La tv dei luoghi comuni che parla della piaga dei suicidi

di RICCARDO POZZI

Ne parliamo subito dopo la pubblicità, restate con noi. Quasi quasi ne approfitto per farmi quell’enorme arancio che ho visto incustodito di là, in cucina. Non so perché ma voglio continuare a vedere questo speciale sui suicidi della crisi in Veneto. Certo, per fortuna, la cosa non mi riguarda. Mi spiace molto per chi si è lasciato andare alla disperazione ma, forse, avrà fatto il passo più lungo della gamba, oppure questa tremenda crisi lo ha sorpreso in mezzo a debiti eccessivi. Ma quando lo speciale ricomincia mi prende un leggero senso di angoscia, guardando lo sconforto dei familiari, la disperazione di colleghi e amici.

La distanza della politica, ormai è anche troppo facile sottolinearla, impegnata com’è al sopravvivere tra ormai  indispensabili riforme elettorali e improrogabili riconoscimenti di diritti delle minoranze. Mentre chi ha fatto il passo un po’ più lungo e ha osato buttare la valigia oltre l’ostacolo, si uccide.

Poi qualcuno ricorda a tutti che questo paese è diventato grande proprio grazie a chi ha azzardato il passo un po’ più lungo, perché non si progredisce se tutti stanno ben coperti dietro a privilegi e mediocre buonsenso. Ma lo speciale prosegue a colpi di luoghi comuni televisivi. E allora vai con la grande opportunità dei mercati cinesi, con le delocalizzazioni inevitabili, mentre non so distinguere se la nausea che sento arrivare sia  causa della mia tardiva consumazione  o dell’argomento così maltrattato in tivù.

Il disagio che cresce, però,  mi spinge a pensare a quelle povere persone che hanno deciso di farla finita, sopraffatte dal disgusto per uno Stato che non paga ma esige le tasse su ciò che non ti ha dato, fossero sfinite dall’avere una  nausea che non passa con due dita in gola, perché la vita che si rompe non si può riparare rigettando il problema.  Il mio irrilevante malessere finisce in pochi minuti, ma quello di chi si sente solo, dopo aver inventato e prodotto benessere per molte persone, finisce in solitudine,  con un gesto  disperato quanto ignorato, quasi senza importanza, superato con un tasto sul telecomando. “Mi dispiace per lui”, “io non ne ho colpa”, “avrà fatto il passo più lungo della gamba”. E’ quello che tutti, in fondo, speriamo, per poter continuare a prendere sonno.

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4 Comments

  1. zol says:

    I problemi di coppia li risolve Rocco Siffredi… “Ci pensa Rocco”, il nuovo programma su Cielo dal 5 novembre: http://www.youtube.com/watch?v=pgBYv7etWhg

  2. Pedante says:

    “…improrogabili riconoscimenti di diritti delle minoranze.”

    Il NWO nega una legittima identità distinta ai popoli di origine europea, tutelando a spada tratta quella di tutti gli altri popoli. Inutile cercarne spiegazioni dalla TV, propagandista di primo ordine.

  3. Dan says:

    >> “Mi dispiace per lui”, “io non ne ho colpa”, “avrà fatto il passo più lungo della gamba”.

    Ed è per questo che non provo più dispiacere per coloro che si svegliano una mattina e scoprono che l’azienda dove lavorano ha fatto le valigie e notte tempo è scappata in polonia o più lontano.
    Tutti ragionano spinti dal sano egoismo che “tanto a loro non può capitare”, che “gli altri perdono il lavoro, io no”, “gli altri finiscono in mezzo ad una strada, io no”, “gli altri si suicidano, io no” e a forza di “gli altri sì, io no” continuano a sbattersene dei problemi e dell’imminente disastro.
    Quando poi tocca a loro, allora pretendono che scoppi il casino perchè viene a mancare il sacro dogma secondo il quale doveva toccare solo agli altri risparmiando lor signorie.
    E’ bene che le cose finiscano così, l’egoismo deve pagare il conto ma non solo quello di alcuni bensì quello di tutti. Un passo alla volta, come una lista sulla quale si tira il segno di spunta: ogni V un nome, ogni nome un licenziamento, un fallimento, un suicidio o che altro, fino alla redenzione delle masse o al più completo oblio

    • repaolo24 says:

      Grazie DAN, non ti conosco, ma sei un grande ! Tutta la vita (ho 70 anni) ho sofferto vedendo questi ometti che mi circondano…sorrisetto insulso e spallucce, si fanno piccoli e si nascondono…aspettano che vada avanti tu…e corrono solerti a farti la spia. Nella migliore delle ipotesi ” ah, quello ? ma non siamo mica amici”. Insomma se hai scritto quello che hai scritto, non c’è bisogno che aggiunga altro . Un abbraccio. Paolo

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