L’anima del Nord è federalista. Non mediterranea

di GIULIO ARRIGHINI

Tuonò la stampa. Mezzo milione di euro in premi per 27 dirigenti amministrativi del Pirellone. La notizia campeggiò tempo fa in Lombardia su un quotidiano nazionale. In media, 20mila euro di bonus a testa. Quasi lo stipendio di un operaio in un anno. Di questi tempi era proprio il caso… Il Carroccio sarà anche la terza seconda o quarta forza dell’Italia, ma appunto perché dell’Italia e non più egemone al Nord, qualcosa è cambiato?

 

Il principio del federalismo e dell’autonomismo è sempre stato barattato con i ministeri, è sempre stato oggetto di alleanze scambiste. Con nessun risultato. Una devolution morta e sepolta, un federalismo fiscale da andarsi a nascondere… Per non parlare delle semplificazioni. Cose da vergognarsi e non basta. Nella patria del leghismo doc, quello che doveva anche di recente portare ad una riscossa del Nord (Prima di tutto… gli aumenti ai vertici, mezzo milione di euro per i superdirigenti del Pirellone, scriveva in Repubblica… complimenti a chi viene prima anche dei travet), i risultati sono stati uno smacco.

Ma per fortuna esiste ancora l’anima federalista che sui territori del Nord persiste e non demorde. Dove risiede oggi l’anima critica antisistema,  dopo la disillusione di 25 anni di tatticismi.

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One Comment

  1. caterina says:

    nella roccaforte regionale veneta è lo stesso… tutti amici delle banche prima che fallissero, così sono potute fallire più facilmente… ma sappiamo che i soldi non si mangiano, perciò da qualche parte sono andati….poveri veneti cornuti e mazziati…
    Per fortuna abbiamo chi ha visto lontano… indipendenza! con plebiscito.eu li manderemo tutti a quel paese…

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