La seconda profezia di Oneto su Berlusconi: non aspettiamoci una crociata per liberare il Nord

di GILBERTO ONETO

La notizia è una di quelle forti. La vicenda di quelle che possono cambiare i destini del mondo. La deputatessa Michaela Biancofiore, fedelissima di Berlusconi, ha portato al suo lìder màximo una cagnolina di nome Puggy per farla diventare la mascotte della nuova campagna elettorale. Commosse cronache giornalistiche ci dicono trattarsi di un carlino di 37 centimetri e 720 grammi di peso. La Biancofiore si è premurata di specificare che la cagnolina resta sua ma che la darà in uso gratuito al Cavaliere per tutta la durata della campagna, ogni volta che ne sentirà il bisogno, per il bene comune. Poi se la riprenderà.

Naturalmente la cosa si tira addosso una pressoché  inevitabile interpretazione goliardico- scollacciata in perfetta coerenza con le baldanzose e invidiate propensioni dell’Unto dal Signore. Lasciamo volentieri la cosa alle più riguardevoli capacità professionali dei commentatori del Vernacoliere, ma non possiamo non guardare con ammirazione  allo straordinario mix di belle signore e cagnolini che ruota attorno a Berlusconi e alla sua vigorosa campagna per la riconquista del trono. I beagles (hony soit qui mal y pense in padano stretto) della Brambilla e la Puggy della Biancofiore sono talismani potentissimi che riusciranno a sbaragliare qualsiasi avversario.

Ma è soprattutto la signora Biancofiore a essere l’eroico paradigma della nuova epica berlusconiana. Bolzanina con cognome pugliese (fatta eleggere in Campania), ha dedicato le sue prorompenti energie alla italianizzazione e civilizzazione delle rudi e primitive popolazioni sudtirolesi. La sua nevrile azione politica è stata tonificata da proposte come quella della modifica restrittiva delle autonomie delle Regioni a Statuto speciale  o del ripristino della festa nazionale del 4 novembre. È stata autrice di una proposta di legge per l’esposizione obbligatoria del tricolore su ogni maso della Provincia di Bolzano: roba forte! Per dare il buon esempio aveva fatto issare davanti al tribunale della città un “manifesto-bandiera” tricolore di 39 per 16 metri: sette piani di leggerezza.  Per spronare il Pdl verso più eroici cimenti patriottici aveva anche minacciato di fondare un suo partito, chiamato con uno slancio di mediterranea fantasia, Forza Nazionale. Una formazione che avrebbe sfondato negli stadi. Aveva allora dichiarato con italico vigore: «Lui ci guarderà da lontano e ci benedirà. Noi siamo la Berlusconi- generation, siamo puliti, ci riconosciamo in lui, nutriamo profonda gratitudine nei suoi confronti. L’unico nostro passo indietro è da quello schifo che è diventato il Pdl».

Prontamente tornata all’ovile (il Cavaliere aveva a sua volta ipotizzato la formazione di un suo Partito dell’amore) nel momento del bisogno e ravvedutasi sul significato semantico di “schifo”, oggi la Biancofiore si propone con la sua Puggy come la Giovanna d’Arco che vuole liberare l’Italia dai comunisti ma soprattutto dagli indipendentisti e dai crucchi e da tutti coloro che non ardono di passione unitarista.

Bianco fiore era l’inno della Democrazia Cristiana (“O bianco fiore, simbolo d’amore, con te la gloria della vittoria./ O bianco fiore, simbolo d’amore, con te la pace rifiorirà”.) e, per chi crede nei segnali del destino, la cosa assume i connotati di una salvifica premonizione.

Bianco fiore e Fratelli d’Italia sono la base musicale di questa nuova crociata tricolore cui sembra essersi accodata anche la Lega Nord. Ma – ricomponendo un sodalizio che comprime il concetto di latitudine e mette nel frullatore ideali, moralità e ogni sorta di vomitevole frattaglia –  davvero Maroni crede con la Biancofiore di potersi tenere il 75% delle tasse, davvero spera che questa gente lo aiuterà a fare la Macroregione, davvero si illude che questa schiatta di patrioti battezzati nelle sacre acque del Piave e forgiati col fuoco del Vesuvio favorirà l’indipendenza della Padania?

Davvero crede che la Puggy (nel senso della cagnolina) possa liberare la nostra gente?

Puggy, puggy, Alalà!

(da lindipendenzanuova.com del gennaio 2013)

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