La solidarietà de l’Indipendenza ai giornalisti indagati della Gazzetta di Mantova

di REDAZIONEcomune mantova

Piena, ampia solidarietà di tutta la redazione del nostro quotidiano ai colleghi e al direttore della Gazzetta di Mantova, “rei” di aver fatto il loro dovere e cioè informare i cittadini nel rispetto dell’interesse pubblico delle informazioni in loro possesso in merito alle inchieste sul sindaco della città.

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Gabriele Dossena, si è intanto già schierato a fianco dei quattro colleghi della Gazzetta di Mantova (Rossella Cadane’, Igor Cipollina, Gabriele De Stefani e il loro direttore Paolo Boldrini) che sono stati iscritti nel registro degli indagati per “pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale”, e chiede alla magistratura il rispetto della Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Gli articoli pubblicati, ricorda una nota dell’Odg della Lombardia, “riguardano stralci di atti di un’indagine antimafia denominata “Pesci” condotta dalla Procura di Brescia nella quale figurano coinvolti il sindaco di Mantova, Nicola Sodano, accusato di peculato e corruzione, e il costruttore edile Antonio Muto, di origine cutrese, in carcere con l’accusa di associazione mafiosa.

Gli atti pubblicati fanno riferimento a un’informativa dei carabinieri che era gia’ nella disponibilita’ delle persone indagate e arrestate, nell’ambito dell’inchiesta, seppur ancora coperta da segreto istruttorio”. “E’ sacrosanta la necessita’ dei magistrati di proteggere le loro indagini e il lavoro dei giornalisti non e’ certo volto a minare, in alcun modo, le prerogative costituzionali della magistratura. Ma proprio su questo tema – osserva il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Gabriele Dossena – la Corte europea dei diritti dell’uomo e’ molto chiara.

Fin dal 12 aprile 2012, infatti, la Corte di Strasburgo ha depositato una sentenza nella quale (ex articolo 10 della Cedu) si dichiara inconfutabilmente che quando le notizie sono di interesse pubblico e’ prevalente il diritto all’informazione rispetto alla segretezza delle indagini”. “Iscrivere nel registro degli indagati i giornalisti – continua Dossena – equivarrebbe anzi a dissuadere i cronisti dallo svolgere il loro dovere d’informare i cittadini e lederebbe il diritto dei cittadini a essere informati su una notizia di palese carattere pubblico”. “Pur nella presunzione d’innocenza, pubblicare una notizia che riguarda il sindaco di una citta’ – spiega Dossena – e’ un atto di assoluto interesse per la collettivita’. Dissuadere i giornalisti dal pubblicarla significherebbe mettere a rischio quella liberta’ di stampa che e’ sancita dalla Costituzione italiana e dalla Costituzione europea (Trattato di Lisbona) come uno dei capisaldi della democrazia di un Paese”.

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