La via è spianata: i contribuenti devono salvare le banche europee

di MAURO MENEGHINI

La decisione di affidare alla BCE (Banca Centrale Europea) la supervisione delle banche è di portata storica: ora la via è sgombra, purtroppo, definitivamente spianata affinché i fondi dell’ESM (meccanismo di stabilità monetaria) possano essere impiegati per il salvataggio delle banche. Il Parlamento tedesco ha sperato fino all’ultimo che non venisse concessa tale autorizzazione. Ma quando così alla leggera si hanno cessioni di sovranità, questo capita. Ora i contribuenti europei dovranno preoccuparsi di procurarsi abiti caldi e vedere di coprirsi bene.

Dalle agenzie: “Ecco è successo: Mario Draghi ora può, con i soldi dei contribuenti italiani, procedere al salvataggio delle disastrate banche europee e anche la cancelliera Angela Merkel non potrà far altro che stare a guardare”. Per ottenere l’assenso dei parlamentari europei alla creazione dell’organo di controllo del sistema bancario, nell’ambito della creazione dell’unione bancaria europea, i parlamentari avevano richiesto precise informazioni da parte della direzione della BCE. A seguito di ciò s’erano aperti dei contrasti che si sono risolti con un compromesso soprattutto in merito alla trasparenza e al diritto di controllo da parte del parlamento.

Originariamente si sarebbe voluto che la commissione valutaria e per l’economia ricevesse copia dei verbali delle sedute del consiglio della BCE. Questa condizione nel corso del compromesso è stata tolta. Il compromesso ha trovato una schiacciante maggioranza al parlamento europeo: 556 sì, 54 no e 28 astenuti. Ora vediamo cosa prevede questo compromesso e quali diritti di controllo ha effettivamente il parlamento europeo. Il documento in cui si stabiliscono i diritti di controllo da parte del parlamento è composto da sette pagine.

Scelta del direttore dell’attività di vigilanza e dei suoi rappresentanti: per la posizione di direttore la BCE sottoporrà alla commissione per le valute e l’economia della commissione europea una lista con almeno due candidati. L’elenco dei candidati dovrà rimanere a disposizione della commissione per almeno tre settimane prima che la BCE possa renderla pubblica. La lista dovrà venir votata sia in commissione che in parlamento. Se i candidati proposti non dovessero ricevere l’approvazione la BCE dovrà formulare un nuovo elenco di persone che possano ricoprire l’incarico di direttore di dipartimento. In questo caso la BCE ha due settimane di tempo per presentare la nuova lista. Stessa procedura è prevista per il vice capo dipartimento.

Informazioni: la BCE dovrà fornire annualmente alla commissione finanza una relazione. Il direttore del dipartimento dovrà presentarsi alla commissione finanza del parlamento due volte all’anno con un’ampia relazione sulle attività svolte. Oltre a ciò il direttore potrà essere invitato una volta all’anno per un incontro informale. In entrambe i casi vige l’obbligo di riservatezza e non divulgazione. Non sono previste ne registrazioni ne verbali degli incontri. Dovesse il consiglio della BCE non condividere le decisioni della commissione di controllo del sistema bancario il presidente Mario Draghi dovrà informarne il presidente del parlamento, il signor Schulz. Una completa informazione in merito alla seduta, come eventuali verbali anche in questo caso non sono previsti.

Verbali delle sedute della commissione per la vigilanza bancaria: non sono previsti verbali della commissione per la vigilanza bancaria e saranno segreti. Verrà comunque fornito al parlamento europeo un riassunto dei temi trattati. Informazioni non ufficiali riguardati determinati istituti bancari che non devono essere a conoscenza dell’opinione pubblica non verranno comunque fornite neppure al parlamento europeo. Fondamentalmente si desidera salvaguardare la riservatezza e la segretezza all’interno della commissione per quanto riguarda certe banche dato che se determinate indiscrezioni dovessero trapelare all’esterno o giungere all’opinione pubblica che si sta intervenendo su un istituto o che una banca è insolvente ciò potrebbe causare una reazione a catena. L’esperienza di Cipro insegna.

Comunque le domande chiave restano senza risposta. Quali sono le condizioni quadro? E’ il parlamento europeo che le deve determinare? Al parlamento europeo manca la possibilità di decidere non essendo un organo legislativo. Allora chi dovrà decidere per tutti i Paesi europei dell’eurozona e per alcuni altri del resto d’Europa che desiderano aderire all’unione bancaria quali regole adottare? E come dovranno essere legittimate? La commissione di vigilanza del sistema bancario e la BCE hanno ottenuto una legittimazione democratica?

Il parlamentare europeo verde Sven Giegold che si era espresso per un controllo minimo ha commentato la dimensione per storica decisione: “Questo è il passo più lungo fin ora fatto per l’unione europea dalla sua creazione.” Certo: si sono create le condizioni irrevocabili affinché banche dell’eurozona possano esser salvate con soldi dei contribuenti europei. L’ESM come “permanente meccanismo di stabilità monetaria” venne creato per sostenere i Paesi della zona euro in difficoltà. Una capitalizzazione delle banche non è mai stata prevista.

A giugno dello scorso anno i ministri delle finanze europee in occasione di un incontro decisero che mezzi finanziari dell’ESM avrebbero potuto esser impiegati anche per sostenere banche nel momento in cui fosse stata creata la commissione per la vigilanza bancaria europea. Tale decisione aveva lo scopo di evitare che il salvataggio di istituti bancari gravasse sui bilanci dei vari paesi. I promotori di questa iniziativa furono l’allora premier italiano Mario Monti ed il premier spagnolo Mariano Rajoy. La cancelliera Merkel accettò la proposta alla condizione che venisse prima istituita la commissione di vigilanza per il sistema bancario europeo. Ora si sono realizzate le condizioni per una diretta capitalizzazione del sistema bancario con fondi dell’ESM. La commissione di controllo diventerà operativa nell’autunno 2014. Ora si pone la domanda: consentirà il parlamento europeo che i fondi confluiscano già da subito anche se la commissione sarà operativa dal 2014?

Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Slovenia sono i paesi che stanno spingendo e stanno facendo lobbying affinché fin da ora vengano messi a disposizione delle loro banche fondi dell’ESM per evitare il fallimento dello Stato. Penso che dopo le elezioni tedesche conosceremo maggiori dettagli.

Per concludere, l’unica cosa divertente è che tutto questo meccanismo sovrannazionale gestito dalla politica e dai burocrati qualcuno ha il coraggio di apostrofarlo come “neoliberismo”.


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3 Comments

  1. Castagno12 says:

    E così Draghi & C: aggiungono un altro tassello al Progetto Mondialista che ci vede soccombenti silenziosi e partecipanti attivi anche in servizi per il momento non obbligatori.(vedi carta di credito)

    Alla fine del primo capoverso di questo articolo si legge:
    ” … Ma quando così alla leggera si hanno cessioni di sovranità, questo capita …. “.

    Anche questa incontestabile analisi smentisce le recenti repliche postate “dall’esimio” traduttore di questo quotidiano.
    Luca Fusari sostiene che l’italia ha mantenuto la sua Sovranità. INFATTI !

    Sono serviti anche quegli italiani che approvano l’Ue e l’€uro.
    Ripeto ciò che ho scritto nell’Aprile di quest’anno:
    “I costi di queste due disavventure sono a carico dei popoli”.

    E i Movimenti Indipendentisti, le Organizzazioni e via così, ora chiedono l’Indipendenza. “A CHI? “.

  2. Albert Nextein says:

    Io ho sempre fiducia che scoppi un default cosmico.
    Al che tutti questi delinquenti andranno a zero, e si dovranno occupare unicamente della loro personale sicurezza con la massima solerzia.

    • Dan says:

      Io ho fiducia invece in un’invasione aliena perchè purtroppo avere fiducia nel fatto che la gente alzi la testa e demolisca pezzo per pezzo questi criminali è un lusso che non mi posso permettere.

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