LA ZANZARA, IL CIRCO BARNUM TARGATO CONFINDUSTRIA

di TONTOLO

Mi spiegava un vecchio amico che è diventato professore, che ci sono due modi per non fare informazione: la prima è parlare del tempo che farà; la seconda è quella di buttarla sempre in caciara, anche quando l’argomento potrebbe di per sé essere di interesse.

C’è un programma – che mi capita di ascoltare la sera quando torno con la mia Apecar dalla campagna – che è specializzato nella seconda tecnica: la Zanzara. “Un nome di merda”, come ha giustamente sottolineato anche Vittorio Sgarbi, un po’ come i suoi contenuti. E’ una trasmissione dove se qualcuno avesse una cosa intelligente da dire, non gli permettono di dirla, “perché non ha i tempi radiofonici”. Mah…

Il programma, ideato e condotto da Giuseppe Cruciani (un “mostro di simpatia”), è il vero Circo Barnum dell’etere italiano. Da mesi ormai, invita ai suoi microfoni la solita compagnia di giro: Quagliariello, Bonanno, Crosetto, Borghezio, Ravetto, Marra. Più un parlamentare dice puttanate – il che è statisticamente molto probabile – più ottiene spazio. C’era anche Scilipoti tra gli eletti al soglio della radio confindustriale, ma ultimamente è caduto in disgrazia, o, forse, non dice più tutte quelle stronzate che raccontava dai banchi governativi per meritare la nomination.

Per dargli un tono ancor più da osteria ha affiancato alla conduzione un tal David Parenzo, una macchietta fin quasi divertente che alterna qualche battuta da bar a qualche aforisma tratto dal Bignami che si porta in tasca. Parenzo, più che Cruciani, rappresenta l’italiano per antonomasia: riverisce chiunque, cambia idea ogni quarto d’ora e inneggia all’Italia unita in stile “romanzo padano”, che per chi non lo sapesse è una specie di marchetta con la copertina verde.

Cruciani, conduttore romano de Roma, con “la Zanzara” ha reinventato il talk-show radiofonico, partito con l’intento di essere impegnato, ma prontamente trasformato in una sorta di “cabaradio”, il cabaret in frequenza modulata, così da rispettare – come diceva appunto il mio vecchio amico – la seconda regola per trasformare una notizia in caciara. Per fortuna, dal mio orto di piselli a casa ci metto solo mezz’ora!

 

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4 Comments

  1. Giacomo says:

    Parenzo non mi ha mai strappato nemmeno un sorriso. È il personaggio più trito e grigio che abbia mai ascoltato in radio. Un condensato di ipocrisia politicamente corretta e ossequio untuoso. Una macchietta squallida e irritante.

  2. Miriam says:

    Ho saputo che alla Zanzara stanno facendo carte false per avere Carcano da affiancare al conduttore….

  3. ceccardi says:

    Quella che tu o il tuo professore chiamate la seconda tecnica è in realtà la cosiddetta “botta del mostro”, come insegna il maestro del gossip Dagospia. In un contesto quasi normale e rilassato si piazza all’improvviso il grande cazzaro o anche la donna cannone o l’uomo con due gobbe o la nana baffuta. Un po come dire che facendo una rassegna stampa normale all’improvviso si mostra la Pravdania con i suoi mirabolanti titoli. Oppure in una normale trasmissione di politica si fa comparire ogni due secondo il presidente dell’Upi alternato a quello dell’Anci che si spellano in deifesa delle province: surrale? No, alla moda…Del resto la Lega e i suoi giornalisti cambiano idea più veloci della luce. Come Parenzo. Uno che peraltro ai leghisti piaceva un sacco!

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