L’Aquila riconsegna il “tricolore”. Perchè non anche da noi?

di ETTORE BEGGIATO

“Lo stato ha abbandonato L’Aquila al suo destino” così il sindaco Massimo Cialente, a capo dal maggio del 2012 di una maggioranza di centro sinistra ha deciso una protesta clamorosa: ha riconsegnato al presidente della repubblica italiana Giorgio Napolitano la fascia tricolore che ha fatto pervenire al palazzo del Quirinale tramite un messo comunale e ha poi deciso di togliere il tricolore da ogni sede comunale per protesta contro il menefreghismo del governo italiano che a quattro anni dal terremoto dell’aprile del 2009 che ha provocato oltre trecento morti, 1.500 feriti e oltre 10 miliardi di euro di danni stimati, continua a non mantenere gli impegni.

Domanda: ma se lo fa il sindaco dell’Aquila, lo può fare anche qualche sindaco dei nostri comuni, o no ?

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16 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Sottoscrivo quel che sostiene Borderline Keroro.
    Un terremoto è un affare d’oro che è improbabile si ripeta nello stesso mandato elettorale.
    Berlusconi di case ne ha fatte costruire, antisismiche e con tutti gli arredi.
    A L’Aquila non ha potuto fare un gran chè per via delle scosse ripetute e perché la giunta non predisponeva un piano di costruzioni.
    I marpioni avrebbero voluto quattrini a pioggia come in Irpinia e che sul posto nessuno mettesse il naso.
    Il meschino si offende, … e che l’ vada a dar via i ciapp.

  2. fabio ghidotti says:

    la protesta del sindaco aquilano è motivata dalla tragicità della situazione.
    Se in Padania esistessero sindaci leghisti (per Lega intendo quella delle origini…) basterebbero gesti meno eclatanti. Per esempio rifiutarsi sempre di indossarla, quella (s)fascia trcoloruta. Mi risulta che il sindaco leghista di Calolziocorte, Arrigoni, vada sempre alle manifestazioni ufficiali con una fascia dei colori comunali, e non gli sia successo nulla. Non credo sia perchè lo stemma di Calolziocorte è giallo-rosso…

  3. Borderline Keroro says:

    Cialente è quello che da subito s’è lamentato per essere stato abbandonato dallo Stato. Il che non è vero. Semplicemente Berlusconi ha evitato, a suo tempo, di far gestire a lui e ai suoi accoliti il pecunio.
    Questo è l’unico motivo per cui i cialtroni si lamentano, i soldi.
    Della gente se ne fregano.
    Basta vedere come hanno gestito i danni da alluvione a Genova e quelli da terremoto in Emilia.

    • giulio manganato says:

      Può anche essere vero, ma il problema è proprio qui. Basta soldi da Roma e basta soldi amministrati a Roma! Le ricostruzioni vanno fatte come in Friuli dopo il terremoto del 1976: infischiandosene dell’intervento interessato di burocrati e parassiti.

    • Simone Tretti says:

      Sino ad ora, le ricostruzioni dell’Aquila son al 2% .. o poco più.

      Quanti miliardi son andati dispersi? E tutti i milioni di euro dei messaggini sms? eh, le banche che fan da tramite..

  4. MIGOTTO SANDRO says:

    Oltre a ripudiare il tricolore, Sig. Beggiato gia’ Consigliere Regionale Veneto nonche’ assessore, eletto per vari Partiti federalisti / indipendentisti, visto che ti fa schifo la bandiera, perche’ non riconsegni anche i danari che hai percepito da quelle cariche italiane – che non hanno portato alcun miglioramento alla vita di un sol veneto, se non la tua…. – , o non ti fanno schifo i schei italiani ?(pecunia non olet…).

    Diffido dei professionisti dell’indipendenza…

    • Tuder says:

      Sono soldi dei veneti, non degli italiani

      • MIGOTTO SANDRO says:

        allora che li torni alle tasche dei veneti, visto che i politici degli ultimi 30 anni non hanno dato, anzi hanno solo rubato ai veneti, sia che arrivino da dentro o da fuori del Veneto !!!!!!!!

  5. lory says:

    in questo stato di m…a non si può criticare il tricolore senza cadere nel reato di vilipendio, pensare che è residuo napoleonico.

  6. Franco says:

    E’ vero che rimane un gesto folkloristico, ma sott’intende un concetto, forse non voluto, che le istituzioni vanno combattute con le istituzioni. Se Io ,singolo cittadino, protesto, non conto niente. Un sindaco che rappresenta decine di migliaia se non centinaia di migliaia di persone, la sua azione ha un’altra valenza. Così se da noi ,in Padania, i Governatori avessero la volontà (e mi limito), potrebbero scendere in campo contro la dittatura italiota e la loro protesta rappresenterebbe quella di 30 milioni di cittadini.

  7. Dan says:

    Ma francamente a cosa serve ?
    Il sindaco doveva rendere indipendente formalmente e di fatto il territorio del comune dallo stato italiano.

    • caterina says:

      serve! serve!… molto più che rimandare indietro il suo stipendio come qualcuno qui sopra suggerisce all’autore!
      è un atto simbolico di grande valenza che molti altri sindaci avrebbero potuto fare, invece che lamentarsi e alla fine non fare niente.. ma tant’è, andrà a finire che destituiranno il sindaco per indegnità o incapacità e ne faranno un altro più supino e più ammanicato a cui affidare la gestione dei fondi…perchè quelli è certo che ci sono! chissà dove, ma ci sono…

      • Simone Tretti says:

        Ma si.. esiston i comuni commissariati..
        Sarà così con qualche exploit dei media su indagini eccettera eccettera..

      • Dan says:

        Una città ridotta in macerie non ha bisogno di atti simbolici ma di atti concreti, di vere soluzioni non di piazzate da circo.

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