La vittoria di Trump, dietro le quinte…

farage-trumpdi MARCELLO CAROTI –  Come è possibile che Trump abbia vinto?

Io mi sono posto questa domanda perché, ora che tutti i voti sono stati contati, è chiaro che la Clinton ha ottenuto 2,8 milioni di voti più di lui. Questi sono il 2,2% del totale dei voti validi, quindi una percentuale non irrilevante.

Noi sappiamo che questa vittoria è dovuta al metodo elettorale americano che usa il Collegio Elettorale ove i candidati ottengono, stato per stato, dei Grandi Elettori in base ai voti ottenuti in ciascuno stato; sono questi Grandi Elettori che eleggono il presidente tra tutti i candidati in gara.

La peculiarità di questo metodo è che il numero dei Grandi Elettori che gli stati mandano al Collegio non è proporzionale alla loro popolazione, in modo tale che il peso dei piccoli stati sulla elezione è di gran lunga maggiore del peso della loro popolazione sul totale dell’unione.

In questo modo si evita che i grandi stati più popolosi come New York, California o Florida siano loro a determinare il risultato delle elezioni rendendo irrilevante il voto dei piccoli stati. Questo è indispensabile per un buon funzionamento del federalismo.

Io mi sono deciso a scrivere questo articolo perché queste elezioni hanno un qualcosa di particolare, di assolutamente anomalo, che può essere una lezione per tutti i miei amici leghisti, indipendentisti, secessionisti, eccetera.

 

Se esaminiamo in dettaglio i risultati delle elezioni siamo giunti alla conclusione che gli “americani veri” hanno votato in egual misura per i due candidati, non c’è stata una maggioranza per la Clinton.

 

E’ stato infatti osservato che i voti sono stati incredibilmente sbilanciati nel caso della California. In questo stato una “anomala” maggioranza degli elettori ha votato Clinton: 62 contro 32 percento.

In particolare in quattro città il doppio di votanti ha scelto Clinton contro Trump: Los Angeles, San Francisco, Santa Clara, Alameda. I 2,2 milioni di voti in più della Clinton vengono da queste quattro aree. Nel resto degli Stati Uniti Trump ha ottenuta la maggioranza dei voti: quindi la sua vittoria è assolutamente legittima.

Perché la California è così diversa dal resto dell’unione?

La risposta è semplicissima: i latinos. La maggioranza della popolazione delle quattro aree citate è composta di immigrati dall’America latina. Alcuni hanno la cittadinanza americana ma molti sono clandestini che si sono infilati in quelle aree perché gli indigeni americani (gli anglos) sono stati così “generosi” che hanno dichiarato le loro città dei “santuari” per i clandestini e in queste aree l’agenzia federale per la immigrazione non può eseguire i mandati di espulsione e non possono neanche essere eseguiti i mandati relativi ad atti di criminalità “ordinaria”. Anche i non cittadini hanno potuto votare.

Questa “generosità” degli anglos non è nuova.

Negli anni 60 del secolo scorso fu radicalmente modificata la legislazione sulla immigrazione e, inoltre, cambiò radicalmente il modo di considerare le “minoranze” (cattolici, negri, latinos, donne, omosessuali, e così via). L’opinione pubblica americana si avviava verso una rivoluzione culturale che ha sconvolto la società facendo partire, tra le altre cose, la conquista del Nord America da parte dei latinos. In quegli anni sono state gettate le basi di quella psicosi collettiva che ha dato il via al suicidio della civiltà occidentale.

Qualunque tentativo degli anglos conservatori (erano ancora la maggioranza) di arginare l’invasione con nuove leggi fu sistematicamente bloccato dalla magistratura, in particolare tutte le corti supreme sia degli stati sia quella federale. I giudici, quelli che conoscono il Bene e il Male, hanno sistematicamente prevaricato la volontà popolare dichiarando incostituzionali tutte le leggi che potessero ostacolare l’invasione. Loro, i giudici, lo fanno per il bene del popolo che, poverino, non sa quello che fa e loro sono lì per difendere il popolo dai populisti.

Il problema è che questi giudici sono al di sopra della volontà popolare, non possono essere eletti e non possono essere cacciati dal popolo, altrimenti come farebbero a difendere il popolo da se stesso?

Oggi queste elezioni hanno messo in evidenza il fatto che la California non è uno stato americano come gli altri e la cosa è stata già recepita dai latinos. E’ una notizia recente che in California è nato un movimento per la secessione dello stato dall’unione.

Duecento anni fa la California era spagnola e parte dell’impero messicano, poi la sistematica immigrazione di anglos dagli USA modificò la composizione etnica della popolazione e gli anglos riuscirono a staccare la California dal Messico facendone uno stato americano. La stessa cosa accadde in Texas 30 anni dopo e anche il Texas diventò uno stato americano.

Oggi stiamo assistendo a un capovolgimento della situazione che, anche questa volta, è stata decisa ed attuata dagli anglos illuminati con una ostinazione che lascia sbalorditi. Loro si sono convinti della santità del suicidio etnico, evidentemente si sono convinti che Dio lo vuole e nulla riesce a fermarli. Ci riuscirà Trump?

 

Tutto questo deve essere una lezione per i nostri amici indipendentisti: la demografia conta ed è lei che decide il futuro dei popoli. L’Europa è invasa dai mussulmani e se questo porterà a una modifica sostanziale della composizione etnica delle nostre società nessuna forza potrà più fermare l’annientamento della nostra civiltà.

Inoltre spero che queste considerazioni evitino che anche nel caso del secessionismo Californiano gli indipendentisti nostrani esultino e dichiarino la loro simpatia. Come per la Scozia, la secessione della California rappresenta l’esatto opposto di tutti i valori per i quali noi ci battiamo qui in Italia.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

3 Comments

  1. lombardi-cerri says:

    Il fatto interessante è che i giornali nostrani si scaldano solo ora discettando sulla “scorrettezza” del sistema elettorale USA. Con i precedenti eletti on si è mai mossa neanche una foglia.
    Mentalità da I volo!

  2. caterina says:

    forti migrazioni ci sono sempre state ed hanno finito per diventare prevalenti… fin che non ne arrivano di successive… pensiamo alla Sicilia che dopo i greci, dopo i romani, diventò araba per poi diventare normanna…
    Niente di nuovo sotto il sole… con la differenza che un tempo le terre erano rispetto ad oggi molto meno popolate e lo spazio abbondava…
    Il problema di oggi sono gli spazi che mancano, e la tendenza a migrare laddove c’è già concentrazione e confusione: è quello che comunque i video-media esaltano e rendono attrattivi per il dinamismo e le possibilità di inclusione che prospettano… almeno nei sogni, salvo poi i problemi e i disastri che determinano…
    Quando la disomogeneità rimane tale non c’è governo che regga… di Giappone ce n’è uno solo, dove tutto è programmato e sotto controllo, ma è un’isola, non un continente…

  3. Paolo says:

    Lo stato della California vive attualmente con la stessa mentalità dei popoli Latini. Fuori dal’Unione diventerebbe un secondo Messico. Non basta volere per migliorare, per migliorare bisogna cambiare la mentalità!

Leave a Comment