La sinistra tratta con Berlusconi, martire o pregiudicato?

di MARCELLO RICCIarcore_berlusconi2_1

Paese straordinario questo! Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva, privato di tutti i diritti politici, partecipa alla danza per l’elezione dal presidente della Repubblica. Lo straordinario, non è solo nel fatto che ciò avvenga, che il Presidente del Consiglio tratti con il condannato, ma che stampa e televisioni e radio non segnalino l’incongruenza. Anche giornalisti acuti e pungenti come Massimo Gramellini, trattando l’argomento, non si stupiscono del ruolo che Silvio interpreta in questo particolare e delicato momento. La situazione è paradossale è come se per nominare il ministro di Grazia e Giustizia si fosse trattato con un pregiudicato. Questo accade in concomitanza con l’arresto della Federica Gagliardi per narcotraffico, che fu fotografata accanto a Berlusconi in occasione del G8 di Toronto.

 

Martire o eroe
Paradossale, assurdo o tutto regolare? Delle due l’una o Berlusconi è un martire, un perseguitato come Enzo Tortora o questo è il paese dove , anche per il più alto ruolo istituzionale nulla si può decidere senza il consenso del condannato in via definitiva per reati gravi o c’è il riconoscimento ufficiale del ruolo determinante dell’illegalità nel governo del Paese.
Berlusconi scese in politica , come è noto, quando cadde Bettino Craxxi che aveva sancito che le tangenti erano politicamente corrette. Silvio non “scese in campo” per salvare l’Italia, ma il suo impero fatto anche di TV e frequenze. Cosa perfettamente riuscita. La discendenza politica conta, come le scuole che si sono frequentate. All’ombra di Craxi sono cresciuti Silvio Berlusconi e Giuliano Amato. E’ straordinario e normale che entrambi siano in gioco, con ruoli diversi, per l’elezione del Capo dello Stato?
La riflessione è se in questo paese il potere giudiziario svolge il proprio ruolo correttamente e allora le persone private dei diritti politici non debbono interferire con la vita politica, oppure la magistratura esprime un potere di parte ed è quindi giusto ignorarne le sentenze. Difficile rispondere, verosimilmente e tragicamente sono entrambe verosimili e per questo, l’Italia, così come è strutturata non ha speranza e prospettive positive.

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