La tratta di schiavi camuffata da emergenza migratoria. Nessun affonda i barconi vuoti

di MARCELLO RICCImigranti-minori-sbarchi-italia-406x270

Sono ormai milioni di migranti che arrivano dalla Libia. E’ Il dramma di esseri umani indotti ad abbandonare la loro patria affrontando rischi a volte mortali e per essere schiavizzati; la tragedia è quella vissuta dall paese che invadono. Sì, la tragedia supera il dramma, destabilizzano il Paese in cui sono sbarcati, non solo con i costi dell’accoglienza forzata, ma con il pericolo concreto di infiltrazioni jihadiste, di malattie infettive come l’ebola e di finanziamento di attività criminali collegate anche con le istituzioni (Buzzi docet ).
Si parte dalla rete di certe Coop, maglie di connessione tra politica e criminalità, tra istituzioni e mercato degli schiavi. Papa Francesco che con coraggio ha ricordato il genocidio degli Armeni, con la stessa forza potrebbe affrontare la vergogna della tratta di schiavi camuffata da emergenza migratoria. Non è un problema umanitario, ma di loschi e redditizi traffici.
Ai novelli mercanti di schiavi nulla interessa delle tragedie del mare, forse riescono a far accettare i rischi mortali con il miraggio del raggiungimento del regno di Allah .
Il solo petrolio libico potrebbe garantire una vita decente a molti. Questo è il punto. La Francia bombardò la Libia di Gheddafi per danneggiare l’Eni. Il governo italiano ( idioti o corrotti ), affiancò l’azione francese. Il resto è noto. Gli eccellenti accordi realizzati da Maroni, sono divenuti carta straccia e l’invasione con ritmi di progressione geometrica è in atto. Questo è quanto.
Cosa si potrebbe e dovrebbe fare?
Affondare i barconi vuoti nei porti libici da cui partono, presidiare le acque territoriali per costringere le barche cariche a invertire la rotta, convincere Ue e Nato a autorizzare per ragioni umanitarie lo sbarco di forze militari per organizzare campi profughi e cosa importantissima, reclutare tra i migranti patrioli da rispedire in Africa per una guerriglia finalizzata a cacciare le multinazionali. L’Africa è degli africani non delle multinazionali che con la bandiera dello stato merceologico rappresentato ( legno, petrolio , caffè, pesca, eccc.), sono la formula riveduta e corretta del dominio coloniale prevalentemente esercitato dalla sempre maledetta Inghilterra.
Papa Francesco, dopo gli armeni pensa allo sfruttamento dei migranti, sempre che la Caritas non sia un ostacolo.

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1 Commento

  1. Walter Zanier says:

    Non è poi un problema tanto difficile da risolvere. L’Europa ha i mezzi per controllare le coste di tutto il nord Africa. Prima si minaccia, poi si va lì, con aerei e navi, e si affonda tutto quello che galleggia sui porti. Se non basta si minaccia di bombardare i porti stessi e se fanno finta di non sentire si distruggono i porti, uno a uno. In questo modo non ci sono imbarcazioni e non ci sono porti da cui partire. In un mese il problema è risolto.

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