L’Arengo Veneto, sentirsi sempre Nazione altrimenti è finita

di ANNA ISEPPONarengo-onara

“A cosa serve trovarsi una volta al mese per lanciare proposte o discutere di quanto succede nel mondo indipendentista?” – “Le lo steso che andar al bar coi me amighi!” – “Mi sembra solo una perdita di tempo”…  Questo il tenore di alcuni commenti di fronte all’invito a partecipare all’iniziativa, avviata già da qualche mese, dell’Arengo Veneto.

Ma un’assemblea di cittadini, una conversazione permanente, può contribuire in modo significativo alla nascita di un nuovo Stato? Può, quello che attualmente è solo uno spazio di dibattito, diventare un tassello fondamentale nella realizzazione della nostra piena indipendenza?

Un anno fa (era il 18 settembre 2014) la Scozia ha votato per la propria indipendenza. Sappiamo tutti qual è stato il risultato: 55% no – 45% si [sapevi che gli scozzesi si stanno già preparando per un secondo referendum entro il 2025?]. Che cosa centra la Scozia adesso? Centra, perchè gli scozzesi, prima di esprimersi attraverso il voto, hanno avuto modo di “dire la loro” su come sarebbe stata la futura Scozia indipendente. E lo hanno fatto grazie alla Conversazione Nazionale. Un esercizio di consultazione pubblica durato 2 anni (dall’agosto 2007 al novembre 2009), dov’è stato chiesto il parere dei cittadini su varie questioni, attraverso molteplici incontri pubblici e sul web.

LIBRO BIANCO SCOZIAMolto interessante è stata anche l’iniziativa di un gruppo di attiviste, Women for Independence. Partendo dai dati oggettivi, che vedevano una minor partecipazione femminile alla vita politica e la tendenza al votare “no”, si sono date da fare organizzando dei piccoli incontri al femminile chiamati Listening for Independence²: gruppetti di donne che si incontravano, non per convincere altre donne, ma per ascoltarle, comprenderne i bisogni, i trend, le ragioni del no (o quelle del si), raccogliendo i dati e fornendo preziose informazioni utili per aumentare il consenso e realizzare un progetto “a misura di scozzesi”.

“Ma in Scozia ha vinto comunque il no!” Certo, purtroppo – lo viviamo quotidianamente anche noi Veneti – ricordiamoci che l’informazione è in mano a chi governa, e non ha interesse nel dividere lo Stato. Ciò non toglie che il consenso sulla questione indipendentista sia aumentato molto (l’SNP è in maggioranza assoluta nel parlamento scozzese!)…e che gli scozzesi abbiamo già in mano un progetto condiviso per il governo di una Scozia indipendente (cosa che attualmente manca nell’Indipendentismo Veneto, dove predomina il “ghe pensarèn dopo“). In caso di un secondo referendum scozzese ne vedremo delle belle!

(segue – http://vivereveneto.com/2015/08/05/arengo-veneto-e-conversazioni-nazionali/)

 

Appuntamento con il prossimo Arengo: Venerdì 28 agosto ore 20.30 – Parco Palude di Onara – via Asilo, Onara di Tombolo (PD)

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3 Commenti

  1. Toni says:

    Ancora co sta storia veneti ne sono rimasti pochi cioe la minoranza della popolazione. Hanno diviso il territorio veneto a quello attuale regione italiana(manca brescia bergamo friuli ecc. Anche loro sono veneti. anche loro) cancellando la nostra storia e cultura apposta per annientarci e ci sono pure riusciti alla grande. Per non parlare di 150anni di immigrazione italiana nelle terre venete colonizzandoci per bene fino a far vergognare i nostri figli a parlar veneto e parlare un dialetto toscano. La maggior parte si e italianizzata e si sentono italiani far la fila a pagar le tasse bandiere tricolori da per tutto onori alla patria con relativi monumenti e abbiamo pure quelli che a ogni occasione offrono il petto alla patria.
    E questi li chiamate veneti? Magari non e colpa loro ma sono conplici. Avete mai visto una catena umana come la catalogna qui? No quelli del 9 a protestare contro litalia con il tricolore in
    Mano e qualche bandiera della serenissima(che
    Ammiro). Siamo rimasti pochi a essere coscenti
    Della nostra vera storia e cosa ci ha fatto l’italia
    Altro che liberarci ci hanno portato alla rovina.
    Comunque vada siamo spacciati. W san marco per senpre altro che patria tricolorita.wsm

  2. caterina says:

    Mi sa che sia la giornalista Iseppon che il commentatore qui sopra erano altrove quando la primavera dell’anno scorso abbiamo votato in Veneto per decidere se volevamo o no l’indipendenza… Il risultato e’ stato strepitoso… ora non si fanno più arenghi come chiacchierate al bar, ma commissioni del parlamento Veneto si riuniscono per definire linee programmatiche concrete e inviterei i sopra nominati a presenziare alla prossima riunione del Parlamento Veneto per aggiornarsi sullo stato delle cose… insomma..informatevi e non snobbate quello che abbiamo gia’ fatto senza di voi!

  3. Giancarlo says:

    Il VENETO non è la SCOZIA.
    Da rimarcare comunque il fatto che in SCOZIA ci sono stati dei brogli che sono stati persino filmati su Facebook. In ogni modo esiste uno zoccolo duro di indipendentisti i quali ragionando con la propria testa e l’esperienza della propria vita hanno preso atto prima di tutti gli altri “dormienti” che così non si può andare avanti e che il 20 miliardi di surplus fiscale debba essere ormai destinato ai Veneti e non più allo stato centrale che li sperpera e li ruba in ogni maniera possibile.
    Esiste però una questione importante che dopo ca. 150 anni di Italia molti Veneti si sono italianizzati e dico anche diventando diversi e peggiori dei Veneti ancora con il senso della propria identità.
    Mi riferisco specialmente agli industriali i quali essendo dentro il sistema trovano comodo per i loro interessi perseverare nel sostenere i vari governi che si succedono a roma. Votati o non votati per loro fa tutto un brodo di convenienza. Ma, dietro l’angolo ci sono molte incognite ed i problemi italioti sono lungi dall’essere minimamente risolti.
    Per sostenere e rendere viva la partecipazione, chiunque si sia dato da fare negli ultimi tempi….vedi PLEBISCITO.EU, MOROSIN e pochi altri…..oltre a continuare a portare avanti i propri programmi, dovrebbero fermarsi e riflettere. Infatti alla gente Veneta…molto concreta, interessa prima di tutto cosa farebbero gli indipendentisti quando di dovesse raggiungere l’indipendenza. Un programma unificato e condiviso è la strada per convincere tutti i Veneti che la via dell’indipendenza è orami improcrastinabile. Infatti solo dimostrando chiaramente quali differenze ci potrebbero essere tra oggi ed il domani indipendente potranno convincere anche i più scettici.
    L’italia, oggi sostenuta da Draghi e volenti e nolenti anche da altri in Europa di cui non cito i nomi, si troverà tra qualche tempo ad un bivio ” greco” . Continuare a puntellare la casa o farla crollare per poi ricostruirla nuova e “sana. Noi Veneti dobbiamo uscirne prima che ciò accada, pena lascrime, sangue e manco a dirlo stridor di denti !!
    WSM

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