La visione identitaria del card. Scola: con migranti nasce nuova Milano

angelo scola

di GIULIO ARRIGHINI – “Qui nasce la nuova Milano, la nuova Italia e, speriamo, la nuova Europa”. E ti chiedi: chi lo mai detto? Lo ha detto l’Arcivescovo di Milano Angelo Scola, che ha presieduto a Rho domenica scorsa presso il Santuario della Beata Vergine Addolorata la Festa diocesana delle Genti in occasione della Pentecoste.

E da chi sarebbe composta la nuova Milano? Se è normale per una chiesa che accoglie tutti, un santuario con molte etnie in rappresentanza di tutti i popoli che abitano Milano, immigrati nel capoluogo ambrosiano recentemente o da maggior tempo, un po’ meno consueto è ascoltare le parole del cardinale. “La grande trasformazione che sta avvenendo nel mondo e anche nelle terre ambrosiane è caratterizzata da questo mescolamento – ha detto il cardinale – Così vediamo che, grazie alla vostra presenza, nasce la nuova Milano, Italia e, Dio lo voglia, la nuova Europa. Sono convinto che tra venti o trent’anni questo tipo di Eucaristia sarà normale in tutte le nostre chiese, cosicché, lentamente, vedrà la luce il nuovo cittadino milanese”.

Tutto meno che milanese, eccellenza. Una volta la Chiesa esortava attraverso le missioni, di aiutare a casa loro i popoli in via di sviluppo. Oggi si augura l’estinzione dei popoli europei, del cittadino lombardo e milanese. Sbaglia sui tempi, il cardinale. Afferma: “lentamente”. A noi pare invece alla velocità della luce.

Segretario Indipendenza Lombarda

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One Comment

  1. Paolo says:

    Questi religiosi hanno un modo di vedere la realtà che ha dell’ assurdo. Fare del bene senza usare la testa non sempre porta a risultati sperati!

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