Lamagni (Unione Padana) candidato sindaco con “Rinascita Castellana”

di  FRANCESCO ROMANI*

Sul suo profilo Facebook campeggia  a tutta pagina la foto di Braveheart, il “cuore impavido” impersonato da Mel Gibson che per anni è stato icona dei leghisti duri e puri. Lui, Roberto Lamagni, espulso dal Carroccio nel 2009, ed oggi tra i fondatori nazionali di Unione Padana, non teme di rivelare il suo pensiero quando gli si fa notare che a Castel Goffredo (Mn), alle elezioni comunali del 26 e 27 maggio, non ci sarà il simbolo della Lega: «Quello no – dice – ma io sono stato e rimango un leghista, quello di sempre. Dei valori semplici e forti del movimento nel quale ho creduto. Io non sono cambiato, la Lega purtroppo sì».

Un passo indietro. Lamagni, 55 anni ben portati, sposato, con una figlia e già nonno, la politica ce l’ha nel sangue. Istintivo ed estroverso, già nel 1999, militante della Lega alle prime armi si è guadagnato la simpatia dell’allora candidato sindaco Mario Beruffi che lo indicò subito come suo vice. Un ruolo che ricoprì anche nel seguente mandato: numero due del sindaco Annamaria Cremonesi e poi ancora nel 2008 con Mauro Falchetti. «Perché sempre vice? – spiega – Perché tutti mi vogliono in lista per i voti che porto. Ma poi non mi danno in mano la macchina amministrativa perché non sono malleabile. Non mi piego ai poteri forti che comandano a Castel Goffredo. E la gente lo sa. Per questo mi vota».

Che porti consensi, è certo. Lamagni ha quasi sempre raccolto il record di preferenze sia nelle amministrative, che alle Provinciali. Come nel 2006 quando risultò il più votato della Lega in Provincia. Allora perché silurarlo? «Sono stato estromesso dalla giunta Falchetti perché mi sono messo di traverso sulla piscina – spiega – . Allora, era il 2008, dicevo che la crisi economica stava arrivando e non si poteva impegnare una cifra simile del bilancio. Purtroppo ho avuto ragione: la piscina è un’ottima struttura, ma i tempi sono sbagliati».

Ormai all’opposizione, Lamagni ha convintamente appoggiato la battaglia contro la centrale a biomasse di Selvole. «Quando ero assessore all’ecologia – ricorda – sono stato premiato per 4 anni da Legambiente». Quali i punti forti del programma? «I temi sono tanti, a partire dalla cultura, nella quale credo profondamente. Ma il mio impegno sarà assoluto sul fronte del lavoro, la vera emergenza e la sicurezza dei cittadini. Con una garanzia: fare quello che la gente chiede con il massimo della trasparenza. E per dar spazio alle proposte, ogni anno farò due consigli comunali aperti ai cittadini. E se sarò eletto, farò il sindaco a tempo pieno, assumendomi la responsabilità delle attività produttive».

Lista civica, dunque, non politica. «La formazione è trasversale – conclude rivelando –. Io avevo lanciato un appello alla riunificazione del centrodestra. Mi ero proposto come garante di questa coalizione, ma sono prevalsi altri interessi. Per questo ho deciso di scendere ancora in campo: per mettere a disposizione la mia esperienza»

*Tratto da “La Gazzetta di Mantova”

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment