La Serbia a Berlino: non siamo il parcheggio dei profughi

Migrants in Croatia and SloveniaIl governo di Belgrado è preoccupato per le pesanti conseguenze che avrebbero per la Serbia e per gli altri Paesi dei Balcani eventuali decisioni a catena sulla chiusura delle frontiere ai migranti o su una drastica limitazione della loro accoglienza. Lo ha detto il ministro degli esteri Ivica Dacic nel suo intervento  ad Amsterdam alla riunione informale dei ministri degli esteri Ue, alla quale hanno partecipato anche i loro colleghi dei Paesi candidati (Serbia, Macedonia, Montenegro, Albania, Turchia). Tali misure, ha osservato, provocherebbero un blocco nel flusso dei migranti e il loro ammassarsi sul territorio della Serbia, un peso questo insostenibile per il Paese. Dacic ha detto inoltre che la Serbia non e’ nelle condizioni di riaccogliere i migranti transitati sul suo territorio e che non hanno ottenuto asilo nella Ue. Per questo, ha detto, la Serbia non dispone delle necessarie capacità e mezzi, né si configura come primo Paese di arrivo. Il Paese, per Dacic, è comunque in grado di accogliere alcune migliaia di profughi, fino a 6 mila, se otterrà i necessari aiuti dalla Ue.

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