La Sicilia “ricatta” il Governo, che cala le braghe e molla 900 milioni

di FABRIZIO DAL COL

Alla Regione Siciliana sono bastate 24 ore per sbloccare il patto di stabilità. Con le elezioni regionali alle porte e una deroga al patto di stabilità già concordata con il ministero dell’Economia  ma non ancora firmata dal ministro Grilli, l’assessore all’Economia Gaetano Armao era partito all’attacco 24 ore prima  dichiarando: «Se quanto concordato, in sede tecnica, tra la Regione Siciliana e il governo nazionale in materia di patto di stabilità non sarà presto approvato dal ministro dell’Economia si creeranno ripercussioni sul tessuto sociale e produttivo dell’Isola in grado di condizionare l’esito delle prossime elezioni regionali». In sostanza, aveva minacciato il governo nazionale dicendo che il patto di stabilità avrebbe potuto condizionare l’esito delle elezioni regionali del prossimo 28 ottobre. Armao continuava sostenendo che l’accordo «è già stato validato dalla Ragioneria generale dello Stato il 12 settembre. Non capisco perché il ministro Grilli non abbia ancora approvato il provvedimento, consentendo l’applicazione di quanto è stato concordato mesi fa».

L’esultanza per l’approvazione della deroga al patto di stabilità ha contagiato tutta la Sicilia anche se, nelle giornate precedenti alla firma del ministro, parecchi deputati di vari partiti si erano già pronunciati a favore della deroga, facendo quadrato tra di loro nel  sollecitare Grilli a firmare. L’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente Alessandro Aricò, vista l’avvenuta  approvazione della deroga ma non soddisfatto per i tempi di attuazione, ha deciso di prendere la  palla al balzo facendo una ulteriore richiesta a Grilli: «Spero che il ministro Grilli possa estendere la deroga al patto di stabilità anche ai piccoli Comuni siciliani che soffrono una tremenda situazione finanziaria e non riescono ad offrire i servizi adeguati ai cittadini». E nonostante questa situazione di “emergenza” la Regione Siciliana nell’ultimo anno ha riservato 12 milioni di euro per i gruppi parlamentari e speso più di 20 mila euro per spuntini e caffè. Che la Sicilia sia stata la prima Regione d’Italia  a dare attuazione alla spending review è  vero. Peccato che sia, e probabilmente resterà, l’unica Regione a godere di questi vantaggi grazie al contributo del Governo.

E giusto per non farsi mancare proprio nulla, il presidente della Regione Raffaele Lombardo si è affrettato nel frattempo a lanciare il figlio  Toti  in politica per uno scranno  a palazzo dei Normanni “nel solco della continuità”. Il governo Monti, che aveva approvato un decreto legge con misure per assestare la situazione finanziaria degli enti locali in difficoltà, per la trasparenza della spesa, attivando il controllo della Corte dei Conti, aveva anche previsto, nei tagli ai costi delle Regioni, sanzioni per gli enti territoriali inadempienti. Non si capisce dunque il motivo della deroga al patto di stabilità, concessa davanti a spese discutibili sostenute nel corso del 2012 dalla Regione Siciliana, se non per il  timore di tumulti e disordini che si sarebbero potuti manifestare in assenza della concessione. E mentre i tumulti e disordini accaduti ieri con le manifestazioni  avvenuti in mezza Italia, rischiano di innescare un effetto moltiplicatore a causa delle ristrettezze causate dai patti di stabilità, utilizzati dal governo come fondo di garanzia in sede europea per garantire gli impegni presi precedentemente dal governo Berlusconi con la famosa lettera inviata nell’agosto del 2011, alla Sicilia sono bastate invece 24 ore per ottenere la deroga al patto, nel resto d’Italia la paralisi totale continua a mietere vittime in barba all’equità.

 

 

 

 

 

 

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32 Comments

  1. VIVALASICILIA says:

    vorrei mettere tutti d’accordo. I nordisti, notoriamente grandi allevatori di vacche, o meglio gli italiani da Reggio C. in su, potrebbero rinunciare alla sovranità sull’isola dorata di Sicilia ! dai! fateci stò miracolo, lasciateci liberi indipendenti e finalmente RICCHI COME VERAMENTE POSSIAMO ESSERE!
    MA PURTOPPO SUCCHIATE TROPPO VOI AL NORD PER POTERE PENSARE CHE POSSA ESSERE VERO: SICILIA LIBERA!
    LIBERA DAI TRUFFATORI E DAI LADRI SANGUISUGHE !
    E DALLE MAFIE VERE QUE

  2. Alessandro De Martino says:

    Il sistema Italia è al fallimento; si salvi chi può!

  3. lavoratore italiano says:

    ma tu guarda sti ricattatori! sti terror(n)isti, come dice de martino idrovora malefica (ma che minc significa?)
    l’idrovora è una pompa e finora le pompe non sono mai dispiaciute a nessuno

  4. Roberto Porcù says:

    La legge deve essere uguale per tutti e tutti i Cittadini devono essere uguali di fronte allo Stato.
    Se questo viene meno, e con la brutta storia delle regioni “speciali” lo è da fin troppo tempo senza volontà di alcun cambiamento, si ha lo scollamento tra i Cittadini e lo Stato che non è più avvertito come Patria, ma solo mangiatoia da riempire.
    Chi può cerca lavoro e nuova Patria altrove, che fa impresa delocalizza, tasta il terreno e poi sposta tutto, chi non riesce ad andarsene o evade o si impicca.
    Ma a nessuno viene in mente un’altra soluzione, che non sia quella dei referendum alla Zaia o i ricorsi a tribunali internazionali?

  5. mi fanno vomitare, SICILIA INDIPENDENTE SUBITO !!!

    Pagate le tasse, lombardi sfigati, la sicilia sentitamente ringrazia con una pernacchia.

  6. Culitto Salvatore says:

    “La Sicilia “ricatta” il Governo, che cala le braghe e molla 900 milioni”

    titolo e articolo indegno… la sicilia mostra i muscoli al governo per pagare i debiti del governo stesso già anticipati dalla regione sicilia (e quindi già pagati), ovviamente è la sicilia una regione che chiede ma il governo è quello che non da, non si chiede un regalo di 900 milioni, si chiede che il governo paghi il SUO debito di 900 milioni che attualmente grava sulle casse della regione sicilia, ben differente

    “Che la Sicilia sia stata la prima Regione d’Italia a dare attuazione alla spending review è vero”
    con largo anticipo sullo stato italiano puntualizzerei, ma che volete di più… la pensione?abbiamo iniziato i tagli e ridurre i fondi con largo anticipo su tutta l’italia ma ovviamente questo ci rende colpevoli…di cosa non so ma la sicilia è e deve essere colpevole

    “il presidente della Regione Raffaele Lombardo si è affrettato nel frattempo a lanciare il figlio Toti in politica”
    notizia purtroppo vera, non ci sono solo le “trote” in italia ma anche le “sarde”… Raffele Lombardo è fortunatamente presidente dimissionario a causa delle indagini su di lui (a differenza del presidente Formigoni della Lombardia che resta saldamente attaccato alla poltrona)

    ” E nonostante questa situazione di “emergenza” la Regione Siciliana nell’ultimo anno ha riservato 12 milioni di euro per i gruppi parlamentari e speso più di 20 mila euro per spuntini e caffè”
    qualcosa nel conto non torna o perlomeno è irrilevante la sicilia produce 27mld di euro e spende 27mld di euro, (qua si dovrebbe chiedere come sia possibile) e l’argomento ovviamente di rilievo è 12mln di euro in paga ai parlamentari? 20.000 euro di spuntini e caffè?? 20.000 molti politici non li prenderebbero neppure da terra per la troppa fatica e aspetterebbero qualcuno che li raccolga che glie li posi in tasca, argomento di poco conto insomma.. (meno delle vacanze di lusso di formigoni finanziate da amici “mafiosi”)

    ” Armao continuava sostenendo che l’accordo «è già stato validato dalla Ragioneria generale dello Stato il 12 settembre”
    esattamente l’accordo è stato già preso e sottoscritto dalle parti, perchè non rispettarlo? è criminale chi chiede che si rispetti un patto già preso e già in corso o chi non lo rispetta godendo dei benefici del patto stesso? mistero…

    insomma da parte lesa la sicilia diventa parte avversa…misteri dell’italia, di un italia che usa la sicilia a suo uso e consumo e la considera esattamente come il suo frutto e prodotto più famoso, l’arancia buona da spremere

    ps io non contesto l’articolo, è scritto da “pulentun” quindi privo di ogni logica di base se non pura discriminazione sociale per chi vive a sud del po, l’unico prodotto a marchio NORD conosciuto in tutto il mondo

    • Stefano Gamberoni says:

      Buongiorno
      dai dati del ministero dello sviluppo economico in Sicilia si raccolgono circa 40mld di entrate e se ne spendono circa 50mld. Le sarei grato cosa intende quando dice che la sicilia produce 27mld di euro e pure li spende.
      Per quel che se ne sa, la sicilia trattiene tutte le imposte pagate nella regione (lì Equitalia non opera). Purtoppo ai politici siciliani questo non basta infatti lo stato trasferisce in media più di 10mld l’anno da roma all’isola. Non è che le risorse necessarie a sostenere i redditi in sicilia sono pagate da chi produce in altre aree del paese? E non è solo a nord del Po, ma dalla Toscana in su. Saluti.

      • Culitto Salvatore says:

        dal sito istituzionale della sicilia si parla di 27 mld in entrata e 27 in uscita, ma non importa meglio ancora 40 in entrata e 50 in uscita, poichè quel breve stralcio dell’intervento serve solo a focalizzare sull’iniquità della somma della quale si tratta, “20.000 euro per spuntini e caffè”, (i 12 mln sono per i deputati, dipendenti statali che in siclia vengono pagati con soldi siicliani anticipati sul ma di competenza nazionale, per i dipententio regionali si tratta di 5.3 mln pagati dalla regione stessa e non richiesti) non voglio certo dire che la sicilia sia una regione “virtuosa”, non lo è, ciò che mi preme far capire è che si accusa la sicilia di “estorcere 900 milioni” per un debito dello stato pagato dalla sicilia (per la sicilia si intende), ma vedo che ci si aggrappa sugli specchi per poter attaccare in ogni modo possibile la sicilia

        e al suo commento aggiungo non è dalla toscana in su ma dallo stretto di messina

        • Giacomo says:

          allora siccome siete così virtuosi e autosufficienti, e lo stato itaglione vi depreda, perché non ve ne andate per i fatti vostri, charlatans? Chi vi fermerebbe?

          • Culitto Salvatore says:

            non ho detto ne che siamo virtuosi ne che siamo autosufficienti, non conviene a nessuno che la sicilia sia così, ho detto che la sicilia viene accusata anche quando ha ragione e questo è quello che conviene allo stato italiano o più specificatamente ai venetoti

            • Culitto Salvatore says:

              alla domanda chi ci fermerebbe…credo che ci fermerebbero in tanti perchè forse come lei ben saprà la sicilia è il più importante produttore di idrocarburi dell’italia, anni addietro era importante anche la produzione di zolfo (diabolico ma utile e la sicilia era la prima al mondo in termini di produzione) e di sale (anche qua la prima al mondo) ma tali elementi ormai non hanno alcun rilievo perchè non più utili o necessari come un tempo (i tempi cambiano e con esso le necessità),

              un demerito della sicilia è senza ombra di dubbio quello di non essersi adeguata al cambiamento di non aver creato industrie ne aver investito nei propri settori fondamentali (turismo, pesca e agricoltura) ritrovandosi ad essere regione dai grandi potenziali e nessuna produttività, è un demerito e ne siamo consapevoli, ne siamo pure in parte colpevoli, ma non possiamo prenderci (ne vogliamo) colpe che non ci appartengono, se l’economia italiana è disastrata non è colpa della sicilia la quale come ben sappiamo non produce quasi niente, la colpa è di chi produce che lo ha fatto male, i fondi nazionali gli investimenti dedicati a parte delle regioni italiane a discapito di altre (in sicilia non si parla di investimenti ma di sussidi…tanto per campare) dove sono finiti? nel veneto ad esempio regione d’italia che citando da wikipedia (contestabile certo)
              “il Veneto è stato annesso al Regno d’Italia nel 1866”
              “Per lungo tempo terra di povertà ed emigrazione, il Veneto, grazie a un notevole sviluppo industriale, è oggi una delle regioni più ricche d’Italia.”
              nessuno mette in dubbio che oggi il veneto sia una regione produttiva e sviluppata, ma tale sviluppo è nato da una politica (valevole per le regioni del nord italia) dove si è preso al sud per dare al nord, il sud e la sicilia sono stati trattati come il fratello scemo al quale dare la pensione, le attività allora presenti dismesse e ricreate per ragioni di “sviluppo” al nord, insomma il sud è stato inteso come un luogo dove prelevare e da mantenere, politica ovviamente errata e oggi (e anche ieri..)se ne pagano le conseguenze, se si fosse provveduto allo sviluppo del sud invece che allo sfruttamento, il nord si sarebbe sviluppato ugualmente, un po a rilento ma ce l’avrebbe fatta, e il sud non sarebbe solo un peso all’economia ma avrebbe potuto contribuire in maniera attiva al sostentamento della nazione, non è così perchè si sono fatte delle scelte, non rimpiangiamo quelle scelte perchè ormai son state fatte, ma da fastidio sentirsi accusare di qualcosa che è sopratutto colpa vostra, lo avete deciso VOI, avete avuto vantaggi VOI e ora che fate? ve ne lavate le mani
              cosa possiamo fare noi del sud? ringraziamo sentitamente per le pensioni ma ora non rompeteci i “Maroni”

    • Fabrizio says:

      La Regione Veneto che contesti con enfasi e livore produce 170 MLD dil pil.

      la sicilia mostra i muscoli al governo per pagare i debiti del governo stesso già anticipati dalla regione sicilia (e quindi già pagati), ovviamente è la sicilia una regione che chiede ma il governo è quello che non da, non si chiede un regalo di 900 milioni, si chiede che il governo paghi il SUO debito di 900 milioni che attualmente grava sulle casse della regione sicilia, ben differente

      Tutte le regioni osservano il patto di sabilità che altro non è che un congelamento dei loro denari prodotti comprensivi dei trasferimenti Statali che non possono essere utilizzati. La Sicilia grazie alla sua specialità si trattiene tutto ciò che produce in termini di tasse ma nonostante ciò, ottiene anche una discreta quota di trasferimenti statali. senza contare le vagonate di mioni serviti a salvare i due comuni più grossi come Catania e palermo. Quindi di indegno qui c è’ solo ciò che hai scritto tu.

      Per quanto riguarda la spending review si intendeva una revisione utilizzata al rovescio.

      qualcosa nel conto non torna o perlomeno è irrilevante la sicilia produce 27mld di euro e spende 27mld di euro, (qua si dovrebbe chiedere come sia possibile)

      Mi pare ovvio visto che tutto ciò che produce se lo trattiene ovviamente in forza allo statuto speciale. e tu lo consideri (un argomento di poco conto insomma)

      Per quali ragioni gli accordi in deroga richiesti dai comuni terremotati non sono stati garantiti e a godere degli accordi si può fregiare solo la regione siciliana ?

      Infine, insomma da parte lesa la sicilia diventa parte avversa “pulentun”quindi privo di ogni logica di base se non pura discriminazione sociale per chi vive a sud del po

      Questa affermazione è falsa. Le parti lese sono i contribuenti italiani. In quanto a logica, faresti meglio a rileggerti.

      • Salvo says:

        State facendo una confusioneeeee….

        “27 miliardi” è il bilancio della Regione Siciliana.

        Il problema è che tutte le regioni hanno gli stessi parametri da rispettare, ma la Sicilia ha spese che nessun’altra regione ha (a parte i forestali, ecc…)

        Non solo. Hanno creato un meccanismo così perverso che la Sicilia non può spendere neanche i fondi europei!

        Poi il discorso che la Sicilia sia autonoma è una balla.Sembra assurdo perchè la sua autonomia è garantita dalla Costituzione, ma in un Paese mafioso come l’Italia è la normalità.

        Non ha nè autonomia legislativa ( con un commissario di stato alle calcagne che impugna qualsiasi legge), nè economica.

        La Sicilia qualche mese fa ha chiesto all’italia: ci prendiamo carico delle restanti funzioni non ancora regionalizzate, però allo stesso tempo, dateci l’Iva, dateci le accise, dateci le imposte di produzione.

        Non sono favori, è la Costituzione che lo dice.
        RISULTATO? NON SI SONO Neanche DEGNATI DI RISPONDERE!

        Chissà perchè…

      • Salvo says:

        Non sparate numeri a caso…PIL veneto 2009 113 miliardi.

        • Fabrizio says:

          Appunto 2009. Per i siculi vale il calendario Maya mentre per noi che siamo ormai nel 2013 il dato è aggiornato a 170 MLD.

          Poche idee e ben confuse

        • Culitto Salvatore says:

          il veneto produce un PIL da 1 a 90 mld, cercate di stare in quest’ottica quando sparate numeri così almeno avremo una fonte per giocare al lotto

          • Culitto Salvatore says:

            “Questa affermazione è falsa. Le parti lese sono i contribuenti italiani. In quanto a logica, faresti meglio a rileggerti.”
            ammesso (e non concesso) che la mia affermazione sia falsa perchè detta da un siciliano, perchè dovrebbe essere vera qualsiasi affermazione detta da un veneto?

  7. Matrix says:

    De Marttino, tra l’altro hai pure un cognome meridionale delle mie parti e parli di secessione del nord! Che strambo paese che siamo!

    • Culitto Salvatore says:

      La distribuzione geografica del cognome DE MARTINO in Italia
      1901 Campania 28 Veneto 206 Lazio 22 Sardegna 202 Lombardia 16 Abruzzo 173 Puglia 14 Molise
      91 Piemonte 13 Friuli V.G. 84 Toscana 11 Marche
      71 Calabria 10 Basilicata 69 Sicilia 7 Trentino A.A.
      67 Liguria 6 Umbria 49 Emilia-Romagna 1 Valle d’Aosta

  8. Matrix says:

    De Martino, l’ho già scritto da un’altra parte e te lo ripeto.

    I separatisti siciliani nel 46 hanno combattuto una VERA guerra con l’esercito itlaiano per separare l’isola. Una vera guerra con morti e feriti!

    Questo fanno le persone con le palle, non rubano i soldi come Renzo Bossi e familiari e non governano a Roma per spartirsi le poltrone coi Berlusconi!!!

    I separatisti siciliani non sono riusciti ma hanno dimostrato di essere persone serie….E hanno comunque fatto avere alla loro terra lo statuto speciale di regione autonoma.

    Voi che cianciate di separatismo del nord siete tutti chiacchere e fumo.

    Quando moriranno i padani per la loro terra come hanno fatto i siciliani sarete presi seriamente, per ora siete solo fumo e lamentazioni continue!

    • Culitto Salvatore says:

      Quando moriranno i padani per la loro terra come hanno fatto i siciliani sarete presi seriamente, per ora siete solo fumo e lamentazioni continue!

      guarda che stai parlando del “popolo veneto” coloro che non si assumono colpe per i loro misfatti e puntano il dito al resto d’italia (possibilmente il sud e la sicilia, patria di ogni male), queli che dicono roma ladrona e quando sono a roma fanno sembrare i ladroni dei dilettanti, nasce in veneto (o dal veneto) il detto “piatto ricco mi ci ficco” ma ora che il piatto langue…si sta parlando di un “popolo” senza dignità e senza un briciolo di onore,di gente che finchè era sul gradino più alto della mangiatoia nazionale era fiero di essere italiano, finchè ricevevano valanghe di finanziamenti, mano d’opera a basso costo dalle regioni del sud (ops terun) erano contenti e fieri, ora no, le vacche non sono più grasse e come topi cercano di lasciare la nave che affonda, dai stai parlando del veneto, cosa ci si poteva aspettare?

      ps ieri sera ho visto un programma in tv (di sfuggita, mi sembra sulla rai) dove un imprenditore denunciava la corruzione del sistema politico, dove per poter lavorare doveva pagare tangenti, quel che sono riuscito a capire è che il rappresentante veneto (e tutti gli imprenditori veneti ovviamente) che si alza la mattina alle 6 e torna a casa alle 22 non faceva così, lo fanno solo quelli al di la del po, loro sono degli onesti in casa di disonesti, possibile? è possibile che tutto il mondo sia disonesto e loro siano gli unici onesti? se così fosse perchè non andiamo tutti in veneto dove l’onestà è tangibile e la si taglia come il pane?…insomma alla fine sento parlare un veneto e mi metto a ridere, meglio di una barzelletta

    • Salvo says:

      bravo!

  9. SINERGIE TRA >>> MAFIE<<< ????

  10. Mauro Cella says:

    Scusate, ma il Governo Monti non era “troppo serio” e “troppo onesto” per lasciarsi influenzare da simili argomenti?
    O forse non sarà che il mantenimento della “pace sociale” ad ogni costo era uno dei suoi mandati neanche troppo velati?
    Io ora vorrei fare quattro chiacchiere con tutti gli apologeti (residenti fissi nelle redazioni dei grandi quotidiani, periodici e telegiornali) che hanno venduto l’anima al Diavolo nei mesi passati per assicurarci che le cose sarebbero cambiate e fatti del genere erano cose del passato.
    Deroga al Patto di Stabilità significa che la Regione Sicilia aggiungerà altri 900 milioni al debito pubblico. Eh sì, perché oltre al debito pubblico nazionale su cui da qualche tempo è “misteriosamente” calato un assordante silenzio, ci sono i debiti di Regioni, Province e Comuni, debiti che sono scorporati dal totale e la cui entità, visto il numero degli enti in questione, non è rapidamente calcolabile (per ogni Regione virtuosa ci sono numerosi Comuni disastrati con decine se non centinaia di milioni di debiti, vedi i casi estremi di Parma e Reggio Calabria).
    A differenza del debito nazionale, quest’ultimo non sembra avere le attenzioni del primo ministro più adulato del Dopoguerra. Si continua a vivacchiare, tra addizionali IRPEF e Patto di Stabilità, si tira avanti sperando che le cose cambino in meglio rapidamente per mascherare problemi che a nessuno interessa veramente risolvere.
    I 900 milioni della Sicilia sono solo la punta dell’iceberg…

  11. Alessandro De Martino says:

    Secessione o emigrazione!

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