Lagarde & Obama distruggeranno l’economia mondiale

di MAURO MENEGHINI

Christine Lagarde è un avvocato francese arrivata ai vertici della Baker & McKenzie. Barack Obama s’è pronunciato a suo favore quando doveva essere scelto il nuovo presidente del FMI sostenendo che sarebbe stata la miglior scelta per la carica che doveva subentrare a Domenique Stauss-Kahn e che una donna francese sarebbe stata la figura migliore.

Stauss-Kahn dovette dimettersi dopo che venne accusato di stupro nei confronti di una cameriera a New York. Come poi si poté accertare le accuse della cameriera si mostrarono infondate e il fatto è ancora circondato da una fitta nebbia. Certo è che Strauss-Kahn cercò più volte di verificare fisicamente le riserve auree della FED e minacciò di denunciare pubblicamente gravi casi di corruzione che vennero a galla nel corso del suo incarico. Un’accusa di violenza sessuale era perfetta per sostituirlo con Lagarde. La cosa non soleva qualche dubbio? La Lagarde, detta papale papale, è una socialista francese. In un’intervista rilasciata al giornale inglese The Guardian la Lagarde ecco cosa rispondeva nel magio 2012 in merito alla crisi greca. Le sue risposte ci fanno capire a fondo quali siano le sue idee, quali profonde convinzioni governino le élite francesi, cosa ne pensino dell’umanità, cosa pensano riguardo a chi ha soldi e perché Obama s’è pronunciato a suo favore.

Lagarde: “Sa cosa le dico? Per quanto riguarda Atene e tutta quella gente che per tutto il tempo ha cercato di non pagare le tasse, tutte quelle persone che hanno cercato d’evadere…”. The Guardian: “Senza contare tutti quelli che sono convinti di poter non lavorare e di poter vivere a spalle del settore pubblico?”. Lagarde: “Anch’io la penso esattamente così, che debbano solidarmente aiutarsi.” The Guardian: “Come?” Lagarde: “Nel momento in cui tutti pagano le tasse”.  The Guardian: “La cosa suona un po’ come se volesse mandare ai greci ed ad altri europei il messaggio: la cosa è stata bella ma ora è venuto il momento di pagare”. Lagarde: “Esatto, proprio questo è quello che intendo fare e senza se e senza ma è un sì chiaro e forte”. E Obama la pensa esattamente nella stessa maniera ed ha la stessa impostazione di pensiero: chiunque provi anche minimamente a nascondere dei soldi o dei capitali è un delinquente, un criminale.

Noi eravamo già stati messi in guardi dell’intenzione di Obama di tornare all’era pre-Reagan quando la tassazione arrivava al 70%. E grazie alle nuove tecnologie seguire, tracciare il percorso dei capitali, scoprire in quali anfratti possano essere occultati con la collaborazione della Lagarde sarà molto, molto più facile. Insomma precludere qualsiasi possibilità di mettere in sicurezza dei capitali. Lagarde e Obama stanno convincendo il resto del mondo, leggasi G20, a distruggere l’economia mondiale. Ritengono di avere un qualche diritto speciale su tutti gli altri abitanti della terra, stabilire quanto debbano guadagnare, come debbano spendere, di cosa abbiano necessità e quale stile di vita gli altri uomini della terra debbano tenere.

Si tratta di un problema serissimo che queste due persone ritengano che il mondo non sia in grado di salvarsi da solo e che loro debbano intervenire. E questo è anche il motivo per cui i paesi in via di sviluppo sono crollati in modo così repentino, perché queste due persone eliminano la possibilità di estendere gli investimenti nel mondo e ritengono tutti coloro che vogliano portare i loro soldi fuori dai confini debbano esser considerati dei criminali. Del fallimento dello Stato e della sua (ormai prossima) incapacità di pagare ai suoi cittadini le pensioni verrà data colpa a coloro che incidentalmente per quantità di denaro vengono definiti ricchi. Se qualcuno per caso è in grado di generare reddito vogliono stabilire cosa farne del guadagno altrui. E sono pure convinte, queste due persone, che il loro intervento sia indispensabile dimenticandosi che infrangono uno dei dieci comandamenti: non desiderare la roba d’altri.

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One Comment

  1. Guglielmo Piombini says:

    Eccellente analisi di Meneghini. E’ giusto il collegamento tra il crollo repentino delle economie dei paesi in via di sviluppo, e gli accresciuti controlli degli spostamenti internazionali dei capitali promossi da questa gente pericolosa che ci governa.

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