L’Ansa, Vallanzasca e due qualunque agenti uccisi. La vedova? E’ “di uno dei due”. Dei due militi ignoti!

vallanzasca

di STEFANIA PIAZZO – Difficilmente mischio il privato col lavoro, anzi, mai. Tuttavia i commenti di Gabriella Vitali su facebook, vedova di Luigi d’Andrea, collega di mio padre e in quegli anni anche amico di casa, mi ha colpita e mi obbliga a non tacere. La signora del compianto allora brigadiere della Polizia Stradale, che cosa lamenta? La genericità del titolo. Per cominciare. “Vallanzasca: ricordati due agenti uccisi”. Il collega si è davvero sprecato, ha buttato giù 40 battute di titolo rispondendo alla fredda conta: personaggio, notizia, notizia da pallottoliere: due. Due agenti, genericamente crepati. Due su tanti. Come dire: “Sanremo, ha vinto una canzone”. Sì, una delle tante. Oppure: “Quirinale, è crepato un presidente”. E ci metti nel primo caso la foto della De Filippi e Conti, e nel secondo caso ci infili l’immagine del referendum monarchia repubblica, così rinfreschi la memoria su chi è causa della Repubblica. Mi venga un colpo se non è coerente.

Nella foto, da sinistra D’Andrea e Barborini.dandre-barborini

La sublimazione titolistica si consuma con l’indeterminatezza del lutto. Vuoi vedere che se c’è un morto, c’è anche una vedova? E infatti “C’è Gabriella Vitali, la vedova di uno dei due”. Beh, qui si tira a sorte. O del primo o del secondo, immaginando che “due” non sia nome proprio di persona, né cognome. Poi c’è la foto. I due agenti? No, dei loro nomi il titolo se ne sbatte le palle altamente. Nome di Vallanzasca, e foto di Vallanzasca. Un signore, il signore del male. Fa notizia lui, non i due sfigati, chi vuoi che se li ricordi? Era il 1977, anni luce fa anche per chi ha evidentemente scritto il titolo e passato la foto. Metti in pagina la roba più grossa, in termini di immediata comprensione del lettore passeggero e scarno di storia dell’Italia. I due militi ignoti continuano così il loro percorso dall’inizio alla fine, con una mitragliata di giornalismo che si dichiara corretto, preciso, sulla notizia. I loro nomi non ci stavano nelle 40 battute. Sicuri?

Ricordati D’Andrea e Barborini, agenti uccisi da Vallanzasca. Sono 59 battute. Problemi? Non ci stavano? Massì che ci stavano.

Contate con noi le battute di questo pregnante titolo: ansa5

Sono 60 lettere. Ma cavolo, vuoi mettere il web rispetto a due morti?

Ma ci sono altri esempi, se si pensa che magari il titolo lungo possa girare male e lasciare appesa sulla prima riga qualche parola pendula. Ecco altri esempi di titolo appeso nel vuoto!ansa2

Sono 57 battute. Ma vuoi mettere? E’ la spazzatura. Meglio di D’Andrea e Barborini. I loro nomi non ci stavano, la differenziata sì, sta tutta qui la differenza.

Non è finita.  Che ne dite delle…. rane??!! E’ evidente che due righe di titolo si possono fare per gli anfibi, anche se moncano la rana dalla bocca larga. Anche in questo caso, prima riga di titolo appesa nel nulla, si va a capo con le rane.ansa4

Infine… ansa3

Fanno 62 battute, e il soggetto è più vecchio sia di D’Andrea e Barborini, però il suo titolo se lo merita tutto. E’ di un collagene.

Ci fermiamo qui. Noi preferiamo pubblicare le foto dei due agenti della Stradale. Ma anche quella cruda che la cronaca impone a chi la memoria corta. Io quella domenica del 6 febbraio 1977 non la dimenticherò mai. La notizia fu appresa alla radio, mentre pranzavamo. Un tempo si usava ascoltare il giornale radio perché era più completo del telegiornale. D’Andrea, aveva chiesto il trasferimento per tornare a Crema, non arrivò in tempo. Era il signore giovane che io ricordo appassionato di elettrotecnica, capace di salire sui tetti e mettere le antenne per vedere la Svizzera e Capodistria. Poi si pranzava insieme. Era l’amico e collega a cui papà era affezionato. Fu il primo incontro che ebbi con l’ingiustizia e la violenza, con la crudezza dei colori dell’inferno, del non senso, della vita decapitata. Vallanzasca riempie ancora le cronache, per lui libri e fiction, e una band musicale. Da mitragliarsi il cervello. Poi leggi che ci sono due militi ignoti uccisi dal celebre criminale. E che alla cerimonia c’è anche, sottolineare l’anche, come comparsa, della vedova di uno dei due indefiniti eroi freddati mentre guardavano in faccia il loro assassino.

Sbatti il mostro di titolo in prima pagina!

dandrea

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    Davvero triste. Concordo Stefania.

    Cosi’ scopriamo (non da adesso) che non si sa scrivere in italiano (oggi sembra piu’ inglese che mai) ed io sono il meno indicato a dirlo, ma leggendo per esempio un testo di una legge qualsiasi si trovano degli strafalcioni… ma pazienza le regole dello scrivere, ma il senso che e’ quello che conta va direttamente nell’ignoranza come in questo caso sollevato dalla Stefania.
    Tante volte lo noto anch’io, analfabeta, immaginiamo chi fa il mestiere.
    Tuttavia, i poliziotti NN, si vede che dovevano essere sacrificabili per cui e’ giusto che siano NN: per dimenticarli. Come per dire che lo stato non ha colpe.

    Poi vanno a commemorare appunto gli NN morti nelle guerre inutili. Che scene da conati…

    E’ uno stato di NN per caso..?

    Si ricordano e citano i nomi e i cognomi dei protagonisti, nel bene e nel male ma sempre eroi e sapienti, se si tratta dei romani: predatori e guerrafondai. “eh, pe magna’…”

    Nome e cognome e tutta la loro storia.

    Poliziotti, operai, imprenditori magari suicidi, niet… sono morti e basta.

    Un vizio pure televisivo. OMETTONO IL NOME E COGNOME spesso e o lo espongono per un mezzo secondo… dovremmo andare a chi l’ha visto per sapere il nome e cognome dell’intervistato.
    Se proprio proprio fanno uno sforzo mettono i caratteri sopra le immagini che ovviamente confondono i caratteri per cui non si legge un tubo. O usano i caratteri grandi come le avvertenze nei medicinali. Eheee… questi sono intellighenti, altro che gli analfabeti.
    Cosi’ vale, la regola, anche nei segnali stradali.
    Per non parlare del vizio taliano di far parlare tutti assieme che cosi’ non si capisce un bel kax.
    Si vede che questa categoria funziona col seminare confu e disinformazione. O forse IGNORANZA..?
    Ovvio che i piu’ seri sono penalizzati dal comportamento ignonte di certi loro colleghi.
    Per questo ci sarebbe l’ASSO o l’ORDINE DEI GIORNALISTI per gridare dalle finestre che il tutto fa schifo.

    Spero che serva, ne dubito conoscendo i taliani o meglio talibani, e mi scappa la solita frase che starnazza il solito Ad kul nostrum:
    non serve a nulla.
    Potete manifestare, fare i gredini e duddo guando che noi facciamo quello che dobbiamo fare… grazie e buon giorno.
    STATO NATO MALISSIMO E TENUTO IN PIEDI DA MALATI di idiologie che li tengono solo prepotenti perche’ impuniti: ultima votazione docet… forse.
    Per non parlare di certe corti o cortine (di ferro).

    Auguri
    ——-

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