La Svizzera si scandalizza: Schengen dà il via ai ladri in Ticino

ladri svizzera

 

di BRUNO DETASSIS – La Svizzera ha tutte le sacrosante ragioni per scandalizzarsi e ritenere che Schengen sia il lasciapassare per la libera circolazione di tutto ma anche di… troppo. E’  così che si dà notizia sulle pagine del Corriere del Ticino del sequestro da parte degli agenti della Regione IV di arnesi del mestiere nelle auto fermate con a bordo persone dal volto poco rassicurante.

Buona parte dei mezzi e delle persone provengono dall’est ma non si può fare altro che sequestrare i ferri del mestiere. Nulla di più. Attrezzi nascosti spesso nei furgoni, assieme a  “passamontagna, pile frontali, ricetrasmittenti, calzettoni di lana” per avere il passo felpato al lavoro!

Poi non mancano attrezzi informatici, elettronici, microtelecamere  e strumenti per clonare carte di credito e bancomat. Tuttavia… in virtù delle leggi doganali, si sequestrano i beni ma non si va oltre. “il Codice penale svizzero non punisce gli atti preparatori di furto. E le persone fermate e controllate lo sanno. Quindi, una volta alleggeriti del materiale pericoloso che si portavano appresso, questi cittadini, se appartenenti all’area Schengen, possono continuare il loro viaggio all’interno del territorio svizzero. Sotto lo sguardo non certamente felice delle guardie di confine”.

Da qui la richiesta, che giriamo anche noi alle autorità e a Norman Gobbi, sensibile al tema: “forse, è arrivato il momento di pensare ad una modifica di qualche articolo di legge: quello relativo, magari, agli atti preparatori punibili (260 bis del Codice penale)”.

Se la Svizzera iniziasse a dare l’esempio… chissà che anche al di là del confine qualcuno si svegli.

 

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