La speranza è che Narciso muoia in fretta

ecoPubblichiamo di seguito l’intervento del direttore del quotidiano lindipendenzanuova.com, Stefania Piazzo, ospite al congresso di Grande Nord.

Da osservatore che deve fare sintesi delle cose, perché questo è il mio mestiere, cosa vedo?

Oggi stiamo pagando le conseguenze di una semplificazione che ha azzerato tutte le competenze.

Si è partiti con Mani pulite, demolendo tutta una classe politica. La politica è male: via.
Si è arrivati a demonizzare tutta l’elite politica, per arrivare all’altra elite, quella della comunicazione. I giornali sono tutti di parte.
Via il finanziamento ai partiti. Via il finanziamento all’editoria.
Oggi la somma di queste sottrazioni è sotto ai nostri occhi.
Stiamo subendo il trionfo della stupidità.

Guardate che stupidi e cretini hanno vinto, stanno vincendo.

La globalizzazione, la rete, ha permesso agli stupidi di arrivare ovunque. E grazie alla tecnologia, i cretini hanno conquistato in fretta il potere.

Facciamo degli esempi. Tutte le opinioni vengono messe sullo stesso piano. La mia idea è migliore perché è la mia. E quindi se non credo ai vaccini, i vaccini sono sbagliati. La Tav è sbagliata, quindi chi la vuole è un affarista. Gli idioti sono lì che aspettano di delegittimarti.

Delegittimano la scienza;

delegittimano la Costituzione;

delegittimano il capo dello Stato;

delegittimano l’Europa, l’euro;

delegittimano la bellezza (le archistar decidono il paesaggio. Scusate, ma guardate solo la differenza tra un moderno piano regolatore e la geografia rurale con le nostre cascine…);

delegittimano la stampa.

E i politici? Plasmare un popolo di stupidi è il massimo! Attraverso l’istruzione, che elimina la storia dalla maturità, e i media. Che non ci sono più. I giornali chiudono. Perché c’è la rete. Una massa disinformata, che incoraggia la stupidità facendo credere che quello che pensa la gente sia sempre giusto.

Il passaggio chiave è:

controllare quello che pensiamo, darci ragione. Non è che il politico la pensa come te. Ti dà ragione su come la pensi tu. La sentiment analysis la chiamano. Il politico si sintonizza e interviene. Oggi il consenso si costruisce così. Sui social.

Ma gli algoritmi non sono l’informazione.

Capite che abisso passa tra fagocitare dati, frasi, notizie e fare giornalismo?

Io rispondo di ogni sillaba che scrivo, finisco a processo, sui social governati da editori mascherati con sede legale oltreoceano, puoi scrivere quello che vuoi. Puoi diffamare chi vuoi, puoi insultare chi vuoi. Può scrivere chiunque senza filtro. E spacciarlo per vero. Ed è tutto gratis. All you can it.

Capite che il giornalismo è un contrappeso della democrazia, reale. Oggi la democrazia è pallida. Non è vero che la libertà d’opinione è un diritto della Costituzione. I giornali li fanno chiudere. Sapendo che la pubblicità gira solo su fb e google e che le tasse qui non le pagano.

Sapendo che hanno mercato solo i nostri like, le nostre abitudini sulla rete. Questo ha valore, i nostri dati sensibili da vendere. Hanno più mercato gli influencer. Orientano per guadagnare soldi.

Il giornalismo è responsabilità, fare tutti i giorni un quotidiano per me è responsabilità. La rete non ha etica, non risponde a nessuno. Non informa come crediamo, raccoglie i nostri dati.

Non siamo più cittadini, siamo stati trasformati con la nostra autorizzazione, in fan, in follower.

Capite che così la democrazia non sta in piedi. Capite che la professionalità non ha più valore. I contenuti non hanno più valore. La lettura non serve più.

Sui social quindi si pesca, e i pescatori sono spregiudicati e pure scarsi come politici. Ma bravi nell’usare gli algoritmi.

Risultato: sulla stampa ricavi pubblicitari -68% negli ultimi 12 anni), edicole che chiudono ed entrate dalle vendite in picchiata (-52% dal 2007 ad oggi). Eppure il Giappone ha dati all’opposto.  I giapponesi leggono i giornali di carta, perché gli editori hanno organizzato, con l’utilizzo degli studenti (edicolanti volanti), un sistema di distribuzione efficiente che sostituisce le edicole. I quotidiani vengono portati a casa dei lettori ogni giorno all’alba. Non possiamo fare lo stesso in Italia? In Giappone ci sono 72 milioni di copie vendute ogni giorno, contro i 58 milioni degli Stati Uniti e i 26 della Germania, il mercato giapponese dei quotidiani è il più grande del mondo.

In Italia invece la democrazia procede a sondaggi, a colpi di illusioni, a maggioranza. Una democrazia plebiscitaria che apre la via all’ingiustizia. Mi porta voti? Vado di lì.

Io, per quel che posso, cerco di graffiare, svegliare le coscienze, inoculare un tarlo.

La vera multimedialità è la mente umana, è tra simili che ci si vuole intendere. Altrimenti si vende della merce.

L’indipendenza del giornalista è quindi il fattore determinante nella difesa, nel raggiungimento della libertà, che non è per questa complessità di analisi, un gioco per tutti.

“Mancanza di intelligenza, di ragionamento, di logica, di senso critico, difficoltà a stabilire collegamenti, cogliere le sottigliezze e andare oltre i pregiudizi, disturbo della comprensione, assenza di riferimenti dovuta all’incultura e all’ignoranza, incapacità di giudicare, riflettere, valutare una situazione e le sue conseguenze, goffaggine nell’espressione, pesantezza di spirito, propensione alla gaffe, alla confusione, perversione del gusto, per dirlo in una parola: coglionaggine”. Così Armand Farrachi, scrittore francese sintetizza nel libro “Il trionfo della stupidità”, alcuni di questi elementi.

Ma non dice una cosa. Che libertà, informazione, comunicazione, sono genere femminile.

Guardate che il peso delle parole, oggi, non è ancora libero dal mito.

Qui ci sta, insomma, la provocazione e la riflessione.

Penso che siamo figli, nella cattiva comunicazione, del mito di Eco e Narciso. E’ la proiezione di uno stalking che condanna chi ha meno forza contrattuale, a perdere la parola.

Siamo, insomma, da Eco ad oggi, qualcosa come un ritorno acustico, la  comunicazione si adegua. Tacendo o essendo messa a tacere.

Peccato che Narciso, alla fine della fiera, per volere di Nemesi, perda se stesso innamorandosi del proprio io riflesso.  Forse è questa la speranza, che Narciso muoia in fretta. Ma occorre non essere stupidi.

Stefania Piazzo direttore quotidiano lindipendenzanuova.com

 

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