culla della nazione e dell’Ortodossia, ma la separazione dolorosa è stata accolta con festeggiamenti e riconoscimenti da buona parte dei paesi UE, gli stessi che oggi definiscono scandalosa e fuorilegge l’idea che la Crimea russa ritorni alla Russia, nel timore inconfessabile che questo passo potrebbe dare ancor più forza a catalani e scozzesi già pronti coi loro referendum.

La risposta dei mandarini europei, assurda e irricevibile, è che la “Crimea e la Catalunya non sono paragonabili al Kosovo”.

Esatto: la Crimea, così come la Catalunya, la Scozia, il Veneto etc.. hanno un’infinità di ragioni in più del Kosovo per chiedere la propria autodeterminazione perché da una parte si è concessa l’indipendenza a popolazioni albanesi su terra serba e dall’altra si vorrebbe negare, un esempio per tutti, ai catalani in Catalunya e ai russi nella russa Crimea.

Vero è che risalendo nel tempo, la Crimea era abitata dai cosiddetti tatari, oggi minoranza islamizzata, ma anche volendo enfatizzare il loro ruolo parliamo sempre di una regione non ucraina e, comunque, a loro i filorussi hanno già garantito autonomie molto più ampie di quelle garantite da Kiev che invece soffia irresponsabilmente sul fuoco islamista sperando di trovare fanatici alleati da scagliare contro i russi.

In un interessante reportage dell’inviato di “Repubblica” leggiamo: “Molti infiltrati, tatari o antirussi stanno lavorando nelle caserme invitando i soldati a non arrendersi. Gestiscono un passaparola tra moschee e centri sociali che tiene ancora in ansia e rovina la festa dei fedelissimi di Mosca”.

Da una parte, dunque, la Russia che attraverso il portavoce della Duma, Sergei Naryshkin, spinge a votare liberamente, dall’altra l’Occidente “democratico” che non vuole il voto e appoggia quelli che spingono al boicottaggio facendo il passaparola tra moschee e centri sociali. Sarebbe questa la nuova Ucraina democratica ed europea?

*da: www.lombardiarussia.org

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32 Comments

  1. brutto says:

    Bene, bene. Vogliamo parlare anche della Cecenia?

  2. Matteo Renzo says:

    USA & UE vietano al popolo Russo di poter fare un democratico Referendum !
    Il DITTATORE USA Obama protesta è non vuole che ci siano democratiche elezioni in Crimea !
    Questa è la dimostrazione evidente che in tutti i paesi con regimi democratici Filo-USA non esiste nessun tipo di democrazia !
    L” impero del MALE USA è governato da sempre da un regime dittatoriale fascista dove hanno presidenti che sono dei dittatori temporanei !
    Gli USA hanno creato delle Colonie chiamate UE che hanno tutte dei regimi fascisti finti democratici filo-usa .
    Tutte le nazioni del famoso G7 non sono altro che delle colonie -USA e tutte hanno regimi fascisti .

  3. som mb says:

    Se Berlusconi è l’uomo più ricco d’Itaglia, Putin (“l’amico Vladimir che gli regalò il famoso lettone bunga bunga, remember?) non è da meno:

    http://www.wallstreetitalia.com/article/1624612/rumor/vladimir-putin-l-uomo-piu-ricco-del-mondo.aspx

    • gianluca says:

      non è Berlusconi l’uomo più ricco d’Italia, ma di gran lunga Michele Ferrero, con tre volte il patrimonio di Berlusconi

    • Pedante says:

      Non si preoccupa per le ricchezze accumulate (con agganci politici) dai Surkis, Medvedchuk, Rabinovich, Pinchuk e altri?

  4. luigi bandiera says:

    Beh, nel frattempo che voi discorrete io sono andato a votare nel sito Plebiscito.eu.

    Vediamo come andra’… test importante per palpare la situazione.

    Dai su, andate a votare anche voi.

    L’url e’ appunto http://www.plebiscito.eu

    Semplice no?

  5. Matteo says:

    Mi pare evidente che USA e soprattutto UE intervengano a favore dell’Ucraina per garantirsi un sostanzioso sconto sul gas che tuttavia il pseudogoverno di Kiev non potrà mai concedere.. considerata la dipendenza con la Russia per gli approvvigionamenti e l’enorme debito pubblico che non consente tagli nelle entrate. A mio modestissimo parere sarebbe stato più lungimirante un accordo internazionale di cessione della Crimea alla Russia in cambio di accordi energetici. Ovviamente ora é troppo tardi e Kiev non avrà né la Crimea né il gas.
    Crimea libera.

  6. Raoul says:

    Bisognerebbe che questo articolo teste letto fosse pubblicato su tutti i giornali non ipocriti e asserviti alle banche !

  7. CARLO BUTTI says:

    Ognuno tira acqua al suo mulino. E se mettessimo in discussione frontiere e territorialismo?

  8. Riccardo Pozzi says:

    Putin non sarà un campione di diritto internazionale e la Russia non è certo un faro di democrazia, ma la Merkel gongola per l’appetitoso piatto energetico che resta appeso alla questione Ukraina. Noto che pochi mettono in relazione la strana allergia americana al referendum,con quella della Crimea nei confronti della fraterna amicizia tedesca a Kiev. Mi resta un dubbio: come facciamo a fare accettare a Washington un eventuale referendum padano? Solo se lo proponessero gli eredi del PCI, vero referente USA in Itala dall’89 a oggi. E allora mi sa che abbiamo tempo per prepararci.

  9. indipendentista says:

    Massimiliano ha sempre espresso nei suoi articoli una simpatia smodata per Le Pen e Putin. Ora che la “Lega” si dichiara amica di Le Pen e Putin (in realtà, stando a info abbastanza accreditate, pare che questo amore non sia ricambiato così tanto nè da Marine, che guarda a FdI, nè da Vladimir, che forse non conosce nemmeno la “Lega”..)
    Massimiliano coerentemente rientra in “Lega” e sempre coerentemente fa propaganda per il neo-leghismo tricolore, lepenista e putiniano. Dove di autonomista non c’è più nemmeno una vaga parvenza: a momenti sembrano più autonomisti quelli del Campanile di Mastella. Belli i tempi in cui la Lega (quella senza virgolette) ospitava delegazioni da Cecenia, Savoia, Corsica. I tempi in cui Berlusca era il mafioso di Arcore e si manifestava contro le guerre americane.

    Putin, già autore di crimini contro l’umanità in Germania e nel Caucaso, ha aperto un nuovo vaso di pandora che creerà tensioni per i prossimi 50 anni, tipo l’occupazione di Gaza. La pulizia etnica della Crimea degli anni ’30-’50 non ha riguardato solo i “cosiddetti” tatari, ma anche i “cosiddetti” greci, i “cosiddetti” armeni”, i “cosiddetti” ebrei”, i “cosiddetti” tedeschi di Russia e tutti coloro che dovevano regalare la propria casa ai soldati russi di ritorno dal fronte.

    Massimiliano non è una cattiva persona, ma ha fatto una scelta precisa: è un belleriano molto vicino a Giorgetti, Savoini e Maroni. I belleriani dovranno tutti rispondere in sede politica e storica tutti, nessuno escluso. Molti di loro anche in quella penale e civile.

    • gianluca says:

      Io ho deciso di riprendere l’articolo di Max Ferrari per quello che dice, per sollecitare un dibattito fra qualcuno dei nostri lettori sul contenuto, su quello che dice. Invece noto con disappunto che si vuol discutere del dito e non della luna. Mi convinco sempre più che in tal modo non si andrà mai da nessuna parte…

      • indipendentista says:

        Direttore, lei ha fatto benissimo a pubblicare questo articolo, ma non si può non aspettarsi che un pezzo simile non venga commentato adeguatamente. Soprattutto considerando che il sostegno belleriano all’invasione dell’Ucraina (che va ormai oltre i confini della sola Crimea) si intreccia con la definitiva ed irrecuperabile degenerazione ideologica di quello che fu il movimento leghista. Ferrari, come Blondet parla di cose che non sa. Spero lo faccia in buona fede.

        • gianluca says:

          Un conto è commentarlo adeguatamente, il che è il motivo della pubblicazione, un conto è voler fare la radiografia partigiana dell’autore: non è questo il commento che aiuta a formarci un’idea sulla vicenda

  10. Luca says:

    Ah, beh….come non si fa ad essere d’accordo? Cosa c’e’ di piu’ democratico di un referendum effettuato in corso di occupazione militare ? Per giunta da parte di quei mattacchioni di Russi, sempre generosi e”democratici” coi loro vassalli ? Mi sembra di ricordare che anche nei Sudeti nel 1938 si tenesse un referendum del genere…..

  11. Alberto42 says:

    Bravo Ferrari, sottoscrivo ogni parola.

  12. Marco Cavallotti says:

    Assurdo il no? Mentre trovo che bisognerebbe sempre consentire a tutti di pronunciarsi e di autodeterminarsi, penso che un referendum organizzato fra truppe occupanti sia un tantino “anomalo”. Ma ancora più anomale è il tenore delle domande, che avrebbero dovuto essere non due, ma tre: quelle sottoposte al voto, infatti sono se si voglia essere uniti alla Russia, o restare uniti all’Ucraina. Nessuno si sogna di chiedere se… le popolazioni della Crimea intendono mettersi per conto loro!
    Eppure la Crimea presenta un notevole numero di minoranze, a cominciare dai Tatari, che vi vivono ancora in un numero notevole malgrado i massacri sovietici: minoranze che ne fanno un Paese ben diverso sia dalla Russia, sia dall’Ucrina.

  13. pippogigi says:

    Io sono favorevole ai referendum, una delle cose che più mi piacciono della svizzera è la democrazia diretta, l’avere i referendum propositivi, addirittura in qualche piccolo semicantone mi pare che ci sia una riunione pubblica ogni anno per decidere su certe cose.
    Poi guardo alla Padania, vedo gente che tafazzianamente imperterrita continua a votare Pd o Forza italia, più o meno gli stessi che imperterriti continuavano a votare democristiano o comunista prima di tangentopoli. Allora mi sorge un dubbio: ma dare la libertà di voto a tutti è sufficiente se anche non si educa la gente a ragionare con la propria testa, a non farsi ingannare da telegiornali e giornali? I truffatori esistono perché esiste gente che si fa truffare, quando venne fuori lo scandalo di Wanna Marchi, la prima cosa che mi venne in mente fu: ma questa è tutta gente che vota?
    Immaginatevi questa sfilza di Tafazzi truffati virtuali (ed in qualche caso reali), truffati ventennalmente dalla politica a votare su un referendum per l’indipendenza della Padania. Guardate che l’Europa sa benissimo che le capacità intellettuali per votare di padani ed italiani sono molto basse, infatti siamo già al terzo governo non votato e non eletto imposto da loro, e praticamente con l’italicum non voteremo più.
    Ora spostate queste considerazioni sulla Crimea, che ritengo conosciamo in pochi. Può essere che la capacità di discernimento dei locali sia molto bassa? Possono in queste condizioni andare al voto?
    Infine pensate ai Tatari deportati da Stalin, La Crimea appartiene alla Ucraina, poi Stalin la inzuppò di russi. I russi sanno benissimo a cosa vanno incontro, ci sono forti minoranze russe in Lettonia, praticamente cittadini di serie B, odiati dalla popolazione locale in quanto immigrati recenti e perché ricordano cosa dovettero subire a causa dei russi. Questa cosa accade ovunque. Stalin prima dell’invasione tedesca fece morire di fame milioni di ucraini, che infatti accolsero i tedeschi come liberatori.
    Pensate che gli ucraini amino i tedeschi?
    Ora provate a fare le stesse considerazioni in Padania. Anche noi siamo stati inzuppati di immigrati italiani, provate ad immaginarvi città come Torino o Milano al voto per l’indipendenza. Mi pare ovvio che l’indipendenza della Padania se sarà soggetto al voto (speriamo di no, visti i Tafazzi cerebrolesi…) possa essere aperta solo ai padani in senso stretto, secondo il principio dello ius sanguinis. E provate ad immaginarvi questa isole italofone all’indomani dell’indipendenza.

    • Rodolfo Piva says:

      Caro Pippogigi. E’ da parecchio tempo che mi pongo una domanda: “visto l’indubitabile alto numero di cittadini rimbambiti dai media, in perenne stato di narcosi cerebrale, visto il proliferare di trasmissioni televisive fatte ad hoc per mantenerli in tale stato, ha ancora senso il suffragio universale? E’ sempre democratico uno stato in cui gli indirizzi politici e le realative scelte sono affidate all’espressione del voto di una popolazione italiota con oltre il 60% di semi analfabeti (dato ISTAT)?

  14. lucia says:

    Sempre puntuali le analisi di Max Ferrari.E anche chiare,semplici e oneste.Nulla da dire se non: concordo.

  15. Albert Nextein says:

    Il referendum è una cosa fatta bene.
    Gli americani sono dei rompicoglioni.
    Putin fa i suoi interessi ed affaracci, ma se questa volta tutela i russi della Crimea ,che fu russia fino al 1954, fa bene.
    C’entrano gasdotti, oleodotti, basi militari, ricatti crociati di ogni genere.
    Ma sei i russi in Crimea si sentono russi e non ucraini, e chiedono la libertà ed eventualmente l’annessione alla madre russia, fanno bene.
    Ne approfittano per decidere, almeno in parte, il loro destino.

    • som mb says:

      Bene, si faccia lo stesso referendum in Cecenia e Daghestan (dopo aver fatto rientrare la dispora). O i russi sono come gli americani? I coloni russi di Crimea hanno meno diritto a parlare dei protestanti dell’Ulster, che almeno sono stati trapiantati lì da qualche secolo. Ripeto, quando i maxiquartieri turchi di Berlino o la Marsiglia algerinizzata chiederanno l’annessione alle rispettive madrepatrie spero di vedervi coerentemente schierati a loro favore.
      Il continuo accostare la Crimea colonizzata e occupata alle cause catalane e venete (i catalani non si sognano di farlo, fra i veneti qualcuno sì) non fanno che screditare le legittime rivendicazioni indipendentiste dei popoli nativi. Come quelli di Cecenia e Daghestan. Circa la democraticità del governo ucraino ricordo a Ferrari che è composto da gente eletta regolarmente in parlamento e che comunque a breve si tornerà al voto (al contrario dell’Itaglia). Vogliamo invece dire 2 parole sulla regolarità risibile delle elezioni in Russia?

      • Aquele Abraço says:

        I referendum si devono fare sempre e comunque. Essere contro di quello in Crimea perché non si fanno quelli in Cecenia e Dagestan è illogico e più controproducente per le cause catalana e veneta che il loro accostamento con la Crimea, anche perché catalani e veneti sono nativi nelle loro terre e se passa quello in Crimea, a maggior ragione dovranno passare questi. In realtà la prospettiva che attanaglia e spaventa gli Stati Nazionali UE, figli di guerre sanguinarie e barbare anziché del CONSENSO è che se i popoli potessero esprimersi liberamente, liberi dal bavaglio imposto dai loro governi, quasi sempre al servizio d’interessi estranei ed oscuri, molti confini potrebbero cambiare nella vecchia Europa.

      • Albert Nextein says:

        I popoli hanno sacrosanto diritto a decidere il loro futuro.
        Con referendum, rivolte, proteste, armi e quant’altro.

        Che Putin sia un capo imperialista semi-dittatore è evidente.
        Anche lui usa tanti pesi e tante misure in base alle sue convenienze di potere.
        Ma non c’è dubbio che di fronte agli americani sia un principiante.
        Egli cerca di estendere, come può, la sua sfera di influenza.
        Gli americani sono sempre alle calcagna.
        E viceversa.

        Ma se in mezzo a questi giochi di potere un popolo trova il coraggio e l’occasione di decidere il suo destino, allora fa benissimo.
        Putin o non Putin.

        Questo vale per i Ceceni, e per tutti gli altri popoli dell’ex Ussr.
        C’è sempre di mezzo il soldo, la roba, le risorse.

        Tanti pesi e tante misure.
        Ogni caso è un caso a sé stante.

  16. som mb says:

    Ferrari preoccupati piuttosto dell’assurdo no all’indipendenza del Daghestan e della Cecenia.

    • gianluca says:

      Anziché rimandare la palla in un altro campo, magari perché l’autore dell’articolo non vi garba, perché non discutere su quel che viene detto nell’articolo specifico, condividete o dissentite e perché???

      • som mb says:

        Si può commentare l’articolo di uno che scrive “la Crimea era abitata dai cosiddetti tatari” in riferimento a un popolo massacrato da Stalin? Certo che “era” abitata, come la Polonia era abitata da 3 milioni di ebrei prima che Hitler la invadesse.

        • Gianfrancesco says:

          i tatari erano già minoranza ben prima che Stalin nascesce, Stalin li ha deportati giusto perchè hanno combattuto con i nazisti gli stessi nazisti che tu ci dici hanno eliminato 3 milioni di ebrei polacchi.

          • indipendentista says:

            Cifre del dipartimento di statistica della Lomonosov di Mosca, immagino. I tatari popolavano abbondantemente tutta l’Ucraina meridionale fino all’avvento del comunismo e sono ancora oggi presenti nella stessa Polonia. Non sapete più cosa inventarvi per giustificare l’ingiustificabile. Se alcuni tatari si sono schierati con i tedeschi al loro arrivo in Ucraina magari era perchè avevano perso la famiglia nel genocidio iniziato con l’avvento dell’Urss contro le popolazioni ucraine (ebrei compresi). Quanto ai nazi, ti ripeto, gli esperti sono in Bellerio. Un raduno rosso-bruno come quello del Lingotto non si era mai visto nella storia del dopoguerra.

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