La vera sconfitta in Umbria? La Chiesa dei vescovi lontana dal popolo

Assisi_Basilica

di Sergio Bianchini – La massa popolare è radicale. Accetta tutto per un po’. Ma quando si stufa vuole un cambiamento reale. E così dopo 20 anni di narcosi e di depistaggi rispetto al crollo dei livelli storici del benessere, della sicurezza e della legalità gli italiani si sono stufati. Parlo della legalità antica, relazionale, quella legata ai comportamenti quotidiani e non a quella sofisticata del moralismo applicato alla lotta politica.
Adesso chi ignora questi temi, e glissa sugli ultimi due, è subito cancellato. Nessuno parla, dopo le elezioni in Umbria, della bruciante sconfitta del vertice della chiesa che ha apertamente tifato contro Salvini e che, proprio nella regione dell’antica spiritualità francescana ha visto azzerare la fiducia nella Conferenza Episcopale di cui è presidente proprio il cardinale Bassetti, Arcivescovo di Perugia dal 2009. Bassetti si è gettato apertamente nel contrasto politico a Salvini, interpretando la linea dei vertici della chiesa cattolica e perdendo il contatto proprio con quell’Italia centrale in cui ha operato per decenni, passando da Firenze a Massa marittima -Piombino, ad Arezzo ed infine a Perugia.

bassetti
Non ha colto minimamente i rimescolamenti in atto nell’Italia centrale dove è finita la vecchia alleanza centro- sudista spennatrice del nord. Il nord ormai senza piume ha smesso di fare uova e quindi la vecchia alleanza è entrata in crisi producendo prima il fenomeno Renzi e adesso orientando l’opinione pubblica verso Salvini.

Le elezioni in Umbria mostrano l’enorme distacco che si è generato tra massa popolare e vertici della cupola politica, culturale e religiosa italiana. Fenomeno in atto da anni ma con caratteristiche particolari nell’Italia centrale. Italia centrale che convalida la mia tesi sulla fine inesorabile della storica alleanza centro e sud contro il nord che ha retto il governo del paese per 40 anni.
Per certi versi si potrebbe leggere il ‘68 italiano come l’inizio dell’assalto al nord da parte del centro e del sud Italia. Altro che Beatles, figli dei fiori e terrorismo: da allora iniziò in Italia un implacabile perfezionamento dei meccanismi fiscali ed un incessante aumento della tassazione a favore delle pensioni e di tutto l’assistenzialismo italiano, che era, e permane, volutamente e sapientemente inefficiente e sbrodolone.
L’alleanza di centro e sud per spennare il nord è andata avanti “gloriosamente” per 40 anni, col sostegno della sinistra che al nord era sempre stata minoritaria, ma anche della chiesa che, in modo crescente proprio a partire dal concilio famigerato, ha favorito la nascita dello stato sociale all’italiana, cioè uno stato sociale che si alimenta a senso unico e finanzia in deficit il disordine, l’emergenza permanente e di fatto l’anarchia di tutti fuorchè di coloro che lavorano davvero.
Il predominio di quelle culture è ancora in atto e la resistenza attuale ad ulteriori aumenti delle tasse ed al crollo dei livelli storici di benessere e di tranquillità sociale è fatta dalla massa popolare con un impeto istintivo più che con consapevolezze profonde.
Consapevolezze e quindi programmi di governo che potranno nascere proprio da una onesta comprensione della storia politica degli ultimi 40 anni assieme ad una rinnovata pietas nei confronti del “popolaccio”.

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One Comment

  1. caterina says:

    per contrappeso a un’aristocrazia vaticana sclerotizzata leggete oggi da Il Giornale on line il trafiletto di Ugo Spirli “umbri, santi subito”… un’Umbria storica che sarebbe il caso di ricordare…se ne vanno le industrie? …rimane sempre un territorio pieno di preziosita’ di grande richiamo, da rivitalizzare….

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