La TV Svizzera: Lire italiane, le prime a diventare carta straccia

rassegna stampa

di RINO SCARCELLI – Tre miliardi di lire scovati in una cassetta di sicurezza non valgono nulla. Per contro scellini, marchi e altre 11 valute europee fuori corso possono ancora essere cambiate in euro. Spesso, senza una scadenza.

Di questa storiaLink esterno si parla da mercoledì: un italiano, nel luglio 2017, avrebbe scoperto [*]di aver ereditato tre miliardi di lire, depositati in una cassetta di sicurezza di una banca di Lugano dal nonno imprenditore edile, che si era trasferito in Svizzera.

Denaro contante, che la Banca d’Italia non converte più in euro da anni. “Di casi come questo ce ne sono tantissimi, anche se si tratta di importi più piccoli”, riferisce alla RSILink esterno il portavoce del sito Fondazione italiana risparmiatoriLink esterno, che parla di “ingiustizia”.

Non tutta l’eurozona è paese

Quel che è certo, è che se l’erede fosse ad esempio austriaco, tedesco o spagnolo, e analogamente suo nonno avesse messo al sicuro scellini, marchi o pesetas, oggi riscuoterebbe la sua eredità in euro.

Recto di una banconota da 500'000 lire
La banconota da 500’000 lire emessa il 15 settembre 1997. Ebbe vita breve. 

Tra i 19 paesi che hanno adottato la moneta unica, ognuno ha i suoi termini per cambiare monete e biglietti delle vecchie valute nazionali.

In oltre metà di essi, per le banconote non è stata fissata alcuna scadenza. Soltanto sei, invece, convertiranno per sempre anche tagli in moneta.

Italia e Portogallo le più “veloci”

Dei primi 12 Stati in cui l’euro contante entrò in circolazione, nel 2002, quello che ha avuto più fretta di chiudere con la valuta nazionale è l’Italia (limitatamente ai grossi tagli, poiché il primato sulle monete è del Portogallo, seguito da Cipro e Benelux).

La scadenza per convertire le lire in euro fu fissata al 6 dicembre 2011, poi “riportata” da una sentenzaLink esterno della Corte Costituzionale al 28 febbraio 2012, ovvero a quel termine di 10 anni adottato da altri 3 Paesi “originari” più Cipro e Malta.

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In una tabella, il termine ultimo per cambiare in euro banconote e monete delle vecchie valute nazionali d’eurolandia

A risparmiatori o eredi ritardatari o inconsapevoli è tuttavia consigliato, in attesa di eventuali sentenze, di non buttare le vecchie lire.

Non si sa mai

Nel periodo tra il 22 gennaio 2016 al 30 marzo 2018, la banca centrale italiana ha eseguitoLink esterno 248 operazioni di cambio lire-euro, per un totale di quasi cinque miliardi (oltre due milioni e mezzo di euro).

Ciò è avvenuto in attuazione della sentenza n. 216/2015Link esterno della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittima una norma che anticipava dal 28 febbraio 2012 al 6 dicembre 2011 il termine di conversione delle lire.

In sostanza, chi può dimostrare di aver presentato (invano) la richiesta di cambio proprio in quegli 84 giorni, ha diritto a convertire l’importo che aveva presentato allora.

E in Svizzera?

La Confederazione, che non ha cambiato valuta ma come altri paesi è confrontata con la sostituzione di banconote fuori corso con quelle nuove di zecca, ha adottato un termine di 20 anni dalla data del richiamo.

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