LA SECESSIONE, SECONDO IL PROFESSOR GIANFRANCO MIGLIO

di REDAZIONE

Il professore era antipatico, perché diceva ciò che pensava e faceva quel che diceva. In un certo senso, era un “talebano culturale”: non accettava mezze misure, compromessi, giri di parole. Ogni volta che apriva la bocca, lo faceva per demolire i dogmi della modernità e affermare, novello Zarathustra, che sulle macerie del “secolo breve” poteva costruirsi una società più libera e migliore. E ha pagato per questo. Miglio non era uno che piacesse “alla gente che piace”. I suoi giudizi netti, le sue idee rivoluzionarie, la lucidità del suo pensiero hanno sempre dato fastidio. Vale la pena dunque ricordarlo per questo, in maniera tale che la sua memoria resti sempre legato alla sua limpidezza, e la sua eredità culturale non possa essere razziata dai saccheggiatori di tombe in una delle loro scorrerie ideologiche.

Al di là delle teorie politiche, ciò che emerge e si staglia con evidenza quale caratteristica principale di questa persona semplice ma coltissima, assolutamente non convenzionale, innovativa ma mai sopra le righe è senza dubbio la libertà e l’autonomia di pensiero. Il coraggio di non essere “politically correct”, in un momento in cui invece l’essere “politically correct” rappresentava, per il politico medio come per l’intellettuale da strapazzo.

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9 Comments

  1. Cristian Merlo says:

    Miglio: un gigante di livello siderale!

  2. luigi bandiera says:

    Ecco, questo e’ un bel disk.

    Tutti gli altri a starnazzare liberta’ e diritti…
    Ma appena parli del diritto all’autodeterminazione armano la loro mano.

    Kosi’ fanno i KOMUNISTI, quelli che dicono che il proletariato deve comandare che poi, invece, non lo interpellano nemmeno quando ci sono decisioni importanti da prendere. Esempio:
    Come con l’una e indivisibile..!!
    Chi hanno interpellato..?
    E l’entrata in europa (URKA) e nell’euro, il fallimento..?

    Speriamo ne tornino altri perche’ siamo senza di questi “MOSE’ “.

    Preghiamo per la sua Anima e perche’ ci aiuti dall’Alto.

    Amen

  3. SEBA1958 says:

    si può sempre ripartire dalla base buona dei militanti della lega e costruire un asse tra tutti i nuovi movimenti indipendentisti del nord e chiedere con un referendum (come avverrà in scozia…) l’indipendenza della padania.il nord lo vuole solo che bossi ci ha menato tutti questi anni e ha pensato solo al suo tornaconto personale (vedi il …..di Arcore).

  4. beto says:

    Gentili signori, userò dei termini un poco forti ma il tema merita: che cazz. volete che i leghisti dal basso facciaano pulizia? I padani hanno dimostrato di essere un popolo scemo e cornuto (come dipengevano un tempo in tv e nei film i vari tipi ‘padani’: il cornuto piemontese, il tonto veneto, il milanese bauscia..) e sopratutto, grazie alla Lega e ai leghisti, hanno fatto vedere al mondo che parlano, parlano ma non fanno e non faranno mai un cazz. Altro che rivolte! Bossi ha minacciato quel che non poteva e si è fatto garante di quel che non eissteva per mettere al caldo il proprio culo e quello dei suoi famigli…Cosa vi aspettate adesso che I colonnelli facciaano pulizia? Che il cerchio magico (altra cagata pazzesca) rilanci la rivoluzione interrotta? No siete padani quindi scemi, ve la metteranno ancora nell’organo…E poi l’autoriforma…Che fanno? cacciano Faverio, Paragone e tutta la pletora di raccomandati a claci in culo? Ma andè a scuà el mar!

  5. lorenzo canepa says:

    Miglio indimenticabile. La lega ha havuto una tremenda opportunita´di veramente ottenere l´autonomia del nord se non la secessione. Purtroppo ci voleva un altro leader non bossi ignorante e solo interessato al proprio successo.
    Basta ricordare pontida con Miglio. Li bossi ha capito he sarebbe stato eliminato dalla presenza di Miglio nella lega e ha fatto di tutto per cacciarlo legandosi sempre piu´al berlusca. La colpa e´anche dei militanti che non hanno avuto il coraggio di schierarsi mcon la persona giusta e da allora tutto e´andato a rotoli. Solo ora si sono accorti ma penso sia troppo tardi.

    • beto says:

      Il problema dei militanti è relativo..mica potevano fare un golpe interno…la storia va vista nel momento in cui si svolge…dopo son buoni tutti….Piuttosto una colpa imperdonabile i militanti e i leghisti oggi ce l’hanno ed è tutta loro! Perchè non cacciano quelli che hanno imbucato nei posti a stipendio pubblico, tipo la Rai? Sarebbe questo l’unico segnale di rivolta dal basso, cgiedetelo leghisti sennò siete solo dei cagacazzo piagnicolosi.

  6. Albert says:

    Miglio sarà sempre attuale.

  7. marta says:

    Condivido la riflessione nostalgica. Tuttavia credo che adesso bisognerebbe fare una riflessione meno arrendevole e più pratica. Capire ad esempio che la secessione mai la Lega l’ha presa davvero in considerazione. E che quello che più parla di secessione in Lega, ovvero Calderoli, è l’uomo che sta tenendo le fila del partito Berlusconiano dentro il Carroccio. Berlusconi infatti ha ‘strappato’ lasciando la presidenza del Consiglio e facendo cadere il proprio governo per togliere alla Lega la possibilità di altre giocate e di precederlo oltre ai suoi calcoli personali di fronte alla gravità della situazione economica su cui non voleva mettere la faccia. Però adesso torna a parlare di rapporti con la Lega…non dice con quale…è quella dei suoi famigli comperati o di quelli che arriveranno. Intanto ha preso uomini e donne diciamo di ‘controllo’ che stanno accanto anche a chi parla di rinnovamento…..La Lega prima ha imbalsamato la protesta e lo slancio rivoluzionario degli anni 80-90. E oggi si appresta a salvare il culetto e i posti pubblici acquisiti per i suoi stipendiati. Ecco perchè, seppure con prospettive difficilissime e poca speranza in partenza, uomini come Facco e come lei, direttore Marchi, vanno sostenuti e aiutati.

  8. Franz says:

    Signori, giù il cappello. Giù il cappello davanti a questa persona e alla sua memoria. E facciamolo con un tocco di giusta tristezza e malinconia. Il suo passaggio, accanto alla Lega, è stato quello di una stella luminosa. Dopo di lui solo la volgarità, l’intrallazzo, il piccolo cabotaggio. Se gli intellettuali della Lega sono quelli finiti nella Tv pubblica (altri non ce ne sono, mi pare) il panorama è devastante e lo sarà per sempre. Pensate un poco che enorme patrimonio di consensi ha avuto in mano Bossi con i suoi camerieri e pensate a quanto ha sprecato (altro che dire, come faceva: datemi il 51 % o state zitti…) lamentandosi e facendo ricadere sul popolo bue tutte le sconfitte, tenendo per se solo i successi. Da lì si sarebbe dovuto capire (anche da latro per la verità) che la cricca leghista stava imbalsamando una spinta popolare quale non ci sarà più per decenni e decenni…Signori giù il sipario, padani o presunti tali godetevi i vari Paragone, Papa,, Faverio con le loro belle trasmissioni…godetevi il brillante giornalismo della Padania. Fino a quando tutto finirà nellamerda.E taogliamoci il cappello davanti al ricordo di Miglio.

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