La Spagna ha partiti deboli. La Catalogna ce la può fare. Vale anche per il lombardoveneto?

di STEFANIA PIAZZOmaialiroma

Il Sussidiario non è un quotidiano secessionista. E’ un giornale controcorrente anche se talvolta allineato con le opinioni e le lobby culturali del mondo paraciellino. Tuttavia lo si può apprezzare per la capacità di fornire letture dei fatti in cui le sue diverse anime non sanno cosa fa la mano destra e cosa quella sinistra. E questo è un bene, perché il pensiero corre libero. Tanto che, mentre tanti altri scrivevano le solite cose ovvie sul dopo Scozia, vi si leggeva anche questo:

“Sicuramente in Catalogna vincerà la secessione. In Spagna ci sono una monarchia inesistente, un primo ministro, Rajoy, che offende i catalani affermando che non sono intelligenti come gli scozzesi, un Partito Popolare Spagnolo che non ha nessuna leadership e credibilità. Non c’è dubbio quindi sul fatto che in Catalogna vinceranno i sì. Il problema non è l’Europa bensì la Spagna, uno Stato composto da più nazioni dove negli ultimi anni il gruppo dirigente, compresa la monarchia, non è stata all’altezza. Mentre chi guida il Regno Unito, nonostante le divisioni, ha dimostrato di essere in grado di affrontare le sfide”.

In queste righe, apparse a fine 2014 (a firma Piero Vernizzi),  vi sono molti aspetti condivisibili e di stretta attualità. Ma non è solo per la debolezza spagnola che la partita catalana si fa interessante. Nell’intervista di Pietro Vernizzi a Giulio Sapelli si centrava la questione, cioè l’effetto istituzionale a catena: “Le conseguenze più immediate riguarderebbero piuttosto baschi e galiziani in Spagna, fiamminghi e valloni in Belgio”.

Ricapitolando: la Catalogna, al di là dei veti di Madrid, ha possibilità reali di sfondare il muro, ha politici più deboli e partiti meno strutturati. Infatti, la Catalogna nonostante i ripetuti veti di Madrid, punta ad una dichiarazione unilaterale.

Diceva infatti Sapelli: “Se la Scozia è rimasta unita a Londra, è anche grazie al fatto che è un caposaldo laburista. A differenza che in Italia, nel Regno Unito i partiti sono ancora l’essenza del processo democratico, e la vittoria dei no è conseguenza anche di questo fatto”.

Se così fosse, se il principio dovesse valere anche per l’Italia, vista la sua classe politica corrotta, visto che i partiti non sono l’essenza della democrazia ma della truffa, della ladreria, del tiranneggiare, con ministri e amministratori incapaci di tenere fede anche a mezza promessa, abbattere lo status quo con un referendum dovrebbe essere un gioco da ragazzi. Gli insulti arrivati al Nord, tacciato delle peggiori nefandezze per aver alzato la testa contro le furberie del sistema, non somigliano forse a quelle contro i catalani? E allora?!

Non si può neanche dire che il Nord abbia avuto i suoi laburisti nostrani capaci nel tener testa al fenomeno del crescente bisogno di indipendenza da Roma. La debolezza complessiva della classe politica era ed è tale da interrogarsi sul perché dell’ancora nulla di fatto. Il problema della credibilità, della coerenza, attraversa trasversalmente tutti, destra, sinistra, centro, Lega, il voto a uno equivale al voto all’altro, con qualche sfumatura sulla sicurezza in più al Carroccio nel fare la voce dura per immigrazione e collasso da clandestini.

Ma non basta avere un movimento che oscilla nella sua vita tra il 4 e l’8 per cento per fare la rivoluzione. Serve almeno un’altra generazione per sperare di avere un dopo Berlusconi, un dopo Renzi, e una destra con una sinistra riformiste sul serio, desiderose di risolvere la questione settentrionale, sempre ammesso che la recessione sia finita e la crisi pure senza dover passare, come si faceva in passato, per una guerra.

 

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3 Comments

  1. Ric says:

    Guerra ?
    Si alla pancia , al colesterolo , ai saldi .
    Un pò di brivido e di speranza , file rouge lombardo Veneto saldato al nerbo degli ultimi reduci delle due guerre , ultima chiamata seria alle armi contro l’invasione terronico/statalista pappante tutto ciò che si muoveva di risorsa nazional tassabile , militarizzando di potere l’impossibile e saturando in ogni dove con filosofia della “menata questione meridionale” , menate delle mafie e menate delle antimafie , dei terrorismi , dei rapimenti , delle anonime sequestri , dei processi nei bunker ( non c’erano neanche in tempo di guerra sotto i bombardamenti i bunker ! )
    processi in tribunali spettacolo al posto di lavoro vero , tutta sta diseconomia che puzza di casta autopoietica che fagocita il principio del tuo diritto con leggi pro domo sue , calate dal cielo per mettere sotto il somaro che lavora che si impegola , preferisce sottostare all’imposta sul valore aggiunto come un ricostituente che prescrive il dottore , e giù taniche di olio di ricino per tenere in piedi la partite iva perché se per caso non sei “congruo” , ti cambiano ragione sociale e divieni evasore fiscale , cioè pattumiera d’invettive e strali da parte dei giusti che s’indignano !
    Il sistema è metodo come sottrarre “senza colpo ferire” , come dicono in Calabria , denari per far vivere un buon benessere alla stirpe dei lazzaroni parassiti , piazzati di tutto punto per “mangiarti i gnocchi in testa” , come dicono a Rovigo .
    E allora se la storia non è questa ma un’altra , scusate io non ci capisco niente di tutti sti imbrogli ,
    e allora se non è mica questione di razze e di popoli con mentalitá , indole, e credo differenti , allora indipendenza per cosa ? da cosa ? Da chi ?
    Continuiamo a farci del male , astrazione , mandare a scuola figli per farli indottrinare dai prof. dello stipendificio and company , sforzarci di essere sempre altra cosa da ciò che pensiamo , da ciò che sentiamo , divenendo nichilisti .
    Timore , paura , sentirsi fuori posto sempre , e allora comandano gli altri , ogni razza che arriva capisce e ti mette sotto e , se protesti , ti espongono al pubblico ludibrio degli illuminati di turno , delle intellighenzie , dei radical scic , delle caste sociali erudite e progressiste , dei clericalismi pontificanti et scomunicanti , a braccetto con truppe televisive della Gauche ad immortalare l’atto di beneficenza del Cardinal Scola invitante a pranzo un campione ben selezionato di sfortunatoni nel giorno della Befana .
    E tu egoistone che te la prendi con gli scuri di pelle , zingari o altro , che ti arrivano in casa , come una volta ce l’avevi coi terroni , non hai mica vergogna ?
    Bene , e allora se il timido federalismo solidale , la pretesa di salvaguardare il tipico ,il tuo lavoro , il cibo , il dialetto , il costume , la tradizione , essere liberi in casa propria , è pretendere troppo allora vien da dire al buon Salvini di non fare alleanze , di andare avanti per la sua strada , perché è iniziato il tempo delle conseguenze e del riscatto .

  2. RENZO says:

    Forse solo il Veneto ce la può fare
    Penso ci sia ancora un 50%+1 con una vera identità…… il resto verrà risucchiato negli inferi!
    WSM

  3. caterina says:

    no, non vale per il “lombardoveneto”, perche’ e’ un espressione troppi debole a fronte di secoli di storie diverse… con buona pace dei leghisti di oggidi ‘ nonostante la balzana idea del battesimo a Venezia con le acque del Po…. che suono’ ai Veneti memori della Liga come una presa per i fondelli…

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