La tempesta perfetta del Lombardoveneto

di ALEX STORTIlombardoveneto

 

Per un incredibile colpo di fortuna, si sta addensando una tempesta perfetta, sulla testa del signor Renzi, sul suo governo e, di fatto, sullo stato italiano. E non mi riferisco alla miriade di nodi strutturali che stanno venendo al pettine, a cominciare dalla questione greca che potrebbe dimostrare quanto sia nudo il Re Tricolore.
Mi riferisco, piuttosto, alla triade referendaria che potrebbe avere luogo nella primavera del 2016. Sono tre infatti i referendum di carattere costituzionale che marciano spediti e paralleli gli uni rispetto agli altri lungo il sentiero della convocazione.

Il primo referendum è quello indetto dalla Deliberazione del Consiglio Regionale della Lombardia n. 638, lo scorso 17 febbraio: si tratta della consultazione avente ad oggetto la richiesta di autonomia differenziata per la nostra Regione, ai sensi del vigente articolo 116 della Costituzione.

Il secondo referendum è quello indetto dalla Legge 15 votata lo scorso anno dal Consiglio Regionale del Veneto: dopo la sentenza 118 della Corte Costituzionale, la legge in questione è rimasta in vigore nella sola parte relativa al quesito che prevede una richiesta simile a quella lombarda. Anche nel caso dei vicini veneti, dunque, si tratta di chiedere l’autonomia differenziata ex art. 116 Costituzione.

Il terzo referendum, a differenza dei primi due, non riguarderà una singola popolazione regionale, bensì l’intero corpo elettorale peninsulare. Si tratta infatti della consultazione, confermativa o abrogativa, della riforma costituzionale che il governo di Roma sta cercando disperatamente di far passare alle Camere. Al momento non è affatto sicuro che la cosiddetta riforma Renzi-Boschi venga approvata, soprattutto nei tempi rapidi voluti dal Presidente del Consiglio. È però molto probabile che, in caso di effettivo passaggio, essa venga poi sottoposta al voto popolare che, lo ricordo, non è comunque un automatismo.

Il caso vuole che tutti e tre i referendum abbiano luogo proprio nella primavera del 2016. È curioso notare, per giunta, che unreferendum day eliminerebbe del tutto qualsiasi sciocca contestazione politica di natura economica, come quelle che il PD lombardo ha mosso, fin da subito, nei confronti della consultazione approvata dal Pirellone. I tanto sdegnosamente sbandierati (dal PD) 30 milioni di euro, preventivamente stanziati dalla Giunta Maroni per lo svolgimento del voto, potrebbero tranquillamente essere ridotti a cifre poco più che simboliche, stante la compresenza di un referendum su base nazionale.

Detto questo, i punti chiave della triade referendaria sono due:
1) si voterà in tutto lo stato italiano per la riforma della costituzione, ma soltanto nel Lombardo-Veneto per avere un significativo ampliamento dell’attuale autonomia ordinaria; in altre parole, mentre tutti i 60 milioni di cittadini saranno chiamati ad esprimersi su una costituzione rivista in senso fortemente centralista, i 15 milioni delle nostre due Regioni diranno la loro anche su una scelta che va in senso esattamente opposto e che riguarda soltanto noi (è la prima volta nella storia della Repubblica italiana);
2) la riforma Renzi-Boschi modifica, fra le altre cose, proprio il meccanismo attualmente previsto dagli articoli 116 e 117, sulla cui base i cittadini del Lombardo-Veneto saranno chiamati ad esprimersi per avere l’autonomia differenziata; un eventuale approvazione referendaria della riforma costituzionale e una contestuale affermazione dei referendum autonomisti in Lombardia e Veneto genererebbe un conflitto giuridico inedito.

Alla luce di quanto appena esposto, e specialmente nel caso di una probabilissima bocciatura della riforma Renzi-Boschi nelle nostre due Regioni, la questione potrebbe assumere un rilievo politico davvero importante: molti ricorderanno che, ai tempi della (improvvida) riforma para-devoluzionista, il referendum nazionale bocciò il testo approvato dal Governo Berlusconi-Bossi, con la notevole eccezione del Lombardo-Veneto, unica accoppiata di Regioni a confermare in maggioranza la riforma; si trattò a quel tempo, però, di un voto “inutile”, stante l’efficacia del risultato complessivo su base peninsulare. Ebbene, che cosa succederà stavolta, se un voto lombardo-veneto ancora una volta in controtendenza, in questo caso però a parti rovesciate, dovesse contestualmente bocciare la modifica in senso centralista della Costituzione e approvare la richiesta di autonomia differenziata?

Ecco un buon motivo, anzi, un ottimo motivo, per sostenere i referendum autonomisti nel Lombardo-Veneto. Essi sono già stati approvati dai rispettivi Consigli Regionali, sono già stati dichiarati legittimi dalla Corte Costituzionale, devono soltanto essere formalmente convocati dai due Presidenti Maroni e Zaia. Ed è sicuro che, dopo un probabilissimo SÌ di massa, lo stato italiano non avrà più alibi per fingere che l’autogoverno delle nostre Regioni sia misurabile banalmente in termini di consenso a questo o a quel partito. Inizierà una nuova epoca. Sta anche a noi cittadini, specialmente se sostenitori del diritto e della necessità di secedere, far sì che tale condizione si realizzi.
Cominciamo a riportare il governo a casa. Un pezzo alla volta, passo dopo passo, lungo il sentiero dell’autonomia, fino all’indipendenza. #Avanti

(http://www.dirittodivoto.org/dblog/articolo.asp?articolo=579)

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3 Comments

  1. Beniamino says:

    Credo che non siamo in DEMOCRAZIA, non voglio ricordare i vari provvedimenti statali che hanno calpestato TUTTI i diritti dei cittadini, pensionati o lavoratori…la COSTITUZIONE è CARTA STRACCIA già da quando è entrarto come presidente della repubblica delle banane il grande SCALFARO e successivi comunisti calpestatori della CARTA COSTITUZIONALE prodotta dai PADRI COSTITUENTI a fine 2° guerra mondiale….allora, dopo aver letto sopra le CORRETTE affermazioni…possiamo pensare che le REGOLE dettate dalla Costituzione saranno rispettate? Il mio pensiero è NO!!! Gli interessi delle cosche mafio-catto-comuniste non molleranno mai la presa sul potere politico ed ECONOMICO che hanno sul povero popolo itagliota (del nord)…per cui con un referendum anche svolto DEMOCRATICAMENTE, non otterremo niente, NEANCHE SE IL REFERENDUM fosse un PLEBISCITO….il 100% dei voti a favore dell’ autonomia!! Inoltre lo scetticismo è legittimato dal fatto semplice, semplice…CON CHE CA…O VIVONO QUETSI CRIMINALI SE NON HANNO IN MANO LA NOSTRA BORSA? MI SEMBRA OVVIO E SEMPLICE…SE POI PENSIAMO CON CHE ESSERI ABBIAMO A CHE FARE, DOVE LA MENZOGNA E PANE QUOTIDIANO…NON ABBIAMO NESSUNA SPERANZA….

  2. luigi bandiera says:

    Il brutto e’ che tutto e’ tranquillo e i politicanti, illegittimi, continuano ad esercitare un potere da usurpatori.
    Dove lamentarsi e a chi rivolgersi per avere giustizia..?
    Ci rivolgiamo alla giustizia italiana..?
    Alla Corte dell’Aia..?
    Alla corte suprema per rivendicare i diritti umani..?
    All’Onu..?

    Sono tutti o sordo e o muti… quando non siano correi perche’ ciechi..!

    Abbiamo una carta piu’ bella del mondo scritta in modo tale che ci vogliono (dicono) laureati in costituzione per capir cosa fare o non fare. Eppure pesa su tutte le teste dei cittadini, ignari e analfabeti di essere invece sottomessi da tale carta di stampo kattokomunista che piace tanto agli INVASORI. E perche’ no anche di stampo mafioso..?
    Pensate a quello che avviene in regione italiana di nome Sicilia. Se accadesse nella regione italiana Veneto scoppierebbe o no una rivoluzione..??
    Beh, regioni italiane che mantengono di fatto altre regioni italiane farebbe indignare e scoppiare la gente si o no..? Invece, tutti a fare i pompieri e spegnere qualsiasi fuoco di ribellione. Anzi. Insultano chi segnala che quel fuoco e’ frutto dell’insana politica del dì che fanno gli attuali politicanti ormai definiti incapaci.
    E qua il tempo passa e i bimbi crescono lavati per bene il cervello lì a scuola italiana.
    Piu’ tempo passa e meno ricordi ci saranno nelle teste dei cittadini (bianchi, rossi, gialli e neri; laureati e analfabeti) italiani, o ISLAFRITALIANI..?
    Tutto passera’ inosservato e per questi appartenenti alla BANDA DEI QUATTRO sara’ una grande vittoria sul cosiddetto popolo italiano e non solo..! Altro che cantar vittoria per i 101 invasori spostati da qua a la’ ma rimasti (da mantenere come certe regioni italiane si diceva prima) come i partiti che non partono mai..!
    .
    BASTA BROMURO..!
    .
    BASTA ITALIA..!!
    .
    ITALIA, BASTAaaa…!!!!!!

  3. tony says:

    Ma non avevano cancellato il regio decreto? E perche? La parte lonbarda non ha mai votato per l’annessione all’Italia e il veneto hanno votato i soldati italiani escludendo molte zone venete per questo giuridicamente il lonbardoveneto non e italiano praticamente occupato illegalmente dall’ Italia. Chissa tutto e possibile…

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