LA TOPPATA DI LIBERO E LA VOCAZIONE DEI PADANI A PRENDERLO…

di TONTOLO

Libero è uno dei pochi quotidiani che su una serie di argomenti non si sia appecorato al pensiero dominante. È in particolare sempre rimasto saldo nel rifiutare il “politicamente corretto” in tema di immigrazione. Ma qualcosa scappa anche nelle migliori famiglie: nel raccontare e commentare la vicenda di Borgomanero, dove la Direzione scolastica guidata da un’esponente del Pd ha deciso a larghissima maggioranza di assicurare i posti negli asili prima ai bambini di cittadinanza italiana e poi – se ne restano – ai figli di immigrati. La  cosa è evidentemente una notizia degna di attenzione, mentre non lo è (perché rientra nella “banalità del male”)  il successivo e prevedibile  stop del Provveditore scolastico.

La cosa ha stupito tutti i lettori di Libero per un dettaglio inedito: lo sdegno con cui il giornalista ha stigmatizzato la decisione della Direzione scolastica  dando rilievo (e simpatia) alle dichiarazioni riprovate di una deputatessa Pd che riciccia le solite palle sui genitori dei bambini immigrati che “pagano le tasse, fanno lavori che altrimenti nessuno farebbe, mandano avanti un’economia”. Senza dire quale. Forse la ragione si trova nella voglia di dare addosso a un esponente del Pd anche quando ne fa una giusta, oppure emerge la preoccupazione del giornalista, che si chiama Salvatore Garzillo, che dopo il tentativo di mettere in coda i foresti, possa venire il turno dei foresti appena meno foresti. Tranquillo: i padani hanno un’antica vocazione a prenderlo in quel posto.

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