La vera riforma: licenziare gli statali

ministero agricolturadi ROBERTO BERNARDELLI

Non occorre scrivere fiumi di parole. Tanto è scontato pubblicare anche dati e tabelle sulla pletora di dipendenti pubblici che col culo scaldano la sedia, a scapito ovviamente di tanti altri bravi loro colleghi negli uffici del pubblico impiego. Non è luogo comune ma è buon senso dire che se lavorassero presso un privato, sarebbero già stati licenziati. Invece no. E poi c’è l’altra questione. L’esubero di spesa pubblica. Mai tagli, persino il capo della spending review, Cottarelli, è stato licenziato piuttosto che applicare le indicazioni che aveva fornito. Se lo Stato ha esuberi, non si parla mai di risanamento. Semplicemente si parla di razionalizzazione delle risorse, si fanno girare le persone tra uffici e voilà, fatto.

Ora Renzi se ne lava le mani, toglie l’articolo 18 ai lavoratori privati ma non tocca i privilegi dei dipendenti pubblici illicenziabili. Comodo. “Sarà il Parlamento a pronunciarsi su questo punto, sollevato da Ichino. Esiste giurisprudenza nell’uno e nell’altro senso. Ma non sarà il governo a decidere”, risponde il premier. Ma come, lui che dice che occorre tirare diritto, che nessuno si potrà mettere di mezzo, adesso lascia che sia il Parlamento a negare il voto di scambio?

Presidente Indipendenza lombarda

 

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