La “trilateral” della restaurazione e la nuova primavera di Praga

di FABRIZIO DAL COL

La “trilateral” Monti, Bersani e Berlusconi non riuscirà nell’intento di “restaurare” e “normalizzare” quel “vecchiume politico” che ancora oggi serpeggia nelle rispettive forze politiche. Un “vecchiume” che, lungi dall’essere messo da parte, continua invece a determinare le nefaste sorti del Paese, mantenendo inalterato lo status quo. Nessuno dei tre membri di questa “trilateral”, oggi impegnati a convincere gli elettori  su quel rinnovamento interno che invece non c’è mai stato,  potrà chiamarsi fuori dall’aver “restaurato” i vecchi politici, perché sono proprio gli stessi, attraverso le loro correnti, ad influenzare e a determinare le sorti dei rispettivi partiti.

Il leader del Pd Bersani, forte della campagna per le primarie del suo partito, dove gli apparati conservatori  hanno seppellito le istanze del rinnovamento politico interno, ipoteca già oggi una vittoria scontata per mancanza di avversari, ma non si avvede che il paio di milioni di elettori che hanno partecipato alle primarie altro non sono se non i “legali rappresentanti “ dell’apparato storico, i quali a loro volta hanno preferito convincere gli storici elettori per un voto “utile” ovvero, un voto che invece di guardare al futuro, guarda verso il “trapassato remoto”. Per il centrodestra invece, che continua a scontare l’ingombrante presenza del suo leader Berlusconi, il dilemma che attanaglia gli “eroi” della prima ora, ovvero coloro che nel 1994 costituirono quella che fu l’originale “casa delle libertà”, è il necessario ricambio del candidato premier, per poter almeno comprimere e relegare in altre parti,  la corposa presenza di politici già “invecchiati” sugli scranni del Parlamento. Infine, l’ultimo membro della “trilateral”, ovvero quel Mario Monti che da tecnico si è invece trasformato in politico, e che ha già dimostrato di non essere secondo a nessuno nel saper restaurare la sua buona parte di “vecchiume politico”: la sua aggravante è di voler dimostrare che passerà alla storia per aver rifondato la Democrazia Cristiana, ed è proprio per questa ragione che il Vaticano ha precisato tardivamente la sua estraneità all’appoggio politico, ma non di certo, quando sarà il momento, si sottrarrà nel dare gli indirizzi politici ai cattolici.

Sarà comunque sufficiente aspettare che venga definitivamente completata l’opera di “restauro”  per vedere le corbellerie che ne scaturiranno. Detto questo, ciò che resta di diverso nel panorama politico è il M5S, oggi alle prese con la raccolta delle firme, ma anche fortemente preoccupato da quei “tangheri” che con ogni mezzo pensano di rallentare la sua corsa. Tuttavia Grillo, nelle ultime settimane, sta adottando il condizionale circa le possibilità di un buon risultato elettorale, e non sarebbe un caso se temesse i boicottaggi che potrebbe subire il suo movimento, e dato che è l’unico che ha deciso di non far parte della “trilateral” di cui sopra, anche in queste elezioni ci sarà, come ormai di consuetudine, chi chiederà di ricontare le schede elettorali. Alla luce di tutto ciò, il M5S potrebbe divenire una garanzia contro la “restaurazione”, a condizione che riesca ad intercettare i voti di coloro che invece hanno già deciso per l’astensione, e se saprà poi  vincere da solo le elezioni.  Un buon risultato elettorale lo potrebbe comunque proiettare verso una nuova direzione, dato che con queste elezioni la frantumazione del voto sarà inevitabile, e inevitabile subito dopo sarà anche un governo di unità nazionale, o in alternativa nuove elezioni a settembre, quando nessuno potrà più batterlo.

In sostanza Grillo se lo volesse potrebbe ricoprire il ruolo di nuovo Alexander Dubček protagonista della Primavera di Praga. Tuttavia bisogna ricordare che l’unica riforma  sopravvissuta alla fine della Primavera di Praga è stata la divisione della Cecoslovacchia in due nazioni distinte: la Repubblica Ceca e la Repubblica Slovacca

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2 Comments

  1. Niki says:

    Perché la porcheria che avanza? Non mi sembrano brutte persone, ingenui si, statalisti pure, ma hanno il coraggio di mettersi in gioco e la maggior parte, credo, sono convinti di quello che fanno (una novità per gli italiani) non sono minimamente paragonabili ai mostri della politica.

  2. lory says:

    questo è il nuovo ! la porcheria che avanza !!!!!!!!!!!!!

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