Lampedusa, tasse sospese per “calamità immigrazione”. Adesso lo Stato chiede tutti gli arretrati

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“Quello dell’Agenzia delle Entrate e’ un ragionamento da strozzini. E’ strozzinaggio puro”. E’ duro l’attacco del sindaco di LAMPEDUSA, Toto’ Martello, intervistato dall’ITALPRESS, all’indomani della comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che ha decretato la fine della moratoria fiscale per l’Isola. Era il 2011 quando il governo Berlusconi decideva di sospendere le tasse agli abitanti di LAMPEDUSA, isola al centro dell’emergenza immigrazione. Da allora si e’ andati avanti ogni anno con la proroga del provvedimento. Ora si torna alla normalita’ come prescrive la legge: privati e imprese residenti, dal 2018, dovranno tornare a pagare le imposte, riconoscendo anche i sette anni pregressi. “Il Governo puo’ ancora prorogare la moratoria fiscale e, alla ripresa dei lavori parlamentari, esaminare la nostra proposta di uno sgravio sulle imposte dovute”, dice il primo cittadino, che aggiunge: “Proprio ora che il turismo e’ in ripresa non si tiene conto dei sacrifici dei lampedusani per l’accoglienza e i salvataggi dei migranti”. “E’ vero che non posso chiudere il Centro di accoglienza ma siamo pronti a portare tutti i lampedusani davanti alla struttura. In questo caso, non credo che il Centro potrebbe restare aperto”, sottolinea Martello, rispondendo all’ex primo cittadino Giusy Nicolini che, al Corriere della sera, ha dichiarato che “il centro non si puo’ chiudere perche’ e’ un’area demamiale e non di pertinenza comunale”.

“Un mese dopo le elezioni amministrative, prima, dunque, che arrivasse la comunicazione delle Agenzie delle Entrate, ho incontrato il sottosegretario all’Economia Enrico Morando che si era impegnato a risolvere il problema – aggiunge il sindaco di LAMPEDUSA -. Gli ho chiesto tre cose: la rateizzazione dei debiti pregressi, senza applicazione di sanzioni, mediante il pagamento in 120 rate mensili a partire da gennaio 2018 quando sarebbe scaduta la proroga della moratoria; in secondo luogo, che le tasse dovute fossero ridotte del 60 per cento, e infine per coloro che avevano pagato gia’ i tributi ho chiesto il 40 per cento di ricompensa sui versamenti gia’ effettuati. Morando mi ha risposto che era possibile rateizzare le tasse arretrate ma che la riduzione delle imposte era impraticabile perche’ in contrasto con le norme europee”. Secondo Tonino Moscatt, deputato del Pd, originario di Favara, “alla ripresa dei lavori parlamentari, potremmo inserire la proroga della moratoria fiscale nella prima norma di settore che sara’ in discussione alla Camera”. “In seguito – spiega all’ITALPRESS – si potrebbe fare un norma per la rateizzazione dei tributi non pagati, senza more e interessi legali e la riduzione del 20 o 30 per cento delle tasse che l’Agenzia delle Entrate chiede indietro”. “Conosco bene la vicenda – aggiunge il deputato -. Dal 2011 ogni anno veniva prorogato lo speciale regime fiscale dello stop dei tributi anche grazie alla presentazione di un mio emendamento che, presentato alla commissione Bilancio e Affari costituzionali, veniva ripreso puntualmente dal governo”.

“Quello che e’ successo – continua – non e’ un provvedimento contro LAMPEDUSA, perche’ la stessa cosa potrebbe succedere a l’Aquila e in tutte quelle zone esonerate dal pagamento dei tributi in seguito a gravi calamita’. In Italia non c’e’ una norma che stabilisce come i beneficiari devono pagare le tasse dopo la fine della sospensione, con il risultato che, per un semplice tecnicismo, l’Agenzia delle Entrate chiede di pagare le tasse”. Il paradosso, secondo Moscatt, e’ che “in questi casi viene applicata la penale come quella chiesta a coloro che evadono le tasse”. Nella vicenda interviene anche Giuseppe Marinello, senatore agrigentino di Alternativa popolare: “E’ una situazione incresciosa. Bisogna trovare una soluzione che impedisca di massacrare i lampedusani dal punto di vista economico”.

 

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2 Comments

  1. Alessandro Guaschino says:

    Sinceramente la calamità invasione clandestini (non sono immigrati) la ha subita tutta l’Italia, Padania occupata compresa, non solo Lampedusa. Avete idea del danno d’immagine nelle località turistiche, la concorrenza sleale con prodotti contraffatti, l’aumento del crimine, i costi (4 miliardi per mantenere i clandestini, soldi che potevano essere usati meglio ed in altro modo), quindi o si esenta tutta l’Italia dalle tasse oppure nessuno…poi parliamo delle calamità “governi non eletti e non votati” , i danni provocati da Monti e Renzi chi li paga?

    • Vaudano says:

      L’invasione dei migranti è stata caldeggiata e agevolata per fini, principalmente, antisecessionisti.
      Lo scopo era di aizzare l’odio contro i “negri” per farci sentire “tutti italiani”.
      Oneto fu, anche sotto tale profilo, Cassandraa.

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