La Svizzera vuol comprare la Lombardia? Non tutto sembra falso…

di GIANFRANCESCO RUGGERI

“Operazione Lombardia”: qualcosa di misterioso ruota attorno a questa espressione, ma andiamo con ordine.

Nella sera del 26 gennaio la televisione svizzera Rsi ha dedicato una puntata del programma Storie ad un documentario denominato “Operazione Lombardia” realizzato da Fulvio Bernasconi. Il documentario svela l’esistenza di una trattativa segreta tra Italia e Svizzera per la cessione della Lombardia alla Confederazione Elvetica, prezzo 300 miliardi di franchi. La caduta del governo Berlusconi e l’insediamento di Monti avrebbe causato il fallimento della trattativa con la complicità della grande banca Goldam Sachs contraria alla cessione.

In realtà più che di un documentario si tratta di una docufiction, ovvero una fiction confezionata sotto forma di documentario, ciò non toglie che la RSI abbia presentato il tutto come un documentario vero e proprio e abbia lasciato credere ai suoi telespettatori che quanto stavano vedendo fosse assolutamente vero. A posteriori ovviamente è stata rapidamente svelata la realtà dei fatti e ciò ha provocato non poche perplessità nei telespettatori svizzeri, al contrario la reazione al di qua della ramina, cioè da noi in Padania, è stata molto contenuta, quasi non si è parlato dell’argomento, ovvio che all’italico occupante certe notizie non piacciano, neppure se sono campate in aria.

Il documentario parte però da presupposti reali, ovvero cita la frase del ministro della difesa e consigliere federale dell’UDC Ueli Maurer, che il 26 marzo 2012 ha dichiarato: “Annettere la Lombardia per noi non sarebbe un problema. La Lombardia rappresenta circa il 90% del totale di tutti gli scambi commerciali con il nostro paese”. Ne è seguita in Lombardia una raccolta firme on line che è arrivata nel breve volgere di pochi giorni a più di 30.000 sottoscrizioni. Nel documentario appaiono poi politici e personaggi reali che si sono prestati al gioco, alcuni svizzeri come Marco Borradori e Moritz Leuenberger, altri italiani come Gad Lerner e a condurre l’inchiesta c’era Lorenzo Buccella, un vero giornalista del TG svizzero. Al contempo vi è però una serie di indizi sparsi ad arte per far intuire allo spettatore che di burla si tratta, uno di questi indizi sarebbe l’elenco composto dalle quattro regole di integrazione cui il cittadino lombardo neosvizzero dovrebbe uniformarsi.

Il documentario si chiude però con una frase sibilina “non tutto quello che avete visto è falso”.

È da giorni che cerco di saperne di più, che scandaglio il sito della RSI ed in particolare la pagina di Storie per vedere questo filmato, ho rintracciato anche molti siti in cui si rimanda al filmato, ma poi compare sempre una pagina di errore e non c’è verso di vedere questa benedetta docufiction. La cosa è tanto più strana se si pensa che sulla pagina di Storie si trovano tutte le puntate, compresa una puntata più recente, ma non c’è traccia di Operazione Lombardia. Gad Lerner nel suo sito, dopo aver chiamato Berlusconi il regista che invece si chiama Bernasconi, che fissa Gad, spiega che il filmato è visibile solo a quanti risiedono in Svizzera, ma non è così, infatti tutti le altre puntate di Storie si possono vedere anche da noi.

Si possono quindi fare alcune ipotesi a riguardo: anche gli svizzeri sbagliano, anche da loro c’è qualcosa che non funziona, sono casinari come da noi… No, è l’ipotesi meno probabile.

Le proteste di una parte dei telespettatori elvetici che si sono sentiti presi in giro han fatto si che, per evitare ulteriori polemiche, la RSI abbia rinunciato a riproporre la puntata incriminata: ciò è credibile, visto il rigore svizzero.

Infine vi è una terza ipotesi, quella che prediligo: il problema non è tanto il risentimento di una parte dei telespettatori svizzeri, bensì la speranza che potrebbe essere indotta in tantissimi lombardi ed il contemporaneo timore e risentimento italico. Sarà anche una docufiction, sarà anche tutto falso, ma visto come siamo conciati di qua della ramina, anche la più flebile speranza la prendiamo per buona, perché chi sta annegando si attacca anche ad un filo di paglia. Dato che la situazione lombarda è disperata, non è forse azzardato pensare che da Roma qualcuno abbia telefonato imbufalito a Lugano o a Berna, lanciando fulmini e saette contro i confederali che osano anche solo scherzare su di un possibile acquisto della Lombardia? Il vero rischio infatti è che lo scherzo non sia capito, in effetti la RSI per giustificarsi cita un elenco di 4 regole cui i neo cittadini lombardo-svizzeri dovrebbero sottostare per integrarsi, descrivendo questa notizia come la più assurda, tanto assurda che da sola avrebbe dovuto far comprendere che si trattata di uno scherzo. Cari Svizzeri, si vede che non avete la benchè minima idea della nostra situazione, in un paese come l’italia dove le regole per aprire una finestra sono 332, salvo rettifiche, modifiche, adeguamenti, sviste, condoni con domanda da presentare in carta bollata con firma contro firma, timbro e autentica, voi pensate veramente che noi possiamo ritenere uno scherzo la notizia secondo la quale dovremmo rispettare 4, dico quattro regole non per aprire una semplice finestra, ma bensì per diventare addirittura cittadini elvetici? Cari svizzeri, per noi è credibilissimo che voi abbiate solo 4 regole per la cittadinanza, mentre noi ne abbiamo 332 per la finestra del cesso!

C’è di più, la situazione di qua della ramina, ovvero qui da noi, fa così schifo che le 4 regole le potremmo accettare anche ad occhi chiusi, potremmo firmare in bianco. Non ho visto il filmato, non so quali siano queste quattro regole, ma ditemi dove firmare che le accetto pur di diventare cittadino svizzero, o meglio, pur di sottrarre una parte della mia terra all’occupazione italica.

C’è invece un altro elemento che avrebbe dovuto far capire che si trattava di uno scherzo: il prezzo. 300 miliardi di franchi, ovvero 250 miliardi di euro, sono veramente una miseria per comprare la Lombardia. Anche questo dimostra che gli Svizzeri non hanno una chiara conoscenza della nostra situazione, considerato che la Lombardia tra quanto versa e quanto riceve da Roma perde ogni anno circa 55 miliardi di euro, quindi l’investimento degli svizzeri si ripagava in meno di 5 anni: credete veramente che Roma ci venda per così poco? Sanno bene quanto possono mungere dalla nostra terra.

 Mi rimane quindi la curiosità di capire per quale ragione questo documentario non sia disponibile, ma al contempo noto con piacere che ridendo e scherzando gli Svizzeri forse un pensierino lo stanno facendo. Ueli Maurer l’ha veramente proposto nel 2012, oggi qualcuno ha scherzosamente ripreso la proposta, di qua della ramina noi saremmo tutti ben lieti di avere un passaporto rossocrociato e di liberarci in un colpo solo dell’italica palla al piede e dell’europeistica zavorra. Di più, che gli Svizzeri ci pensino non è certo una novità, probabilmente ci pensano da secoli, forse dalla “battaglia di Marignano”, quando tra il 13 e il 14 settembre del 1515 furono sconfitti dai francesi e persero il controllo del Ducato di Milano: per chi non lo sapesse gli Svizzeri divennero neutrali proprio da allora, tale fu l’impatto di quella sconfitta: che ancora ci stiano rimuginando?

A noi rimane la speranza che qualcosa di vero ci sia, non fosse altro perché “non tutto quello che avete visto è falso”. Sperèm!

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24 Comments

  1. Hans Grieder says:

    Iter da seguire:
    1.Voto favorevole all’indipendenza come repubblica sovrana democratica
    2.Chiedete (se vi conviene) l’adesione come 27°cantone alla Svizzera . Cantone a statuto speciale.
    Copiate quello che vi fa comodo: p.es. Democrazia diretta, giurisprudenza e burocrazia snella, IVA 8%, neutralità, Franco svizzero …
    3. basta chiedere … gli svizzeri non sono cattivi!
    saluti
    p.s. alla Svizzera farebbe comodo arrivare al mare adriatico grazie una via fluviale Locarno-Stresa-Milano-Venezia.

  2. luigi bandiera says:

    BEATI GLI SVIZZERI: il loro referendum conta… anche con scarto minimo.

    Pero’ i komunisti francesi vorrebbero avanti tutti, come qua da noi.

    Poi a mantenerli tanto ci pensano o i frati o le suore o i notissimi PEONES, NOI.

    KAX KE MONDO DI MERRRRDDDD…

  3. Giuseppe d'Aritmaticea says:

    In realtà, qualunque fiction (si dice così?) viene proposta se ha qualche probabilità di successo. Qui il successo è stato persin troppo. La realtà, dunque, è questa: un sentimento popolare diffuso, non certo favorevole allo Stato nazionale italiano, che qualunque cosa e soluzione vada bene purchè contempli una scissione da esso.

  4. sandrone says:

    Ma fatela finita!

    A parte che è tutto un falso casomai l’unica cosa che interessa agli svizzeri è la manodopera lombarda a basso costo. Da servi di Roma a servi di Zurigo.

    E poi perché proprio la Svizzera?

    E’ una nazione falsa, triste, ipocrita…provare per credere.

    Meglio il Brasile, almeno c’è il sole e tante belle ragazze, oppure l’Olanda…cosi dopo una bella fumata di hashish le spariamo ancora più grosse di questa!

  5. renzone says:

    come no, se non è fantascienza questa

  6. Paolo Bonacchi says:

    Beati voi che almeno avete la possibilità di essere acquistati dalla Svizzera. Io, come toscano, mi contenterei di essere acquistato dalla Lombardia. Gratis; anzi: sono disposto a pagare qualcosa. Vi lamentate sempre e non sapete che la mia Toscana è la patria della burocrazia: da noi costa il doppio della media delle regioni italiane. Il centrlaismo democratico catto-comunista, qui è di casa. E le conseguenze si vedono.

  7. raniero says:

    Questa mattina funziona tutto bene.
    Mi appare ttitolo ed articoli così posso intervenire e dire la mia opinione.
    Probabilmente era un problema del mio computer.
    Il giornale è diretto benissimo dal Dott.Marchi ed io se non posso collegarmi ed intervenire mi sento male.
    Complimenti a tutto lo staff.

  8. angelino jolie says:

    Ma che termine assurdo, comprare, lol. Si compra il pane, le arance, un pacchetto di sigarette..ma come si fa a comprare una regione? Pessimo articolo, pessima terminologia! p.s. la chicca fantasiosa della chiamata da Roma è meravigliosa

    • luigi bandiera says:

      Beh, non e’ la prima volta che si usa il termine comprare per acquisire un territorio. Mi ricordo l’Alaska… che fu comprata o acquisita dagli USA. Ovviamente fecero un accordo.

      Faranno uguale col la Lombardia..?

      Il principio che vale, che conta, e’ un altro…

      …continua…

    • wert says:

      comprare è sinonimo di un accordo tra le parti, gli svizzeri con grande senso civico pensano che ci si possa accordare, mi rendo conto che in italia ci sia meno civismo e mi rendo conto che sopratutto agli italiani veraci e a roma capitale questo termine sembri assurdo, perchè loro sono abituati a venir qua e a prendere/rubare tutto quello che vogliono senza chiedere permesso.

      in effetti da un punto di vista mediterraneo comprare è proprio un termine assurdo.

  9. raniero says:

    Ci sono dei problemi sul sito dell’Indipendenza?
    Mi appare solo il la scritta Indipendenza e no gli articoli.
    Come mai questa anomalia.

  10. Dan says:

    No ma, scusate… mettere la firma per farci comprare ?
    Ma dove siamo ? Al non plus ultra della fiera del bestiame ?
    L’italia che ci vende a noi ?
    L’italia non vende un cazzo, siamo noi che ce ne dobbiamo andare. Ci manca solo che ci mettano il cartellino al collo come gli schiavi di duemila anni fa.
    Ce ne andiamo e facciamo da soli, poi se la svizzera ci vuole alza la cornetta e lì il prezzo lo decidiamo noi.
    Ma guarda te che discorsi del menga mi tocca leggere…

  11. ivana says:

    tutto molto noioso perchè non essendo interessante dovrebbe essere almeno divertente e non lo è! non sono riuscita a finire l’articolo.

  12. Ardian says:

    Ciao a tutti, anche in svizzera è stato rimosso.
    Ho trovato il link è questo:

    http://la1.rsi.ch/home/networks/la1/cultura/Storie/2014/01/20/operazione-lombardia.html#Video

    come potete vedere non c’è più. Ma se ti utilizza la webcache di google si riesce ancora vedere! Buona visione.

    http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:http://la1.rsi.ch/home/networks/la1/cultura/Storie/2014/01/20/operazione-lombardia.html#Video

    Una volta pubblicato qualcosa su internet, il file rimane su internet.

    Saluti

  13. luigi bandiera says:

    Non credo che la Svizzera compri anche gli scarti presenti in lombardia.

    Si prendera’ il buono e il cattivo lo spingera’ fuori, o no..?

    Mah…

    Speriamo compri anche il veneto visto che qua non si muove foglia.

    …continua…
    .

  14. hacker says:

    Se hai trovato i link pubblicali, forse si può scaricare/vedere usando un Proxy server svizzero.

  15. carla 40 says:

    Le buone (SI SPERA) notizie si possono dare all’infinito, cosi’ entrano meglio in certe teste un po’ restie. Sarebbe un buon acquisto, ma prima andrebbe alquanto ripulita visti gli ultimi accadimenti.

  16. Mister Libertarian says:

    La Lombardia raggiungerebbe più facilmente l’indipendenza dallo stato-ladro criminale italiota se iniziasse fin da subito subito delle serie trattative per entrare in un patto federativo con la Svizzera.

    Una volta denunciata e respinta l’infame costituzione italiana, si dovrebbe procedere mediante referendum all’adozione, con alcune integrazioni concordate con le autorità svizzere, della costituzione elvetica.

    Altre vie di salvezza per i lombardi non ne vedo.

  17. El Doge says:

    Quando date certe notizie..DOCUMENTETEVI..per non fare figure da i-taglioni, Ignoranti..il giornale la Padania ne aveva parlato 3 giorni fà..con tanto di commenti e curiosità!!!…notizia vecchia e gia commentata!!!

    • gianluca says:

      e allora? La Padania forse la legge l’universo mondo per essere esaustiva? E i grandi giornali italiani che rilanciano notizie provenienti dall’estero magari anche tre giorni dopo dovrebbero forse tacerne perché ne ha parlato magari l’Herald del Minnesota?

  18. egenna says:

    Magari…!

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