L’acqua santa dà fastidio alla scuola.

don camillodi ROBERTO BERNARDELLI – I canti di Natale? Fuori dalle balle. Provocano il clima…. Il crocefisso di Chagall? Disturba in gita scolastica chi non è cristiano. Allora, dato che ci siamo, radiamo al suolo i luoghi di culto cristiani, così la laicità sarà garantita. Poi possiamo coprire le statue nude per non offendere la sensibilità dell’ospite iraniano. E siamo a posto.

L’ultima conquista della laicità che decide cosa sia il bene e cosa sia il male arriva questa volta dal Tar dell’Emilia-Romagna che, accogliendo il ricorso di alcuni insegnanti e genitori, si è pronunciato annullando la delibera con cui il consiglio di una scuola di Bologna, un anno fa, aveva autorizzato le benedizioni pasquali a scuola.
Le benedizioni erano state chieste dai parroci dei plessi dell’istituto comprensivo 20 e l’ok del consiglio creò non poche polemiche politiche. L’autorizzazione per le benedizioni, che furono poi celebrate a marzo, prevedeva che dovessero avvenire in orario extrascolastico. Quindi, nessuna interruzione. E chi voleva poteva girarsi dall’altra parte.

Ma…. in nome del politicamente corretto, fuori dalle balle anche l’acqua santa, potrebbe turbare la libertà. D’altra parte, che farsene di una religione che ha sancito i più grandi principi di uguaglianza tra gli uomini, anticipando di 2mila anni le grandi conquiste degli illuminati della rivoluzione francese, quella della laicità, e della rivoluzione marxista che ha sterminato per fame 5 milioni di contadini (ce lo ricordiamo Stalin?), che in nome della libertà del proletariato ha aperto i campi di concentramento e via dicendo? Esageriamo?

“Con l’accoglimento del nostro ricorso si è affermato un principio importantissimo – ha detto  una delle insegnanti che ha presentato il ricorso – non solo per la scuola di Bologna, ma per la scuola italiana. L’indicazione è estremamente chiara: la scuola è laica. A scuola si insegna a vivere insieme, si fa cultura. Le pratiche religiose restano fuori. E’ stato affermato un principio della Costituzione”. Ecco, adesso ci dicano in quali scuole si fa cultura, visto che è tutto interculturale, in quali scuole di insegna a vivere insieme avendo paura di un po’ di acqua santa. Abolire ciò che è diverso da noi, non è forse contrario al mantra di  questa Costituzione?

Andate a farvi benedire.Peppone_24maggio

 

Presidente Indipendenza Lombarda

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