L’altra faccia dell’affaire Regeni. Quando morì Quattrocchi dissero: fascista mercenario…

egittoscontridi GIANLUIGI LOMBARDI CERRI –  L’affaire REGENI Premessa indispensabile di rito. Sono profondamente addolorato per la morte di Giulio Regeni e indignato per le torture cui è stato sottoposto. Però dolore e indignazione li manifesto a casa mia evitando di andare in Egitto a fare l’eroe.

In un non proprio recente passato , sono stato ufficialmente invitato in Germania orientale  ed essendo in possesso di alcuni segreti militari l’Ambasciata italiana mi ha dato precise istruzioni perché non mi lasciassi mai tentare dall’uscire dal circuito ufficiale rimanendo sempre in costante contatto con l’Ambasciata stessa. Consigli che sono stati riassunti così : “Non vada a fare l’eroe perché se si fa beccare stia tranquillo che la fanno parlare!” E questo nel paradiso della democrazia e dei diritti umani che erano i territori dell’URSS e dei  suoi satelliti.

Vediamo ora di analizzare la situazione Regeni. Anzi esaminiamo prima la situazione Egitto. L’Egitto è reduce da una autentica rivoluzione (peraltro ancora in fieri) che ha portato un militare, Al Sisi, al potere. Potere dittatoriale, abbastanza spietato con i nemici per combattere i quali se ne infischiano altamente dei diritti umani e della democrazia.

Ergo: meglio non andare a casa loro a ficcare il naso nei loro affari.

Il buon Giulio stando al caldo in una delle patrie della democrazia voleva giustamente beccarsi il PHD a Cambridge sui sindacati  e sui problemi connessi. Ottima idea! Avendo a disposizione la possibilità di consultare senza rischi la situazione sindacale in decine di paesi democratici. E che ti fa il buon Giulio, diventato “Giulio nazionale” poiché lui era di sinistra   e in Italia comandano i sinistri, si fa venire in mente di andare a rompere le balle al gorilla nella tana del gorilla stesso.

Mica gli è venuto in mente di andare a fare lo stesso lavoro a Cuba, dove i sindacati, la democrazia e ammennicoli  vari   non    sono   in cima ai pensieri di Fidel né di Raoul Castro.

Molto probabilmente gli sarebbe toccato un trattamento simile a quello ricevuto in Egitto, sia pure con la benedizione ( per Fidel) del Santo Padre. Però Fidel è un comunista e non un fascista come Al Sisi e quindi tutti zitti.

E adesso arriva un secondo punto.

Nell’anno   2004  quattro guardie del corpo private sono state catturate in Iraq da islamici che oggi chiamano banditi, mentre allora il PCI li appoggiava in quanto ”nemici degli amerikani”. Uno  dei quattro (Fabrizio Quattrocchi) avendo compreso  di trovarsi all’ultimo round ha pronunciato una frase: “vi faccio vedere come muore un italiano!”. Sono rimasto molto commosso da questo comportamento degno di un UOMO, anche se per me le parole Italia e italiano hanno un significato abbastanza stridente.

Trattamento postumo di Quattrocchi da parte dei media italiani : “fascista, mercenario, servo degli amerikani”.

Trattamento postumo di Regeni : “ ricercatore, ragazzo pacifico, ucciso non si sa perché”.

In odore di santità, insomma. Terzo punto.

In nome degli affari si è tentato, e si tenta ancora se non fosse per l’indignazione popolare continuamente crescente, di buttare a mare La Torre e Girone.

In nome del “serafico Regeni” si è disposti a buttare a mare gli affari (ENI in particolare) e la politica internazionale pur essendo Al Sisi una indispensabile quanto valida barriera tra l’Italia e lo Stato Islamico?

Addirittura il Brenno 2016 (Renzi) ha minacciato di intervenire militarmente. Sapeste che paura per il mondo intero! Perchè quando Renzi sguaina la spada, non ce n’è più per nessuno.

Ultimo punto.

A detta degli investigatori  e dei giornalisti italiani, Regeni si era recato in Egitto a puro scopo di studio. Per fare ricerche! De che? Invece è stato preso, torturato ed ammazzato. In regimi tipo quello vigente in Egitto, non si tortura a titolo sportivo. Torturare e cercare di estorcere segreti è un duro impegno per chi opera. Se uno dà semplicemente fastidio a chi governa lo si sopprime, punto e basta. Senza tante preoccupazioni.

L’NKVD i rompi…. non li torturava, li ammazzava con un colpo di pistola dietro alla nuca e basta. Così ha fatto, a puro titolo di esempio con i 20.000 ufficiali del distrutto esercito polacco, ammazzati a Katyn. L’NKVD torturava quando voleva ricavare notizie ritenute importanti. I Giannizzeri di Al Sisi sapevano che Regeni “sapeva” e quindi volevano cavargli qualche nome dei rivoluzionari sindacal-islamici? Se Regeni ha “parlato”, lo si scoprirà quanto prima dalle successive retate.

 

 

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3 Commenti

  1. gl lombardi-cerri says:

    Voglio far notare un piccolissimo dettaglio : l’ultrasinistra italiana appoggia più o meno attivamente la controrivoluzione in un paese straniero e inventa tutte le balle per defilarsi.
    Gay, Egitto e quant’altri per tentare di distogliere l’attenzione sui gravissimi e irresoluti problemi dell’Italia !

  2. Fil de fer says:

    Penso anche alle due ragazze , volontarie senza alcuna copertura, quindi stupide ed ignoranti che pensavano di andare a fare una passeggiata…e altri ancora che pensano di salvare il mondo da soli.
    Le istituzioni italiote, come sempre d’altronde, hanno la politica dei due pesi e due misure a seconda di chi hanno difronte da salvare. Guardate i due Marò che fine sanno facendo……….Quattrocchi …..ma se per caso il tizio o le tizie sono di una certa area di pensiero, allora ci si attiva all’inverosimile sborsando milioni di euro se necessario……….che pena questa italietta.

  3. Renzo says:

    Articolo perfetto … purtroppo anche per i morti … soprattutto quelli … stupidi !

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