Landini, la sinistra contro il roditore fiorentino

di MARCELLO RICCIlandini

Evviva! E’ nata la Coalizione Sociale per opera di Landini, ma si badi bene non per sua volontà, ma rispondere al Roditore Fiorentino che l’ha accusato di essere assente dalla politica.
Chi pensa che i sindacati sino stati distinti e distanti dalla politica?
Non è questo ciò che interessa rilevare, ma il primato che l’Italia ha nel generare partiti politici. In ogni paese democraticamente evoluto i partiti sono due o tre. Quanti in Italia?
Difficile dirlo, ma sono nel ricordo di tutti, schede elettorali grandissime e con tanti simboli da richiedere un manuale interpretativo. Perché tanti partiti? Cosa propongono? Veramente hanno idee e programmi tanto difformi? La destra ha diverse sfumature tuttavia numericamente contenute, ma passando per il centro e volgendo a sinistra le formazioni si moltiplicano.

Il centro è affollato

Il centro è affollato, si parla di “moderati” centristi che guardano a sinistra, altri che sbirciano la destra, a ben vedere dicono la stessa roba con toni e sfumature minimali, A sinistra la situazione è veramente confusa, variegata, intrecciata, contorta. Una volta c’erano MSI, DC, PSI, PCI. Bei tempi ogni movimentto politico faceva riferimento a idee e programmi distinti e definiti, La destra è poco mutata ma centro e sinistra in particolare si sono parcellarizzate e continuano a dividersi contribuendo a favorire il partito unico in costante crescita, quello dell’astensionismo.

Il matrimonio combinato e imposto come indissolubile dell’unità d’Italia ha prodotto la nascita di movimenti indipendentisti di cui il più importante è la Lega Nord che fino ad un certo punto ha unito e interpretato il prioritario obbiettivo di libertà dei popoli padani superando i vecchi schemi di destra e sinistra per guardare con pragmatismo alla soluzione dei problemi sociali, culturali e economici divenuti pressanti.

Il sogno di Miglio, di Bossi di unire intorno al concetto di appartenenza i popoli Padani aveva imboccato la strada maestra del superamento delle artificiose differenze, quando non molto lontano dal traguardo, abili guastatori infiltrati ne bloccarono la marcia. Alcuni dicono che le piante che crescono in fretta non hanno solide radici; il movimento crebbe velocemente perché la voglia di libertà era maturata ogni giorno nei centocinquanta e passa, anni maledetti, quindi le radici sono forti. Anche qui, abili quinte colonne , fermarono il progetto.

La strategia che si era ritenuta vincente è fallita

Oggi non è possibile riutilizzarla e riproporla nello stesso modo. Salvini ha il non facile compito di reimpostarla, tenendo conto che determinate forze economiche nazionali e transnazionali sono pronte a creare nell’interno i presupposti per l’autodistruzione. Il caso Tosi è in questa ottica, così come lo è Alfano per Forza Italia, Vendola e lo stesso Renzi per il Pd e oggi anche Landini può essere interpretato nello stesso modo. Il parlamento è eletto dal 20% degli italiani (quelli che votano), i governi non sono più eletti dai parlamentari, ma nominati dal despota di turno come Re Giorgio. Partiti e partitini esistono solo per simulare una democrazia che non c’è.
Tutto questo permesso e garantito da una Costituzione che toglie al popolo il diritto di esprimersi e garantisce a una ristretta casta privilegi di tipo medievale. Tre partiti garantiscono la democrazia , trenta la strangolano. Certamente è un progetto di dominio coloniale da cui i potentati economici transnazionali traggono profitto. In quanto detto ci può essere la lettera dell’Italia del miracolo economico di ieri e dell’Italia della recessione di Oggi? Le disgrazie di questo popolo sono la fortuna di altri.

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