LA TELA DI PENELOPE: LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE

di DANIELE VITTORIO COMERO

Nuovo rilancio del duo Alfano-Bersani sulla legge elettorale: “Tre settimane per cambiare il Porcellum. Casini: “Qui stiamo a fare le sceneggiate”. Il dipietrista Belisario ricorda che per cambiare la legge elettorale “basterebbero tre minuti”.
Al tavolo della riforma elettorale settimana scorsa c’è stato un nuovo rilancio dei due segretari di PD e PDL, Bersani e Alfano, dopo che quest’ultimo aveva provato un diversivo con il semi-presidenzialismo alla francese, per trovare l’intesa in tre settimane. Alla sfida di Angelino Alfano e Pier Luigi Bersani, replica un Casini pessimista: “Qui stiamo a fare le sceneggiate”, alludendo a un gioco delle parti. Replica il segretario del Pdl: “Non c’è stata nessuna sceneggiata – ha risposto alla fine di settimana scorsa Alfano a Casini – Lui lo dice perché sostiene che un’intesa c’era già, ma quell’intesa non si è mai tradotta in un’ intesa vera e propria.”
Un anno di dibattiti, riunioni e conciliaboli e la partita, invece di semplificarsi, si è complicata; sono riusciti a rendere sempre più difficile la rimozione del “porcellum”, la famigerata legge 270 del 2005, nel classico modo, quello del doppio rilancio.
Prima di togliere il porcellum, sostiene Alfano, bisogna cambiare la forma dello Stato e poi occorre introdurre le primarie, solo a questo punto si potrebbe introdurre il doppio turno. Insomma, gira di qui, gira di là, alla fine si rimane sempre fermi, sul porcellum.
In un clima di crescente discredito popolare verso il Parlamento di nominati e dopo i risultati delle Comunali 2012, le forze politiche tradizionali sentono il pericolo della frantumazione elettorale. Sotto i colpi dei continui scandali temono l’apertura di spazi inimmaginabili per nuovi competitori, simili a quelli del 1993. Tutti i giochi sono rivolti alle prossime elezioni politiche del 2013, in un contesto estremamente fluido, con elettori in libera uscita e partiti in disgregazione disposti a tutto pur di non mollare.
L’attuale sistema elettorale per il Parlamento, per i molti e gravi difetti che sono spiegati nel libro “Stella e Corona” (scritto con Giorgio Galli, Solfanelli Editore, II Ed. 2012), presupone due pre-condizioni:
— che ci siano delle coalizioni di partiti,
— che ci siano dei capi coalizione (riconosciuti come tali).
Il conto è presto fatto: il PD ha una coalizione (anche più di una) ma non un leader (Bersani è sotto scacco primarie), il centro-destra non ha più una coalizione e neppure una guida post-berlusconiana. La Lega Nord non ha una coalizione, per ora, per cui rischia di rimanere fuori dalla Camera e di mantenere una piccola rappresentanza al Senato. Il Centro invece ha quasi tutto: molti e variegati partiti, molti e versatili presunti capi, scarseggiano pesantemente i voti.
Le precondizioni per andare al voto con questo sistema non sono realizzate, ne sono realizzabili con trucchetti vari (primarie). L’attuale stallo è un danno per tutto il Paese, con ripercussioni potenzialmente devastanti sul quadro politico nel 2013.

 

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4 Comments

  1. Din says:

    Continuino cosi e si troveranno fuori dai giochi in modalitò democratica.

  2. luigi bandiera says:

    Ah si, i proci vorrebbero tutto… cioe’ una legge che li metta al comando.

    Ulisse non viene nemmeno interpellato. E’ sugli spalti per applaudire le varie giocate dei suoi prossimi imperatori.

    Cosi’ Ulisse e’ proprio il NESSUNO..!

    Ed e’ come la si voleva dimostrare. Con o senza tela.

    Cosi’ sara’ scritto e cosi’ sara’ fatto.

    Amen

  3. Domenico says:

    Pulcinella e Arlecchino sono più seri. Questi pagliacci dovrebbero sparire. Per sempre

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