LA SVIZZERA VUOL CONTROLLARE I CONTI CORRENTI, MA C’E’ CHI SI OPPONE

di REDAZIONE

L’esecutivo svizzero vuole permettere ai cantoni di accedere ai dati bancari anche in caso di evasione fiscale, e non solo di frode fiscale come adesso. Il Consiglio federale ha dunque incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di preparare assieme ai cantoni, entro la primavera del 2013, un progetto legislativo in tal senso da inviare in consultazione. L’annuncio odierno del Consiglio federale sull’armonizzazione del diritto penale fiscale ha suscitato tra i partiti reazioni contrastanti.

L’Unione democratica di centro ha fatto sapere in un comunicato che si battera’ con tutte le forze contro qualsiasi ammorbidimento del segreto bancario, che costituisce un pilastro portante dello stato di diritto elvetico. La distinzione tra evasione e frode fiscale, secondo l’UDC, va mantenuta: “chi dimentica di dichiarare al fisco qualcosa non puo’ essere perseguito sul piano penale”. Della stessa opinione si e’ detto il presidente del Partito popolare democratico Christophe Darbellay.Prudente il presidente del Partito liberale-radicale Philipp Muller.

Il PLR, ha detto, non e’ in linea di principio contrario a una modifica del diritto penale fiscale, ma di certo si opporra’ all’abolizione della distinzione tra frode ed evasione. “Non vogliamo una criminalizzazione a tappeto dei contribuenti”. Di parere diametralmente opposto il Partito socialista, secondo il quale l’annuncio governativo costituisce un passo che giunge in ritardo ma che va nella giusta direzione. Commenti analoghi da parte dei Verdi. Il Partito borghese democratico ha espresso soddisfazione, ma nel contempo ha sottolineato che frode ed evasione non vanno poste sullo stesso piano.

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