L’aria fritta dei talk show con i politici. Che barba che noia….

WEB-TV-di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI – Con lo svilupparsi delle attività politiche e della loro estensione a tutti i mezzi di comunicazione si sono delineate delle vere e proprie tecniche di dibattito ormai sfociate perfino in forme degenerate ( è quasi diventato uno standard) , create da coloro che , a prescindere dalla verità , vogliono formalmente spuntarla ad ogni costo sull’avversario .

Forme di dibattito.

Vengono attualmente  praticate tre forme distinte di dibattito:

Dibattito libero

Dibattito con gestore

Dibattito con gestore-direttore

-Dibattito libero .

E’quello che avveniva e avviene normalmente in situazioni non organizzate in cui da ognuno dei contendenti vengono esposte le proprie tesi e gli interventi da seguito delle controrisposte altrui. L’ordine e la pacatezza di questi dibattiti è regolato soltanto dall’educazione dei partecipanti. Non c’ è nessun filo conduttore e spesso finiscono tranquillamente fuori dal campo in cui hanno avuto origine. Quando non finiscono addirittura in litigi.

-Dibattito con gestore.

Il gestore è una terza persona che coordina gli interventi. Con questo modo di discussione vengono stabiliti tempi e momenti di intervento per ognuno dei contendenti onde permettere l’esposizione delle rispettive tesi , nonchè le risposte. Rispetto alla modalità “Dibattito libero” presenta il grande vantaggio dell’ordine.

Però il grande svantaggio è dato dal fatto che chi difende la propria tesi può svicolare rispondendo in maniera equivoca e addirittura illogica, o non rispondendo affatto alle obbiezioni dell’avversario. E’ questo un modo che è quasi diventato norma presso I politici e lo si può agevolmente verificare seguendo , ad esempio in televisione, lo sviluppo dei dibattiti. Se fate mente locale vi accorgete che il dialogo tra I contendenti, ricalca pedissequamente lo stile della famosa conversazione tra Alice ed il Cappellaio Matto.

Sempre più spesso I politici  hanno argomenti appena appena difendibili o non ne hanno addirittura di nessun tipo, per cui l’unica difesa che rimane è l’accatastamento di parole ,spesso è quasi acquisito che per un politico la produzione di parole nell’unità di tempo è “ a cottimo”. Parole usate addirittura variandone il significato a proprio uso e consumo.

Tipico è l’uso parossistico della parola “fascista” o della parola “razzista” in un contesto dove fascismo e razzismo c’entrano come I cavoli a merenda. Oppure, di moda ora “populismo”. Un supplemento alla “tecnica della ”non risposta”  è  la tecnica del dare sulla voce dell’avversario, presa evidentemente dai mercati del bestiame paesani.

Una delle caratteristiche più defatiganti per chi ascolta è rappresentata da desiderio , da parte degli oratori, di “consumare il tempo “ a loro concesso parlando in modo da limare il più possibile il tempo altrui ed evitare possibili smentite. Senza documenti “in mano” , solo giocando sul fatto che l’avversario non dispone mai, neanche lui,  in quel momento, di documenti per contrastarlo.

Quindi , con sempre maggiore frequenza, l’ascoltatore rimane con l’amaro in bocca accorgendosi che la conclusione o le conclusioni lasciano il tempo che hanno trovato. E scopre, ahimè, che agli oratori è interessato soltanto aver presentato la propria immagine. Volete un esempio recentissimo ? Il dibattitto sulla detenzione casalinga di armi per legittima difesa.

Si può essere favorevoli o contrari, ma oggi non uno dei sostenitori del NO ha mai presentato uno straccio di documentazione a favore della propria tesi. Mentre la tesi dei sostenitori del SI si autodimostra: se si spara a chi tenta di rapinare in casa la rapina non la fa più! Che poi funga ANCHE da deterrente per le future rapine momentaneamente NON INTERESSA.

Dibattito con gestore-direttore

Nei di battiti tra persone serie, come ad esempio nei convegni scientifici , dove si vuole giungere a conclusioni positive senza che vi siano vinti o vincitori, il gestore direttore riveste un ruolo di ben maggiore importanza per cui, anzitutto,  deve essere scelto tra le persone di rilievo culturalmente parlando.

Questo coordinatore riassume  infatti ,a passo a passo, quanto si è in precedenza discusso , invita I contendenti a chiarire punti delle tesi e delle risposte, e, quando appaia con evidenza la “non risposta” o la risposta parziale, richiama sia pure bonariamente all’ordine ed alla concretezza. Con le caratteristiche dianzi riassunte e’ questo un tipo di discussione che i politici evitano come il demonio perchè viene tolta loro l’unica arma di cui dispongono : quella della valanga di parole.

Chiacchiere che, troppo spesso, rappresentano la loro unica base culturale. Perchè abbiamo scritto questo articolo ?

Non certo per voler fare una lezione di arte oratoria, ma semplicemente per evidenziare agli ascoltatori-elettori gli ignobili trucchi con cui i politici tentano di incantare ( e purtroppo ancora ci riescono)  a loro esclusivo interesse, i potenziali elettori.

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1 Comment

  1. L’arma a doppio taglio che le facce di tolla dei politici immaginano di by passare risiede nelle regole della comunicazione che per essere efficace e convincente debbono soddisfare 3 fattori decisivi : ethos , Logos , pathos .
    L’etica della faccia di tolla è manipolata già in origine , arriva carico di schizofrenia adattiva per l’occasione è solitamente il contest truccato ( intendo redazione , pubblico , scaletta , conduttore , super esperti , opinioni leaders ) che sono dei tutor persuasivi ad indorare le menzogne com verità rivelate , unitamente all’aggravante moraleggiante che trasversalmente induce nelle anime belle all’ascolto sensi di colpa e complessi più o meno coscienti .
    Logica e pathos sono determinanti se il contest non è truccato , se risulta almeno neutrale , per altro caso rarissimo nelle TV di regime e para regime , essendo ed avendo medesima logica , finalità ed interessi consimili ; è l’impianto stesso ad essere fasullo che vive e prospera colpendo sotto il punto di percezione , impunemente finto bonario , finto democratico , finta chiesa sconsacrata .La grande leva della menzogna programmata è Il perbenismo di chi si sente a posto , avulso dalle problematiche , con visione ottusa del solo suo particolare , costoro sono mentalmente gli utili idioti dei regimi e delle sottomissioni e risultano i più grande carnefici delle verità è delle libertà.
    Ma , c’è un ma che fa ben sperare , paradossalmente nei periodi come questi di crisi anche economica che morde interi ceti sociali , si accumuna una trasversalitá empatica di dolore che sensibilizza : scatta il realismo e tranciato il romanticismo , ed ” a sorpresa ” arrivano i miracoli , ed il popolo impara a leggere , a capire , e ti punisce .
    Più trattavano male Bossi in TV più la Lega cresceva , più ridicolizzavano TRUMP più grande la sorpresa , più imperava Renzi con prosopopea conoscitiva del mezzo più iniziava la discesa . È bene che il bene in TV perda la sfida virtual perché aumenta capicitá real di focalizzare il male per batterlo.

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